L’unico provvedimento possibile che il governo poteva prendere per la situazione dei rifiuti a Napoli, era quello di dare poteri speciali ai sindaci e invece ha partorito un inutile pastrocchio.
Il CdM ha fatto finta di decidere qualcosa con un decreto già bocciato addirittura prima di essere firmato, anche se solo per puro spirito di fazione, dalla Lega. Il fatto è che questa maggioranza non ha più nemmeno il pudore di nascondere le profonde divergenze al suo interno perché, proprio come dimostra l’atteggiamento della Lega, tutti ritengono ormai inevitabile la fine anticipata della legislatura e dunque ognuno pensa solo per sé. A questo punto le istituzioni napoletane e campane se ne facciano una ragione e provino a fare squadra per trovare una soluzione insieme senza aspettarsi più un aiuto da Roma.
MARCO DI LELLO
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venerdì 1 luglio 2011
sabato 25 giugno 2011
NAPOLI - ITALIA
Se mai ciò che sta avvenendo da mesi a Napoli, grande capitale, una delle icone della Bella Italia, che racchiude in sè certo mille contraddizioni e problemi, ma anche e soprattutto arte, storia, bellezze naturali e tradizioni culturali tali da renderla uno dei luoghi più affascinanti del pianeta, fosse accaduto in una qualunque altra città di un qualunque altro stato al mondo, si sarebbero rapidamente unite indignazione e solidarietà: tutti, dal governo locale e centrale, la "società civile" e i media avrebbero moltiplicato gli sforzi per salvare, chè di questo si tratta, una città e i suoi abitanti da un disastro di dimensioni inaudite.
Nulla di tutto questo è successo: a parte qualche voce isolata e i ripetuti e accorati appelli del Presidente Napolitano, tante chiacchiere e proclami e nessun fatto.
Un Premier che non conosce la dimensione della vergogna per sè stesso figurarsi per il suo Paese, classi dirigenti locali imbelli e colpevolmente incapaci, un neosindaco che si è segnalato per ora solo per le sue abituali guasconate puntualmente smentite dai fatti e finalmente un partito della maggioranza di governo, la Lega Nord, i cui ministri hanno giurato sulla Costituzione, che blocca qualsiasi tentativo di soluzione del drammatico problema dei rifiuti, minacciando addirittura, come affermato dal sinistro Pota Calderoli "di far volare le sedie in CdM".
A questo punto non resta che sperare che vi siano dei parlamentari della maggioranza, non necessariamente solo napoletani, campani o del Mezzogiorno d'Italia, capaci di porre in cima ai loro pensieri Napoli e l'Italia e non già la conservazione del loro scranno alla Camera o al Senato.
In altre parole che vi sia qualcuno che abbia il coraggio di far saltare il "pactum sceleris" tra B&B che sta mandando in malora il nostro Paese.
Si perchè la monnezza che, da mesi, sta uccidendo lentamente Napoli è la maleodorante metafora di un Paese (s)governato da ormai troppo tempo grazie ad un accordo tra due pessimi soggetti che sono guidati unicamente da motivazioni diverse ma convergenti ed eversive: il primo dalla messa in sicurezza di sè stesso e delle proprie ricchezze, il secondo dalle sue paranoiche ossessioni razziste, xenofobe e antitaliane.
Quando se ne andranno per la loro strada sarà tuttavia troppo tardi.
Perchè porre rimedio ai danni di cui portano per intero la responsabilità politica e morale non sarà facile.
EP
Nulla di tutto questo è successo: a parte qualche voce isolata e i ripetuti e accorati appelli del Presidente Napolitano, tante chiacchiere e proclami e nessun fatto.
Un Premier che non conosce la dimensione della vergogna per sè stesso figurarsi per il suo Paese, classi dirigenti locali imbelli e colpevolmente incapaci, un neosindaco che si è segnalato per ora solo per le sue abituali guasconate puntualmente smentite dai fatti e finalmente un partito della maggioranza di governo, la Lega Nord, i cui ministri hanno giurato sulla Costituzione, che blocca qualsiasi tentativo di soluzione del drammatico problema dei rifiuti, minacciando addirittura, come affermato dal sinistro Pota Calderoli "di far volare le sedie in CdM".
A questo punto non resta che sperare che vi siano dei parlamentari della maggioranza, non necessariamente solo napoletani, campani o del Mezzogiorno d'Italia, capaci di porre in cima ai loro pensieri Napoli e l'Italia e non già la conservazione del loro scranno alla Camera o al Senato.
In altre parole che vi sia qualcuno che abbia il coraggio di far saltare il "pactum sceleris" tra B&B che sta mandando in malora il nostro Paese.
Si perchè la monnezza che, da mesi, sta uccidendo lentamente Napoli è la maleodorante metafora di un Paese (s)governato da ormai troppo tempo grazie ad un accordo tra due pessimi soggetti che sono guidati unicamente da motivazioni diverse ma convergenti ed eversive: il primo dalla messa in sicurezza di sè stesso e delle proprie ricchezze, il secondo dalle sue paranoiche ossessioni razziste, xenofobe e antitaliane.
Quando se ne andranno per la loro strada sarà tuttavia troppo tardi.
Perchè porre rimedio ai danni di cui portano per intero la responsabilità politica e morale non sarà facile.
EP
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martedì 24 maggio 2011
E ADESSO SPOSTIAMO ANCHE IL COLOSSEO
Due ministeri a Milano, uno a Napoli, da Roma arriverebbe anche Totti, metà Colosseo e la fontana di Trevi, tranne le monetine che resterebbero a Tremonti. Il Vaticano non sarebbe trapiantato, ma parte del colonnato del Bernini potrebbe essere trasferito in piazza del Plebiscito a Napoli, dove arriverebbe anche Bertolaso con una clinica di massaggiatrici gratuite e la spazzatura di Monza in cambio di voti (diciamo un voto al chilo). Tra le varie ed eventuali: qualora dovesse vincere la Moratti, il resto della famiglia, compresa l’Inter, sarà trasferito a Lampedusa ed Etò direttamente in Africa, il Po arriverà da Piacenza a Milano, mentre zingari e moschee verranno dati immediatamente alle fiamme. Le moschee, però, non subito. Se Lettieri vincerà a Napoli, la camorra e Cosentino saranno tresferiti a Milano in cambio di Cassano, mentre Capri e Ischia ospiteranno gratuitamente tutti gli iscritti al Pdl, tranne Gasparri, perchè spaventa i turisti. E il Vesuvio non erutterà mai più. Perchè ci penserebbe Mastella…
MAURO DEL BUE
MAURO DEL BUE
lunedì 7 febbraio 2011
FINALE DI PARTITA
"Se mi doveste fare una domanda e dirmi in quanti giorni Napoli potrà tornare al normale smaltimento dei rifiuti, io vi dico che in meno di due settimane si può fare".
Affermazione che Silvio Berlusconi pronunciò solennemente il 26 novembre 2010.
Sono trascorsi più di 2 mesi e Napoli, tutta Napoli, dopo una breve tregua, è nuovamente sommersa dall'immondizia.
Non vi sono più parole per commentare uno stato di cose intollerabile, che si trascina da anni senza che vi sia stata la capacità e la volontà di porvi fine.Il vero scandalo della nostra Italia, ben più grave del boccacesco Rubygate, è questo.
Lo scempio e l'umiliazione a cui sono sottoposti una città d'arte unica al mondo e i suoi cittadini che ormai paiono fatalisticamente in preda alla rassegnazione, costituiscono la triste metafora di un Paese che sembra vivere in un "cupio dissolvi", incline a sedimentare con una rapidità impressionante una situazione di una gravità assoluta le cui conseguenze saranno devastanti.
E' la tragedia di Napoli e della sua provincia il vero finale di partita dell'era berlusconiana: delle sua tante illusioni, delle altrettante menzogne e delle troppe promesse non mantenute.
EP
Affermazione che Silvio Berlusconi pronunciò solennemente il 26 novembre 2010.
Sono trascorsi più di 2 mesi e Napoli, tutta Napoli, dopo una breve tregua, è nuovamente sommersa dall'immondizia.
Non vi sono più parole per commentare uno stato di cose intollerabile, che si trascina da anni senza che vi sia stata la capacità e la volontà di porvi fine.Il vero scandalo della nostra Italia, ben più grave del boccacesco Rubygate, è questo.
Lo scempio e l'umiliazione a cui sono sottoposti una città d'arte unica al mondo e i suoi cittadini che ormai paiono fatalisticamente in preda alla rassegnazione, costituiscono la triste metafora di un Paese che sembra vivere in un "cupio dissolvi", incline a sedimentare con una rapidità impressionante una situazione di una gravità assoluta le cui conseguenze saranno devastanti.
E' la tragedia di Napoli e della sua provincia il vero finale di partita dell'era berlusconiana: delle sua tante illusioni, delle altrettante menzogne e delle troppe promesse non mantenute.
EP
mercoledì 26 gennaio 2011
RANIERI SINDACO!
W le primarie, o no? Forse…
Dopo il risultato della Madonnina, lo scorso novembre, le primarie, tanto amate dall’Africano Mancato, erano state messe in discussione dal Leader Maximo, salvo riesumarle dopo i responsi delle Due Torri e del Vesuvio.
Ma Napoli è Napoli ed ecco che dopo qualche ora emerge che tra i 44mila votanti alle primarie partenopee sono registrati galoppini del centrodestra, evidentemente all’oscuro che trattavasi di elezioni del centrosinistra, masse di cinesi democratici, folle di centristi folgorati e soprattutto stuoli di capifamiglia, che, in perfetto latino, trattandosi di primarie, spiegavano: “primum vivere”, per poi aggiungere in napoletano prosaico “amm a campà”.
Ed ecco allora ricorsi, accuse di brogli, veleni di varia natura a sporcare quella che pure i democratici partenopei, con straordinaria intempestività, avevano salutato come una bellissima giornata di democrazia: eppur non bisognava essere grandi politologi per capire che se nel momento di minor consenso del centrosinistra partenopeo si registra il record assoluto di affluenza qualche problema forse c’è stato.
E cosi’ si scopre che nei seggi di Miano e Scampia inquilini ed abusivi delle case popolari hanno battuto ogni record, votando ininterrottamente ogni 31 secondi, con una capacità da far impallidire anche gli americani per compiacere Michèl, lo Chirac del rione Amicizia, capopopolo democristiano da più generazioni dal nome francese ma napoletanissimo da cima a piedi, e Tommi Tommi, già comunista pregiudicato (avrà avuto la sfiga di beccare l’unico giudice di destra del Paese), oggi dipendente di una società mista regionale che, per puro caso, era nella responsabilità politica dell’ex assessore oggi (presunto) vincitore.
Vabbè, ma perché i voti di Miano e Scampia non dovrebbero valere? La sinistra non si sempre battuta per il suffragio popolare? E’ la democrazia bellezza… Ed allora sia il condominio di Miano a decidere il candidato sindaco di Napoli! O no?
No, dicono i partiti che pure queste primarie avevano indette: ma se si voleva imporre il proprio candidato allora perché scomodare la gente co ste consultazioni?
La domenica a Napoli è sacra, c’è il ragù a tavola, Cavani e Lavezzi su Sky, volendo la Messa la mattina, la pennica pomeridiana: tutto sto fastidio per niente?
Occorre cambiare le regole, si dice ora: sono d’accordo, scriviamo così: se piace alle segreterie dei Partiti il risultato vale, sennò no! Sarebbe un buon compromesso per mettere d’accordo L’Africano Mancato ed il Leader Maximo, no?
Ci teniamo le primarie ma senza intossicarci.
Ma a Napoli ora che si fa? Si candida il leader di Michèl e Tommi Tommi o si azzera tutti? Senza Madonnina, che si fa, ci affidiamo a san Gennaro?
Potremmo fare così, candidiamo Ranieri, ma non Umberto, bensì Massimo, quello che canta da quarant’anni perché non sa nuotare ma che nel guazzabuglio napoletano, ne siamo certi, le primarie le avrebbe vinte e volendo vincerebbe pure le Elezioni: così salviamo le primarie e accontentiiamo i Partiti…
Siamo a Napoli, funiculì funiculà!
GENNARO SERRA DI CASSANO
Dopo il risultato della Madonnina, lo scorso novembre, le primarie, tanto amate dall’Africano Mancato, erano state messe in discussione dal Leader Maximo, salvo riesumarle dopo i responsi delle Due Torri e del Vesuvio.
Ma Napoli è Napoli ed ecco che dopo qualche ora emerge che tra i 44mila votanti alle primarie partenopee sono registrati galoppini del centrodestra, evidentemente all’oscuro che trattavasi di elezioni del centrosinistra, masse di cinesi democratici, folle di centristi folgorati e soprattutto stuoli di capifamiglia, che, in perfetto latino, trattandosi di primarie, spiegavano: “primum vivere”, per poi aggiungere in napoletano prosaico “amm a campà”.
Ed ecco allora ricorsi, accuse di brogli, veleni di varia natura a sporcare quella che pure i democratici partenopei, con straordinaria intempestività, avevano salutato come una bellissima giornata di democrazia: eppur non bisognava essere grandi politologi per capire che se nel momento di minor consenso del centrosinistra partenopeo si registra il record assoluto di affluenza qualche problema forse c’è stato.
E cosi’ si scopre che nei seggi di Miano e Scampia inquilini ed abusivi delle case popolari hanno battuto ogni record, votando ininterrottamente ogni 31 secondi, con una capacità da far impallidire anche gli americani per compiacere Michèl, lo Chirac del rione Amicizia, capopopolo democristiano da più generazioni dal nome francese ma napoletanissimo da cima a piedi, e Tommi Tommi, già comunista pregiudicato (avrà avuto la sfiga di beccare l’unico giudice di destra del Paese), oggi dipendente di una società mista regionale che, per puro caso, era nella responsabilità politica dell’ex assessore oggi (presunto) vincitore.
Vabbè, ma perché i voti di Miano e Scampia non dovrebbero valere? La sinistra non si sempre battuta per il suffragio popolare? E’ la democrazia bellezza… Ed allora sia il condominio di Miano a decidere il candidato sindaco di Napoli! O no?
No, dicono i partiti che pure queste primarie avevano indette: ma se si voleva imporre il proprio candidato allora perché scomodare la gente co ste consultazioni?
La domenica a Napoli è sacra, c’è il ragù a tavola, Cavani e Lavezzi su Sky, volendo la Messa la mattina, la pennica pomeridiana: tutto sto fastidio per niente?
Occorre cambiare le regole, si dice ora: sono d’accordo, scriviamo così: se piace alle segreterie dei Partiti il risultato vale, sennò no! Sarebbe un buon compromesso per mettere d’accordo L’Africano Mancato ed il Leader Maximo, no?
Ci teniamo le primarie ma senza intossicarci.
Ma a Napoli ora che si fa? Si candida il leader di Michèl e Tommi Tommi o si azzera tutti? Senza Madonnina, che si fa, ci affidiamo a san Gennaro?
Potremmo fare così, candidiamo Ranieri, ma non Umberto, bensì Massimo, quello che canta da quarant’anni perché non sa nuotare ma che nel guazzabuglio napoletano, ne siamo certi, le primarie le avrebbe vinte e volendo vincerebbe pure le Elezioni: così salviamo le primarie e accontentiiamo i Partiti…
Siamo a Napoli, funiculì funiculà!
GENNARO SERRA DI CASSANO
lunedì 24 gennaio 2011
DOPO NAPOLI
E’ positivo che a Bologna e a Napoli abbiano vinto i due candidati riformisti, ma le polemiche sulla vittoria di Cozzolino confermano che gli svantaggi del sistema delle primarie superano di gran lunga l’unico vantaggio apprezzabile, quello della mobilitazione del proprio elettorato.
Se il centrosinistra vuole presentarsi come coalizione non può certo pretendere di imporre anche agli alleati un sistema che fino a oggi ha solo in qualche occasione indicato il candidato giusto per raccogliere il maggior numero di consensi nell’elettorato e ha invece quasi sempre messo in gara il miglior perdente a disposizione. Da riformisti convinti continuiamo a rifutare la logica minoritaria di chi, come Vendola, preferisce una bella sconfitta a una brutta vittoria.
E allora o si arriva a una riforma seria delle primarie di coalizione oppure è meglio sottrarsi a questa rincorsa affannosa di qualche candidato leader a vincere non le elezioni, ma la battaglia interna al proprio schieramento.
RICCARDO NENCINI
Se il centrosinistra vuole presentarsi come coalizione non può certo pretendere di imporre anche agli alleati un sistema che fino a oggi ha solo in qualche occasione indicato il candidato giusto per raccogliere il maggior numero di consensi nell’elettorato e ha invece quasi sempre messo in gara il miglior perdente a disposizione. Da riformisti convinti continuiamo a rifutare la logica minoritaria di chi, come Vendola, preferisce una bella sconfitta a una brutta vittoria.
E allora o si arriva a una riforma seria delle primarie di coalizione oppure è meglio sottrarsi a questa rincorsa affannosa di qualche candidato leader a vincere non le elezioni, ma la battaglia interna al proprio schieramento.
RICCARDO NENCINI
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mercoledì 22 dicembre 2010
MUNNEZZA
Sono trascorsi ben più degli ennesimi 10 giorni annunciatidal presidente del Consiglio come il termine entro cui Napoli sarebbe stataripulita e oltre 8 mila tonnellate di rifiuti giacciono nelle strade dellacittà e della provincia perchè non si sa dove scaricarle.
Tra le tante promesse non mantenute di Berlusconi c’è ora anche questa e così ai napoletani il premier ha fatto un suo specialissimo regalo di Natale perché ciascun cittadino, neonati compresi, troverà sotto l'albero 2 chili di maleodorante autentica‘munnezza’ napoletana. A questo punto, dopo avere deciso la cancellazione di tre discariche e invasi per circa 6 milioni di metri cubi dove trasportare i rifiuti non resta che ringraziare il premier e quando tornerà in città sono certo che i napoletani non mancheranno di manifestargli il proprio affetto. Grazie Berlusconi!
MARCO DI LELLO
Tra le tante promesse non mantenute di Berlusconi c’è ora anche questa e così ai napoletani il premier ha fatto un suo specialissimo regalo di Natale perché ciascun cittadino, neonati compresi, troverà sotto l'albero 2 chili di maleodorante autentica‘munnezza’ napoletana. A questo punto, dopo avere deciso la cancellazione di tre discariche e invasi per circa 6 milioni di metri cubi dove trasportare i rifiuti non resta che ringraziare il premier e quando tornerà in città sono certo che i napoletani non mancheranno di manifestargli il proprio affetto. Grazie Berlusconi!
MARCO DI LELLO
lunedì 22 novembre 2010
BUGIE E RIFIUTI
La visita di Pia Bucella, responsabile della direzione generale ambiente dell'Unione europea conferma, purtroppo, quello che i napoletani hanno scoperto da settimane, e cioè la montagna di bugie partorita da Berlusconi in questi 30 mesi, la cui dimensione è pari a quella dei rifiuti giacenti nelle strade di Napoli e provincia.
Potremmo, come ha fatto il centrodestra negli anni scorsi, limitarci a enunciare l'incapacità del governo nazionale e dell’amministrazione provinciale a risolvere il problema, ma da riformisti preferiamo accogliere il ripetuto appello del presidente Napolitano.
Noi socialisti siamo disponibili da subito a sostenere misure di emergenza che, superando temporaneamente il limite della provincializzazione, liberino il capoluogo ed i comuni dell'hinterland dalle 8 mila tonnellate di rifiuti non raccolte, a patto che si avviino immediatamente, entro questa settimana, le procedure per la realizzazione dei termovalorizzatori di Napoli e Salerno, assegnando ai comuni, insieme alla regione le competenze e facendo definitiva chiarezza su un decreto legge che ha già provocato l'ennesima frattura in seno al Governo, ma di cui anche il Quirinale ignora perfino il contenuto.
MARCO DI LELLO
Potremmo, come ha fatto il centrodestra negli anni scorsi, limitarci a enunciare l'incapacità del governo nazionale e dell’amministrazione provinciale a risolvere il problema, ma da riformisti preferiamo accogliere il ripetuto appello del presidente Napolitano.
Noi socialisti siamo disponibili da subito a sostenere misure di emergenza che, superando temporaneamente il limite della provincializzazione, liberino il capoluogo ed i comuni dell'hinterland dalle 8 mila tonnellate di rifiuti non raccolte, a patto che si avviino immediatamente, entro questa settimana, le procedure per la realizzazione dei termovalorizzatori di Napoli e Salerno, assegnando ai comuni, insieme alla regione le competenze e facendo definitiva chiarezza su un decreto legge che ha già provocato l'ennesima frattura in seno al Governo, ma di cui anche il Quirinale ignora perfino il contenuto.
MARCO DI LELLO
sabato 6 novembre 2010
NAPOLI. I SONDAGGI INDICANO MARCO DI LELLO OUTSIDER DEL CENTROSINISTRA PER LA CANDIDATURA A SINDACO
Non solo Berlusconi si affida costantemente ai sondaggi, anche il Pd orienta le proprie scelte con l'umore dei cittadini intervistati telefonicamente. Ecco perche', come sindaco di Napoli, il Pd sta esercitando un notevole pressing sull'ex presidente della Rai Lucia Annunziata: i sondaggi, appunto, la danno vincente anche rispetto a Roberto Saviano e Luigi De Magistris, oltre che sui candidati gia' in campo Umberto Ranieri e Nicola Oddati. Bersani domenica chiedera' ufficialmente alla giornalista di origini sarnese di scendere in campo: Annunziata vorrebbe la garanzia di essere appoggiata da tutto il Pd (i bassoliniani, per esempio, direbbero di si' pur di andare contro Ranieri e Oddati) e magari anche da una parte della sinistra. Contattato da piu' parti per tentare l'avventura politica anche il magistrato Raffaele Cantone, che sarebbe allettato dall'idea ma chiede le stesse garanzie. Ma come outsider, in queste ore, sta prendendo piedi anche l'ipotesi del coordinatore nazionale della segreteria del Psi Marco Di Lello, che potrebbe approfittare di questa fase di confusione nel centrosinistra alle prese con le faide interne al Pd: l'ex assessore regionale al Turismo sarebbe il ponte con il fronte piu' moderato e riformista della coalizione, che necessita di recuperare quei consensi persi in questi anni di governo targato Bassolino-Iervolino.( fonte: Il Velino)
martedì 2 novembre 2010
RIFIUTI: DI LELLO SEMBRA UNA BARZELLETTA MA È TRAGEDIA
“La nostra missione è finita" ha decretato Bertolaso Ma chi lo spiega alle centinania di migliaia di napoletani che sono sommersi da oltre duemila tonnellate di rifiuti che il Comune non sa dove sversare? Dalla tragedia alla farsa il confine, con un commediante come Berlusconi che guida il governo, è sempre più labile. Bertolaso era stato spedito in Campania per aprire discariche e ne ha chiuse due, in violazione di una legge che ne disponeva l'apertura. Missione conclusa allora? Se non ci fosse da piangere sarebbe questa sì una gustosa barzelletta da far morire dal ridere... Marco Di Lello
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