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lunedì 7 marzo 2011

PROMUOVERE LA CULTURA DEL RISPETTO

ROSA LUXEMBURG
L'8 marzo giornata internazionale della donna ci porta a ripensare quante conquiste sociali e politiche sono state raggiunte nel secolo scorso grazie all’impegno e ferma volontà di tantissime donne e uomini.

Nel VII Congresso dell’Internazionale socialista del 1907, dirigenti come Rosa Luxemburg e Clara Zetkin posero la questione femminile e la rivendicazione del diritto di voto alle donne. Il Congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a “lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne”. Alcuni giorni dopo si tenne una conferenza dell’ internazionale, nella quale si decise la creazione di un Ufficio di Informazione delle donne socialiste e Clara Zetkin diresse la rivista "Die Gleichheit "L’uguaglianza", che divenne l’organo dell’Internazionale delle donne socialiste.
Nel 1908 a Chicago, ad una conferenza del Partito socialista americano, Corinne Brown che presiedeva, a causa dell’assenza di un oratore, pose in discussione lo sfruttamento lavorativo delle operaie in termini di basso salario, orario di lavoro, discriminazione sessuale e diritto di voto. Fu chiamato “Woman’s Day” e da qui negli Stati Uniti fu celebrata il 28 febbraio 1909 la giornata della donna.
Il 900 è stato quindi un secolo di grandi sfide e conquiste, dal punto di vista dei diritti e le donne hanno lottato tra mille difficoltà per raggiungere traguardi importanti. Oggi i percorsi di emancipazione ci hanno portato a livelli di partecipazione importanti, anche se il nostro Paese continua ad essere fanalino di coda rispetto ad altri Paese Europei che negli anni hanno investito sulle competenze delle donne, sul loro senso etico della politica, sulla loro capacità di mettersi al servizio della collettività. In Italia invece vi è la tendenza sempre più pressante negli ultimi anni, da parte di certa televisione, giornali e politica , a considerare le donne una sorta di “arredo urbano” o oggetto di scambio sessuale che è veramente offensivo, ma che soprattutto non ci appartiene.
Noi vogliamo cambiare, invertire una rotta che propone modelli sbagliati, lo vogliamo fare perché pensiamo ad un mondo comune di valori per i nostri giovani e perché riteniamo di poter dare concretamente un contributo alla ripresa del Paese.
In materia di diritti c’è ancora molto da fare, per una società che si definisce civile sono troppe le donne vittime di abusi e violenze, diffuse a vari livelli e in qualsiasi ambito sociale, sovente all’interno di quegli istituti comunemente sentiti rassicuranti come la famiglia o il luogo di lavoro. Occorre aumentare i servizi, promuovere una cultura del rispetto ma anche leggi adeguate, occorre far sentire che vi è una presa in carico, per poter spezzare quella che è comunemente chiamata la catena del silenzio e della paura.
Nelle società complesse come la nostra e tante altre, dove ormai si incrociano tante culture diverse è necessario individuare un terreno comune di dialogo e di ascolto perché sempre più donne possano essere protagoniste della propria storia e non in quanto appartenenti a qualcuno. Ecco perché l’8 marzo è un giorno speciale, per ricordare che le donne note e non, hanno segnato la storia e il progresso delle società, durante le guerre e in tempo di pace, lo hanno fatto con intelligenza, caparbietà e coraggio. Noi vogliamo essere degne di loro e protagoniste del nostro futuro, ecco perché le donne socialiste vogliono rinnovare la politica e vedere rispettati i diritti di donne e uomini secondo principi di giustizia, libertà e pari opportunità.

RITA CINTI LUCIANI
Responsabile nazionale pari opportunità PSI







domenica 13 febbraio 2011

TRE GHINEE

“Se non ora, quando?” è il titolo della manifestazione che porterà oggi nelle piazze italiane migliaia di donne e uomini a difendere e promuovere l’immagine, il valore e la dignità delle donne in un Paese dove sempre più spesso la rappresentazione del mondo femminile è offensiva e lesiva del contributo che le donne hanno dato e continuano a dare alla crescita della società.

Anche solo parlando della storia d’Italia sono state davvero tante le donne che hanno attraversato la storia spesso in silenzio, che hanno affermato idee, conquistato diritti e combattuto pregiudizi per raggiungere quell’emancipazione politica, economica e giuridica che conosciamo. Lo hanno fatto con determinazione dentro i movimenti e i partiti portando avanti le migliori idee della tradizione laica e cattolica. L’hanno fatto in tante, con sacrificio e senso del dovere anche durante le due guerre del secolo scorso.
Oggi i passaggi di un’emancipazione conquistata con fatica, impegno e lavoro hanno portato tante a svolgere ruoli di rilievo nella società con competenza e professionalità, tantissime al lavoro dentro la famiglia o nelle imprese con la consapevolezza che c’è ancora tanto da fare perché sempre più donne possano godere dei propri diritti.
Tutto ciò non può essere cancellato da modelli e comportamenti sempre più diffusi da giornali, tv, pubblicità e politica. La rappresentazione che si sta dando delle donne come puro oggetto di scambio sessuale non è quella vera, non quella che vogliamo trasmettere ai nostri giovani se pensiamo al futuro della nostra società con rispetto e come luogo in cui la coesione sociale, la coscienza civile e la crescita siano i principi fondanti.
Tanti anni fa, la scrittrice Virginia Woolf utilizzò la metafora delle tre ghinee per lamentare la povertà della condizione femminile ai suoi tempi, quando le donne non avevano nemmeno pochi spiccioli da spendere per autodeterminare la loro vita, nonostante la coscienza delle loro potenzialità. Quelle tre luccicanti ghinee dell’istruzione, dell’accesso alle professioni, della prevenzione delle guerre, nel nostro Paese come in tanti altri le abbiamo conquistate e da allora le donne sono cresciute, molte di noi hanno scelto di fare politica convinte che il modo migliore per vivere i sogni sia quello di provare a realizzarli, attraverso una politica etica perché pensata nell’interesse della collettività. Non permetteremo quella barbara semplificazione dell’immagine femminile che qualcuno sta tentando di radicare nella società italiana!
Per questo le donne e gli uomini socialisti saranno oggi nelle piazze italiane a difendere non solo la dignità delle donne, la loro storia, ma anche il futuro del Paese.

RITA CINTI LUCIANI