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giovedì 24 marzo 2011

MENO MALE CHE NAPOLITANO C'E'

Giorgio Stracquadanio,
il deputato pasdaran del PDL
L’attuale maggioranza ha perso ogni senso della misura e l’attacco di Stracquadanio al Capo dello Stato ne è puntuale conferma.

Oggi il deputato Giorgio Stacquadanio ha titolato il suo editoriale su Il Predellino, quotidiano online del Pdl, ''L'inopportuna nota del Quirinale''.
Chiamare a fare il ministro l’onorevole Romano, senza attendere che la giustizia avesse terminato il suo corso significa innescare una mina vagante per lo stesso governo, anche se Stracquadanio non se ne accorge. Di certo non si può pretendere dal Quirinale un silenzio complice sui comportamenti di una compagine politica che in poche settimane ha votato, senza ridere, la barzelletta di Ruby nipote di Mubarak, usato il modello ‘Aggiungi un posto a tavola’ per puntellare il governo e financo i consigli comunali di Roma e Milano e aggiunto a una giusta riforma della giustizia, l’ennesima legge ad personam sulla prescrizione breve. A Stracquadanio, e a chi per lui gli italiani rispondono: meno male che Napolitano c’è.
RICCARDO NENCINI



mercoledì 23 marzo 2011

LATTUGHE E MINISTRI

In Sicilia, si usa dire che in alcuni comuni si "chiantanu lattuche e cresciunu brianti" (si piantano lattughe e crescono briganti).Tra i comuni che, a torto o a ragione, meritano questo poco piacevole detto popolare (che è sempre preceduto dal canonico "minchia!") c'è Belmonte Mezzagno, poco più di 10.000 abitanti alle porte di Palermo, noto anche per il bellissimo panorama sul capoluogo e il suo golfo che si può ammirare dalla sommità di una delle sue contrade.Da oggi Belmonte sarà anche noto per aver dato i natali all'On. Avv. Saverio Romano che, dai e dai, è riuscito a diventare Ministro delle politiche agricole in ragione dei meriti acquisiti nella raccolta dei deputati trasformisti, pardon "responsabili", di cui è stato, insieme ai mitici Scilipoti e Razzi, uno dei più attivi protagonisti, diventandone persino il leader (!!).
Di per sè basterebbe questa sottolineatura per descriverne il non proprio esemplare profilo politico.
C'è solo da osservare come il Capo dello stato non abbia nascosto il suo malumore e la sua preoccupazione affidandole a una nota nella quale si augura come il neoministro possa al più presto chiarire la sua posizione rispetto, si legge, "allo stato del procedimento a suo carico per gravi imputazioni".
In tempi neppure troppo lontani per il solo fatto di essere indagati i ministri si dimettevano.
Da oggi un'iscrizione sul registro degli indagati può essere tranquillamente aggiunta al curriculum vitae di un aspirante ministro (o sottosegretario, obviously) della Repubblica Italiana.
EP

venerdì 26 novembre 2010

I TRASFORMISTI 6

Venerdì 26 novembre 2010
"Possiamo arrivare a 320 voti, ma non fatemi dire di più, non posso fare nomi". Così parlò Berlusconi.

Ottimista anche l'àlgido Frattini, solitamente molto prudente: "il governo supererà il voto alle camere"
A proposito di esteri: negli States si festeggia (mangiando) il Thanksgiving, la festa del ringraziamento. Piatto forte: turkey (tacchino) con cranberry sauce (salsa di mirtilli). De gustibus...
Nel transatlantico di Montecitorio da ieri il tacchino è divenuto parte del lessico politico. Autore dell'invenzione l'ineffabile Pionati che racconta a Caporale le sue gesta:
http://www.repubblica.it/politica/2010/11/26/news/pionati_compravendita-9516530/
Diavolo di un Pionati! Una ne pensa cento ne fa: ora si inventa anche Deborah Caprioglio, attrice, responsabile cultura dell'Adc (che pare essere un partito, mah!).

Pionati ripercorre la strada tracciata da Clemente Mastella da Ceppaloni che anni fa per l'Udeur (a proposito, è ancora un partito?) nominò Anna Kanakis al medesimo ufficio al quale oggi è chiamata l'ex stellina di Tinto Brass.
Torniamo al suk: Pionati e la Santanchè scatenati a caccia di tacchini pronti al sostegno al governo in forme diverse (voto a favore o uscita dall'aula). Ecco i convocati: Misuraca, Melchiorre, Grassano, Polidori, Misiti, Nucara, Belcastro, Gaglione, Gianni, Iannacone, Mannino, Milo, Pisacane, Porfidia, Romano, Ruvolo, Sardelli, 10 finiani senza nome, Calearo e Cesario.
La Carfagna ci ha ripensato. Altro che Nora Helmer, era proprio un'ammuina alla napoletana!



The Chamaleon


martedì 23 novembre 2010

I TRASFORMISTI 5

23 novembre 2010



I nomi che girano oggi sono sempre quelli con poche new entry: Pionati, il solito Grassano, Tanoni, Romano a cui si aggiunge oggi Catia Polidori, già Pdl oggi (almeno per ora) Fli, che è l'icona raffigurante l'angoscia dei finiani che tengono famiglia  e temono di essersi messi in un bell'impiccio lasciando il certo per l'incerto.
Emma Bonino, come aveva previsto Maurizio Turco, sbatte la porta in faccia agli emissari del PDL. I radicali non si muovono.
La Carfagna sfoglia la margherita e la Mussolini urla e strepita.Più che un'ammuina sembra una sceneggiata....
In compenso è l'On. Ing. Aurelio Misiti la star del momento.
Il suo curriculum è quello del vero camaleonte d.o.c.: inizia a Melicucco (Rc) nel Pci, poi l'ingegnere ascende ai vertici della Cgil, successivamente diviene grand commis di stato, ricoprendo vari (e lautamente remunerati) incarichi sotto diverse bandiere. Nel giro di due lustri compie il seguente percorso: FI (assessore regionale in Calabria), poi passa all'IDV, nelle cui liste viene eletto ben 2 volte deputato, infine nel 2010 transita nell'Mpa di Raffaele Lombardo.
Un vero monopoli umano.
I bene informati lo danno in questi giorni sulla strada del ritorno alla casa del padre (Berlusconi) perchè, sostiene: "è meglio andare avanti con questo governo".
Si, magari con lui nella veste di sottosegretario, ça va sans dir.....
A 75 anni suonati, come insegna il Cav, è presto per pensare alla pensione.

THE CHAMALEON







lunedì 22 novembre 2010

I TRASFORMISTI 4

Il fantasma di Agostino De Pretis lavora incessantemente e non solo dalle parti di Montecitorio.

Dalla Sicilia il coordinatore Fli Pippo Scalia ipotizza una tregua con il PDL, con i buoni uffici del concittadino Angelino Alfano per il ripristino del Mattarellum ("faremmo di nuovo un bel 61 a 0" afferma sognante).
Il ministro agrigentino è descritto come uno dei più attivi tessitori di accordi. Con i radicali ha un continuo dialogo su temi che riguardano il suo dicastero ai quali la pattuglia pannelliana ascrive importanza assoluta. Saverio Romano, già UDC oggi PDL, sbandiera che l'accordo con i 6 deputati radicali è cosa fatta. Il deputato radicale Maurizio Turco, considerato interprete ed esegeta del pensiero del leader radicale, sostiene l'esatto contrario.
La neopasionaria Santanchè, che solo due anni era candidata premier da Storace e diceva peste e corna del PDL, è segnalata alle costole dell'ineffabile Maurizio Grassano il quale sembra nicchiare gettando nello sconforto Maurizio Pionati.
Fini farebbe bene a preoccuparsi non solo per le tentazioni entriste di Casini: Giampiero Catone (omen, nomen) teorizza la sua permanenza in Fli ma annuncia che mai e poi mai voterà la sfiducia al governo. La stessa musica sembrano suonare Consolo, Menia, Consolo ecc.

Ma che ci sono andati a fare in Fli?



(domani le ultime)



The Chamaleon