L'idea che tra qualche ora il pluriomicida e pluricondannato Cesare Battisti ciondolerà libero, beffardo e felice tra Copacabana e Ipanema, indigna e sgomenta quanti speravano che il Supremo Tribunal Federal di Brasilia rendesse giustizia alle famiglie delle vittime di un brutale assassino e alla giurisdizione di una nazione democratica, sovrana e storicamente amica dello stato sudamericano, cancellando l'inaudito atto di arbitrio compiuto dall'ex presidente Lula.
Se si disattendono così clamorosamente i trattati, se gli standard giuridici sono questi, il Brasile sarà pure una forza emergente sul piano della crescita economica, ma è evidente che l'epilogo di questa vicenda lo rende del tutto identico alla nazione che negli anni 50 e 60 ospitava e proteggeva i criminali di guerra nazisti.
Il caso Battisti e la sua conclusione segnala la scarsa credibilità raggiunte in questi anni dal nostro Governo e dalla nostra diplomazia sullo scenario internazionale. Suppongo che se al posto di Battisti il protagonista della vicenda fosse stato un terrorista dell'Ira o della Raf, e se gli interlocutori del Brasile fossero stati Gran Bretagna o Germania, la conclusione sarebbe stata totalmente diversa da quella che l'Italia oggi deve subire.
Una ragione di più perchè Premier e governo tolgano rapidamente il disturbo.
RICCARDO NENCINI
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giovedì 9 giugno 2011
sabato 16 aprile 2011
INDECISI A TUTTO
La partecipazione a metà dell’Italia alla missione decisa dall’Onu e annunciata in consiglio dei ministri, non aiuta certo il nostro Paese a recuperare credibilità sul piano internazionale.
Il rifiuto di effettuare bombardamenti restando però tra i Paesi della Nato impegnati nelle azioni belliche, mantiene un largo margine di ambiguità. Siamo insomma ‘indecisi a tutto’ come diceva Ennio Flaiano e il né carne né pesce del governo Berlusconi, che mostra un riguardo per Gheddafi ma contemporaneamente riconosce i ribelli di Bengasi è la conferma plateale dell’assenza di una vera linea di politica estera così come, del resto, per tutte le grandi questioni interne.
RICCARDO NENCINI
Il rifiuto di effettuare bombardamenti restando però tra i Paesi della Nato impegnati nelle azioni belliche, mantiene un largo margine di ambiguità. Siamo insomma ‘indecisi a tutto’ come diceva Ennio Flaiano e il né carne né pesce del governo Berlusconi, che mostra un riguardo per Gheddafi ma contemporaneamente riconosce i ribelli di Bengasi è la conferma plateale dell’assenza di una vera linea di politica estera così come, del resto, per tutte le grandi questioni interne.
RICCARDO NENCINI
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lunedì 29 novembre 2010
NULLA DA RIDERE
I giudizi contenuti nei documenti dell’amministrazione americana a Roma sono politici.
Non si capisce cosa ci trovi da ridere il Governo: evidentemente, sono così perentori che non trovano neanche la forza e la dignità per protestare.
L’immagine della politica italiana non è mai scesa così in basso.
BOBO CRAXI
Non si capisce cosa ci trovi da ridere il Governo: evidentemente, sono così perentori che non trovano neanche la forza e la dignità per protestare.
L’immagine della politica italiana non è mai scesa così in basso.
BOBO CRAXI
sabato 13 novembre 2010
AUNG SAN SUU KYI E' LIBERA!
| Aung San Su Kyi |
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venerdì 12 novembre 2010
UN' IDIOZIA ASSOLUTA LA CONTESTAZIONE DI FREE PALESTINE AD AMOS OZ
La madre degli sciocchi è sempre incinta, e raramente si sono visti degli sciocchi come i militanti di Free Palestine che hanno contestato Amos Oz a Torino.
L'idea di protestare per la politica israeliana nei territori occupati attaccando Amos Oz è un'idiozia assoluta.
Oz è uno scrittore e un intellettuale vicino alle idee socialiste e democratiche, sostenitore del partito Meretz, partito dell'Internazionale Socialista oggi all'opposizione in Israele. Davvero questi militanti che credono di aiutare la causa palestinese non fanno altro che danneggiare il dialogo e la pace e mettono in imbarazzo il mondo della cultura e della politica impegnato nel favorire la causa della pace in Medio Oriente.
LUCA CEFISI
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