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giovedì 15 dicembre 2011
RETE OH CARA!
Lo sport nazionale tra i più praticati, sembra essere diventato, al di sopra di qualsiasi altro problema, l'osservazione dei legal serials che da mesi accompagnano i protagonisti del tubo catodico. Da Santoro alla Costamagna, da Minzolini a Mentana.
Nel frattempo, e giustamente, chi cerca un'informazione asciutta e soprattutto non manipolata e filtrata dalla grande firma televisiva, utilizza sempre più spesso la rete abbandonando i Tg e il talkshow che, con qualche rara eccezione, sono divenuti il proscenio di direttori o entertainer che vestono, alla scuola di Repubblica, i panni di opinion maker se non di capi partito.
A quanto pare le dimissioni di Enrico Mentana, annunciate ieri con gran strepito, oggi rientreranno.
Nel merito Mentana ha straragione: la pretesa dei parrucconi che guidano con logiche da politburo la corporazione dei giornalisti, ovvero che nel corso del tg venise letto un loro comunicato di cui non frega niente a nessuno, meritava il diniego motivato del superdirettore (per inciso un diniego molto "craxiano" che, una volta di più, disvela il suo background politico culturale).
Ciò che ha disturbato è il clamore provocato da una presunta denuncia, poi smentita, alla magistratura che sarebbe partita contro il reprobo censore e l'annuncio delle dimissioni che nel pomeriggio di ieri e fino all' apparire di Superchicco sugli schermi alle 19.59, preceduto dal traino della favolosa Geppi che ha costruito una puntata di G-day all'insegna della ben nota, garbata, ironia, è diventato il fatto più importante dello scenario mediatico, più ancora del varo della manovra finanziaria e delle gravi intemperanze nell'aula del Senato della tribù di Bossi.
Per ben 5 minuti (un tempo televisivo lunghissimo) Mentana ha fornito la sua versione dell'accaduto e, da consumato prim'attore, non ha chiuso la porta ad un ripensamento notturno.
Fine della prima puntata. Vedremo oggi cosa ci riserva il canovaccio messo su in gran fretta.
Occorrerebbe che nei centri di produzione di Tg e talk show si dessero una calmata e che cessasse rapidamente la sovraesposizione di anchor man e women che non ha eguali in nessun altro paese al mondo.
Da mesi assistiamo ad invereconde sceneggiate i cui protagonisti sono giornalisti assurti a ruoli di star televisive che piegano il sistema ai loro umori, dimentichi spesso della loro missione che è semplicemente quella di informare e non già di vestire i panni dei salvatori della democrazia.
L'infinito caso Santoro, uno dei personaggi più faziosi e intolleranti che la Tv ricordi, è diventato l'esempio a cui mezzibusti, vittime a loro dire di qualche torto, ispirano le loro sempre più frequenti intemerate.
Parliamo tanto di noi, di quanto siamo bravi e onesti, di quanto siete bravi voi pubblico che ci seguite, ribellatevi dunque!
Così l'informazione televisiva è entrata in una spirale di patologica autoreferenzialità che è causa del vistoso disincanto del pubblico che, dati alla mano, orienta con sempre maggiore frequenza la propria attenzione verso la rete che, per sua natura, garantisce un'informazione meno appesantita e, tutto sommato, più libera.
EP
martedì 25 ottobre 2011
SONDAGGI. IN CRESCITA L'AREA RIFORMISTA DEL CENTROSINISTRA. IL PSI ALL'1.2%
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| Fabrizio Masia, Direttore di EMG |
Tutti questi istituti di ricerca, gli unici a testare esplicitamente il Psi, non collocandolo nell'indistinta voce "altri", a partire dal mese di luglio continuano a segnalare un avanzamento costante e progressivo del Psi che si attesta ormai ben al di sopra del risultato ottenuto nelle elezioni politiche del 2008. Un dato virtuale importante, in presenza del permanere del black out mediatico che il Psi continua a subire, che ha trovato peraltro una conferma reale nelle recenti elezioni regionali del Molise
Il sondaggio di EMG, registra inoltre, nel centrosinistra, una sensibile crescita dei partiti riformisti e del Terzo Polo e un altrettanto sensibile calo dei partiti della sinistra radicale a cominciare da Sel che, in una settimana, flette di quasi l'1%, così come il movimento di Beppe Grillo (-0.5%).
Nel centrodestra, nuovamente è ripresa l'emorragia del Pdl e della Destra mentre la Lega Nord resta stabile.
martedì 20 settembre 2011
TAKE A LOOK
Dopo la pausa estiva, i maggiori istituti di ricerca, hanno ripreso a diffondere, alcuni con cadenza settimanale, i sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani.
Da mesi il Psi è costantemente testato da due tra gli Istituti di maggiore prestigio e autorevolezza, EMG diretto da Fabrizio Masia, l'istituto di riferimento del TGLA7, e DIGIS, diretto da Nicola Cesare, che collabora con SKYTG24.
Ieri sono stati diffusi i dati degli ultimi sondaggi dai cui si evince che il Psi, nonostante il perdurante oscuramento a cui continua ad essere sottoposto da parte dei maggiori giornali e televisioni nazionali, è ormai stabilmente collocato entro una forchetta che va dall' 1.1% di EMG all'1.5% di DIGIS, con un evidente trend in crescita rispetto alle rilevazioni precedenti la pausa estiva.
Entrambi gli istituti segnalano inoltre una sensibile flessione di consensi delle forze di centrodestra e una crescita di centrosinistra e terzo polo.
| Il sondaggio DIGIS del 19 settembre |
martedì 8 marzo 2011
CONTINUONS LE COMBAT
Ieri sera, il direttore dell'EMG Fabrizio Masia, uno che di sondaggi e di flussi elettorali ne capisce come pochi (e quasi sempre "ci prende"), commentando il suo consueto report sulle intenzioni di voto del lunedì per il TgLa7 di Enrico Mentana, osservava, a proposito del "rimbalzo" verso l'alto di Fli, Udc e Sel, come sia fondamentale, per aumentare i
consensi, ancorchè virtuali, la presenza nei talk show e nei notiziari televisivi, dei leader di partito.
L' EMG, con Digis uno dei pochi istituti di ricerca che testa il Psi, nello stesso sondaggio, ha stimato il Psi all'1.2%, con una crescita di 3 punti decimali in 15 giorni.
Sapete quante volte il leader del Psi in queste 3 settimane è apparso in talk show o nei tg?
Neppure una, mentre, Fini e Vendola, per citarne solo due, tra Rai e Tv commerciali, sono stati costantemente sotto l'occhio delle telecamere.
Ecco, di seguito, tre esempi che la dicono lunga sul modo singolare che adottano le redazioni e i conduttori dei talk show televisivi nel decidere chi partecipa alle trasmissioni.
1) A Ballarò di Giovanni Floris, sedicente liberalsocialista (sic!), tra gli assidui frequentatori della trasmissione troviamo spessissimo esponenti di partiti e movimenti che tutti i sondaggi danno ben al di sotto della soglia dell' 1%.
Nencini non è mai stato invitato.
2) In Onda, talk show serale del week-end de La7 condotto dall' àlgida giornalista santoriana Luisella Costamagna e dal genero del fu Enrico Berlinguer, Luca Telese, ha ospitato, in poco più di 6 mesi Nichi Vendola e le sue bizantine narrazioni per ben 10 volte.
Nencini, neanche a dirlo, mai.
3) Il 4 e 5 marzo si è svolta ad Atene la riunione dei leaders del Pse, la seconda formazione politica europea, a cui ha partecipato il Leader del Psi, unico partito italiano aderente.
Nessun telegiornale italiano, neppure nelle edizioni antelucane del mattino o della notte ne ha dato conto.
Si potrebbe proseguire a lungo con altri esempi, legati magari alla carta stampata, che vi (e ci) risparmiamo.
Nelle condizioni descritte, oltretutto in presenza di istituti di ricerca che, per compiacere le committenze, o non testano il Psi o lo fanno in modo generico, inesatto o approssimativo, i dati dell'EMG (1.2%) e di Digis (1.4%), che collocano il Psi ben al di sopra del risultato ottenuto nelle politiche del 2008 (poco meno dell' 1%), stante l'oscuramento mediatico e la non presenza dei socialisti in Parlamento, assumono il valore di un viatico che incoraggia i socialisti a proseguire con sempre maggiore impegno nel loro difficile cammino.
Non adagiandosi certo su effimeri allori.
Continuons le combat.
EP
consensi, ancorchè virtuali, la presenza nei talk show e nei notiziari televisivi, dei leader di partito.
L' EMG, con Digis uno dei pochi istituti di ricerca che testa il Psi, nello stesso sondaggio, ha stimato il Psi all'1.2%, con una crescita di 3 punti decimali in 15 giorni.
Sapete quante volte il leader del Psi in queste 3 settimane è apparso in talk show o nei tg?
Neppure una, mentre, Fini e Vendola, per citarne solo due, tra Rai e Tv commerciali, sono stati costantemente sotto l'occhio delle telecamere.
Ecco, di seguito, tre esempi che la dicono lunga sul modo singolare che adottano le redazioni e i conduttori dei talk show televisivi nel decidere chi partecipa alle trasmissioni.
1) A Ballarò di Giovanni Floris, sedicente liberalsocialista (sic!), tra gli assidui frequentatori della trasmissione troviamo spessissimo esponenti di partiti e movimenti che tutti i sondaggi danno ben al di sotto della soglia dell' 1%.
Nencini non è mai stato invitato.
2) In Onda, talk show serale del week-end de La7 condotto dall' àlgida giornalista santoriana Luisella Costamagna e dal genero del fu Enrico Berlinguer, Luca Telese, ha ospitato, in poco più di 6 mesi Nichi Vendola e le sue bizantine narrazioni per ben 10 volte.
Nencini, neanche a dirlo, mai.
3) Il 4 e 5 marzo si è svolta ad Atene la riunione dei leaders del Pse, la seconda formazione politica europea, a cui ha partecipato il Leader del Psi, unico partito italiano aderente.
Nessun telegiornale italiano, neppure nelle edizioni antelucane del mattino o della notte ne ha dato conto.
Si potrebbe proseguire a lungo con altri esempi, legati magari alla carta stampata, che vi (e ci) risparmiamo.
Nelle condizioni descritte, oltretutto in presenza di istituti di ricerca che, per compiacere le committenze, o non testano il Psi o lo fanno in modo generico, inesatto o approssimativo, i dati dell'EMG (1.2%) e di Digis (1.4%), che collocano il Psi ben al di sopra del risultato ottenuto nelle politiche del 2008 (poco meno dell' 1%), stante l'oscuramento mediatico e la non presenza dei socialisti in Parlamento, assumono il valore di un viatico che incoraggia i socialisti a proseguire con sempre maggiore impegno nel loro difficile cammino.
Non adagiandosi certo su effimeri allori.
Continuons le combat.
EP
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