Il risultato numerico alla luce delle precedenti consultazioni, tutte fallite, e per i ripetuti e fallosi tentativi del Governo di affossare i quesiti, è straordinario, ma quello politico è eclatante e rafforza la mezza rivoluzione iniziata con il voto amministrativo di neppure un mese fa.
E' il secondo avviso di sfratto per Berlusconi ma ciò non significa affatto che il governo, come ci piacerebbe, stia per cadere da un minuto all’altro. Sicuramente ci saranno scosse di assestamento e prevedibili colpi di coda. I prossimi mesi saranno decisivi per delineare i valori in campo alle prossime elezioni politiche ed il centrosinistra dovrà sfruttarli bene. È ancora troppo marcato il deficit di riformismo e, se resta così, il futuro potrebbe essere meno propizio di questo presente amministrativo-referendario.
RICCARDO NENCINI
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lunedì 13 giugno 2011
mercoledì 8 giugno 2011
QUATTRO Sì E QUATTRO FIRME PER CAMBIARE L'ITALIA.
Domenica 12 e lunedì 13 giugno le elettrici e gli elettori italiani sono chiamati alle urne per rispondere a quattro quesiti referendari che possono rappresentare, con il raggiungimento del quorum e la vittoria dei Sì, un ulteriore avviso di sfratto, dopo il chiaro segnale venuto dalle recenti elezioni amministrative, per il governo Berlusconi e la precaria maggioranza parlamentare che ancora lo sostiene. I socialisti invitano dunque a recarsi ai seggi e a votare quattro Sì. I temi oggetto del referendum sono infatti da anni al centro delle nostre battaglie.
In particolare è necessario sventare il tentativo del governo volto a perseguire una politica energetica basata sulla costruzione di nuove centrali nucleari, tema già sollevato nel 1987 dal Psi che fu tra i promotori di un analogo e vittorioso referendum, garantire che la giustizia sia davvero uguale per tutti, cancellando l'iniqua legge sul legittimo impedimento e rendere l'acqua un bene fruibile per tutti i cittadini pur nella consapevolezza che, su questa questione, occorrerà adottare interventi legislativi atti ad evitare che il monopolio delle aziende pubbliche sia assoluto non essendoci imprese collocate sul mercato che potrebbero invece favorire maggiore efficienza delle reti idriche con un costante monitoraggio e manutenzione degli impianti e, in virtù della concorrenza, ad un costo più basso per i cittadini. Sarà inoltre necessario modificare l'attuale normativa che, in tema di gestione dell'acqua, consente ai comuni di ricoprire la doppia veste di controllori e controllati.
L'occasione data della consultazione referendaria dimostra una volta di più quanto sia indispensabile cambiare l'Italia.
Muovendo da codesta convinzione abbiamo proposto all'attenzione dei cittadini quattro petizioni popolari per modificare l’attuale legge elettorale, cambiare il finanziamento pubblico ai partiti, per istituire una tassa equa sulle transazioni finanziarie e per innovare la legislazione sul lavoro, allo scopo di eliminare la precarietà e dare parità vera a uomini e donne.
Prosegue in tutta Italia la raccolta firme già avviata.
Chiediamo ai cittadini di aderire apponendo una firma su ciascuna delle petizioni.
Lo potranno fare recandosi presso i gazebo che i socialisti allestiscono in tutti i capoluoghi di provincia.
RICCARDO NENCINI
giovedì 11 novembre 2010
NENCINI: QUESTA LEGGE ELETTORALE NON VA BENE. ABOLIAMOLA CON IL REFERENDUM
Superare con un referendum abrogativo l'attuale legge elettorale in vigore per le Camere.
Questa, secondo Riccardo Nencini segretario nazionale del Psi - é la strada maestra da seguire rispetto ad una legge che non ha garantito nessuna governabilità, come ci dimostrano i fatti delle ultime ore.
Nencini ha illustrato l'iniziativa socialista in una conferenza stampa alla Camera, insieme al coordinatore nazionale della segreteria del partito Marco Di Lello, e a Gianfranco Schietroma.
- La nostra è un'ipotesi di referendum abrogativo al 'Porcellum' -ha spiegato Nencini- che sarà presentata a gennaio, quando partirà anche la raccolta firme.
Nei prossimi giorni sarà on line il sito web www.cancellailporcellum.it, ed è già in fase di avanzata costituzione un comitato promotore cui hanno già aderito, tra gli altri, Franco Cardini ed esponenti del mondo universitario. -
Convinzione dei socialisti - ha osservato Nencini è che l'attuale legge non ha consentito alcuna stabilità politica.
Questo - ha sottolineato il segretario del Psi - è un Parlamento di affiliati, perchè impedisce ai cittadini di scegliere i propri parlamentari. Le proposte giacenti per cancellare o modificare l'attuale legge oscillano tra le 30 e le 35.
Noi - ha detto il leader socialista - proponiamo la cosa più semplice: se questa legge non va bene, aboliamola con il referendum, unitamente a tre proposte di legge per assegnare il finanziamento pubblico solo ai partiti in regola con l'art. 49 della Costituzione (e non ai movimenti), escludere dal finanziamento chi non raggiunge il 4% e uniformare le indennità dei consiglieri regionali di tutta Italia al 65% dell'indennità parlamentare.
La legge che cancella il diritto dei cittadini a scegliere -ha sottolineato Di Lello chiudendo la conferenza stampa- può essere cancellata solo dai cittadini.
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mercoledì 10 novembre 2010
UN REFERENDUM PER CANCELLARE IL PORCELLUM
Domani alle ore 11,30, presso la sala stampa della Camera dei deputati, conferenza stampa del segretario del Psi, Riccardo Nencini per illustrare la proposta di un referendum abrogativo della legge elettorale in vigore per le Camere.
Alla conferenza stampa saranno presenti assieme al segretario del Psi, il coordinatore nazionale della segreteria del partito, Marco Di Lello e Gianfranco Schietroma.
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