In questi giorni sta tornando d’attualità la riflessione sul possibile rilancio, in forme nuove, della positiva esperienza della Rosa Nel Pugno. RNP che ora potrebbe crescere sotto i raggi del sole che ride, intrecciando le storie radicali, socialiste e ambientaliste. L’intervista di Massimo Bordin al “Sole 24 ore” e l’intervento di Luigi Iorio sul quotidiano ecologista “Terra” vanno in questa direzione. Il recente documento politico approvato dalla direzione naz. del PSI torna a parlare di collaborazione tra socialisti, radicali e mondo ambientalista. Le premesse per una forte iniziativa unitaria paiono materializzarsi. Ma è necessario mettere in campo un progetto di ampio respiro, che superi i tatticismi e le rendite di posizione, che sappia sgretolare i muri di diffidenza ideologica ancora presenti. La Rosa Nel Pugno nella sua breve parabola politica e parlamentare ha saputo attrarre un consenso che, nel momento della sua inopportuna dissoluzione, appariva ancora in costante crescita.
Nelle moderne democrazie europee vi è una diffusa cultura liberale, accompagnata dalla presenza di forti partiti socialisti e di un solido movimento ecologista. In Italia queste tradizioni, pur proponendo temi in forte sintonia con l’opinione pubblica (Eutanasia, testamento biologico, unioni civili e diritti lgbt, libertà della ricerca scientifica, nuovo welfare, green economy), sono praticamente invisibili. Oscurate da un boicottaggio mediatico di regime. La politica italiana appare al massimo del suo degrado, travolta dal guano degli scandali. E al minimo della sua capacità progettuale. Per andare verso un futuro migliore è necessario fare emergere e vivificare quel fiume carsico progressista e libertario che attraversa sotterraneamente la nostra storia repubblicana.
Laicità, Diritti Sociali, Diritti Civlili, Green Economy: da queste suggestioni e non da calcoli elettoralistici deve partire un nuovo movimento che sappia coniugare, al riparo da scorciatoie organizzativistiche, il meglio delle tradizioni socialiste – radicali – Verdi. Non è un dato secondario il fatto che la RNP, dissolta in Parlamento, rinasca come evocazione suggestiva proprio nel web, in una miriade di interventi su forum di area, siti, social network. Non vi è una “guida”, ne un “guidatore”, ma una moltitudine di sguardi che si intrecciano e rilanciano la speranza (Su FB è presente un apposito gruppo “quelli della rosa”) in una società migliore e più equa. Dove i diritti civili siano garantiti in una cornice di laicità, le carceri rispettino il dettato costituzionale, l’informazione sia libera, l’ambiente valorizzato. Dove alla mefitica partitocrazia si sostituisca una autentica democrazia liberale.
FABIO RUTA
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sabato 18 dicembre 2010
venerdì 19 novembre 2010
VIDEOMESSAGGIO DI RICCARDO NENCINI
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