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giovedì 9 giugno 2011

OSPITE DEL BRASILE. COME I CRIMINALI NAZISTI.

L'idea che tra qualche ora il pluriomicida e pluricondannato Cesare Battisti ciondolerà libero, beffardo e felice tra Copacabana e Ipanema, indigna e sgomenta quanti speravano che il Supremo Tribunal Federal di Brasilia rendesse giustizia alle famiglie delle vittime di un brutale assassino e alla giurisdizione di una nazione democratica, sovrana e storicamente amica dello stato sudamericano, cancellando l'inaudito atto di arbitrio compiuto dall'ex presidente Lula.

Se si disattendono così clamorosamente i trattati, se gli standard giuridici sono questi, il Brasile sarà pure una forza emergente sul piano della crescita economica, ma è evidente che l'epilogo di questa vicenda lo rende del tutto identico alla nazione che negli anni 50 e 60 ospitava e proteggeva i criminali di guerra nazisti.
Il caso Battisti e la sua conclusione segnala la scarsa credibilità raggiunte in questi anni dal nostro Governo e dalla nostra diplomazia sullo scenario internazionale. Suppongo che se al posto di Battisti il protagonista della vicenda fosse stato un terrorista dell'Ira o della Raf, e se gli interlocutori del Brasile fossero stati Gran Bretagna o Germania, la conclusione sarebbe stata totalmente diversa da quella che l'Italia oggi deve subire.
Una ragione di più perchè Premier e governo tolgano rapidamente il disturbo.
RICCARDO NENCINI

sabato 16 aprile 2011

INDECISI A TUTTO

La partecipazione a metà dell’Italia alla missione decisa dall’Onu e annunciata in consiglio dei ministri, non aiuta certo il nostro Paese a recuperare credibilità sul piano internazionale.
Il rifiuto di effettuare bombardamenti restando però tra i Paesi della Nato impegnati nelle azioni belliche, mantiene un largo margine di ambiguità. Siamo insomma ‘indecisi a tutto’ come diceva Ennio Flaiano e il né carne né pesce del governo Berlusconi, che mostra un riguardo per Gheddafi ma contemporaneamente riconosce i ribelli di Bengasi è la conferma plateale dell’assenza di una vera linea di politica estera così come, del resto, per tutte le grandi questioni interne.

RICCARDO NENCINI

lunedì 29 novembre 2010

NULLA DA RIDERE

I giudizi contenuti nei documenti dell’amministrazione americana a Roma sono politici.

Non si capisce cosa ci trovi da ridere il Governo: evidentemente, sono così perentori che non trovano neanche la forza e la dignità per protestare.
L’immagine della politica italiana non è mai scesa così in basso.

BOBO CRAXI

sabato 13 novembre 2010

AUNG SAN SUU KYI E' LIBERA!

Aung San Su Kyi
E' una bellissima notizia che attendevamo e che finalmente è arrivata . Noi socialisti consideriamo Aung San Suu Kyi, la leader dell'opposizione democratica birmana e premio Nobel per la pace, un'icona vivente della libertà che ha saputo resistere per anni con la sola arma della non violenza al tentativo perpetrato dalla giunta militare al potere nel paese del sud est asiatico, con una determinazione tanto miope quanto brutale, di spegnere la sua voce in difesa della democrazia e dei diritti di un intero popolo. RICCARDO NENCINI

venerdì 12 novembre 2010

UN' IDIOZIA ASSOLUTA LA CONTESTAZIONE DI FREE PALESTINE AD AMOS OZ

La madre degli sciocchi è sempre incinta, e raramente si sono visti degli sciocchi come i militanti di Free Palestine che hanno contestato Amos Oz a Torino. L'idea di protestare per la politica israeliana nei territori occupati attaccando Amos Oz è un'idiozia assoluta. Oz è uno scrittore e un intellettuale vicino alle idee socialiste e democratiche, sostenitore del partito Meretz, partito dell'Internazionale Socialista oggi all'opposizione in Israele. Davvero questi militanti che credono di aiutare la causa palestinese non fanno altro che danneggiare il dialogo e la pace e mettono in imbarazzo il mondo della cultura e della politica impegnato nel favorire la causa della pace in Medio Oriente. LUCA CEFISI