Con un modesto sforzo di fantasia i giornali lo hanno chiamato "Effetto Mirabello", località della provincia di Ferrara divenuta celebre da quando Gianfranco Fini meno di un anno fa, consumato lo strappo con il Premier, diede l'avvio al cantiere che culminò nella fondazione di Fli. Ieri, sempre a Mirabello, il Ministro della Giustizia ma soprattutto il segretario politico (mah!) del PdL, Angelino Alfano, nella babele di proposte, parole al vento, bugie, veleni che attraversano il cdx ma soprattutto il suo (pardon di Berlusconi) partito, ha lanciato, ma il primo che pare non esserne molto convinto pare proprio lui, le primarie del cdx, annunciando che la prossima settimana si dimetterà da Guardasigilli.
Bene: meno di 24 ore dopo si apprende che, tra gli altri, Andrea Ronchi e Adolfo Urso hanno lasciato Fli per approdare ad una non ancora chiara "costituente popolare per realizzare in Italia un soggetto politico che si ispiri ai valori e ai programmi del Ppe".
Sarà come dicono loro ma, a parte il fatto che si è perso il conto di quanti sono i partiti italiani che fanno riferimento al Ppe, a voler essere maligni, più che Effetto Mirabello sarebbe più corretto parlare di "Effetto Canossa" (che sempre in Emilia si trova) o meglio ancora "Effetto Arenula" (il ministero della Giustizia, a Roma, si trova in via Arenula).
Il fatto è che i due figlioli prodighi, exMsi, exAn, exPdL, da oggi anche exFli, all'epoca dello strappo di Fini erano autorevoli esponenti del governo e Fini li costrinse alle dimissioni sull'altare del nascente partito.
Oggi, ai due, nel frattempo infilzati come tordi dal perfido Bocchino nel Fli, non sembrerà vero potere immaginare di tornare a occupare le poltrone che lasciarono, magari dopo un altro rimpastino che si renderà necessario a seguito dell'addio al governo di Alfano.
Tanto vale, avranno pensato, tentare il rientro in maggioranza per puntellarla. Hai visto mai che la ricompensa potrebbe essere un reintegro nei ranghi di un governo che da oggi, ancorchè politicamente agonizzante, grazie a loro si rafforza ulteriormente sul piano numerico?
In fondo, recita l'adagio, "tentar non nuoce"
EP
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sabato 9 luglio 2011
giovedì 23 giugno 2011
BIS-IGNANI
Non gliene andava bene una. Sembrava l’Erodiani, quello del calcioscommesse. Quando Bisignani ti dava un consiglio, finiva male. Disse alla Santanchè nel 2008 di andare con Storace, che sarebbe stata la sua fortuna. E’ finita come sappiamo con La Destra fuori dal Parlamento. Sponsorizzò Papa per un posto di sottosegretario che non si nega nemmeno a Catone, e invece niente. Volle sincerarsi dall’amico Ronchi che non sarebbe nato un governo Tremonti e Ronchi lo rassicurò: ”O il Berlusconi bis o le urne”. E infatti restò il Berlusconi uno. Superbo anche il consiglio a Mauro Masi: “Manda via Santoro o dimetitti dalla Rai”. Restarono entrambi per mesi. Ma il capolavoro massimo è la nomina della Santanchè a sottosegretario. Commenta Briatore, che dovrebbe essere amicissimo della guerrigliera di Arcore: “Quel che mi fa strano è che il presidente l’ha messa lì”. E Bisignani confessa che ce l’ha messa lui. Pronta per l’uso delle dèbacles milanese e napoletane. Dopo questi ottimi risultati bisognerebbe anche porre uno sbarramento ai mandati di Bisignani. Non più di due legislature. Bis-ignani e poi a casa.
MAURO DEL BUE
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