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mercoledì 15 giugno 2011

O TEMPORA O MORES!


Caterina Ferrero e Roberto Cota
Un tempo, neppure troppo lontano, per citare l'ineffabile Leoluca Orlando, nella società politica era invalsa la regola non scritta che "Il sospetto è l'anticamera della verità", fondamento di un vagheggiato sistema- stato basato per l' appunto sull'etica del sospetto che fu, nei primi anni novanta, il motore delle gogne mediatiche e delle conseguenti retate giudiziarie. Era sufficiente una chiacchiera da Transatlantico, un pezzo al curaro su qualche giornale e si finiva dritti nel tritacarne, al punto che un avviso di garanzia, da solo, era sufficiente a interrompere carriere politiche, far cadere governi, provocare dimissioni se non addirittura suicidi.
I socialisti, in materia, hanno molto da raccontare anche in considerazione del fatto che quelle tempeste in molti casi si dimostrarono tanto perfette quanto ingiuste, mietendo più di una vittima.
Nemmeno vent'anni dopo non sono sufficienti neppure provvedimenti giudiziari ben più gravi di un avviso di garanzia per indurre chi è investito da accuse di varia natura a compiere, quello che un tempo era definito con cinico eufemismo "un passo indietro".
Tralasciando le storiacce riguardanti il Premier e la sua faccia di bronzo, è esemplare, tra i tanti casi, il più recente, che riguarda la Regione Piemonte. Questa mattina l'Assessore Regionale alla sanità, Caterina Ferrero, del PdL, già indagata a piede libero per abuso d'ufficio e turbativa d'asta è stata posta ai domiciliari perchè, secondo gli inquirenti, "Agiva per motivazioni politiche personali e non per l'interesse della pubblica amministrazione: la misura si è resa necessaria perchè esisteva il rischio di ripetizione di reato".
L'assessore era indagata da tempo ma non si era mai dimessa dall'incarico nella giunta di Roberto Cota, limitandosi a restituire le deleghe e continuando a partecipare alle giunte.
E' superfluo qualsiasi commento, salvo ricordare che il Presidente della Regione Piemonte è tra i più autorevoli dirigenti della Lega Nord, i cui esponenti ai tempi di Tangentopoli brandivano urlanti nelle aule parlamentari i cappi da impiccagione rivolgendosi ai colleghi inquisiti.
Neanche a dirlo, c'è da stare sicuri: a Cota l'idea di dimettersi non sarà passata neppure per la testa.
O tempora o mores!
EP

domenica 5 giugno 2011

FACCE DI BRONZO


Roberto Formigoni
Questa è davvero bella: Roberto Formigoni nella sua pagina di Facebook se la prende Bruno Vespa che lo ha invitato a Porta a Porta "solo" una volta contro le 9 di Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte!
Ovviamente nel suo lamento Formigoni omette di parlare delle sue frequenti ospitate nei tg e in altri talk show.
Quelle sono "fuori sacco"? Non contano?
E' semplicemente incredibile che un esponente di uno dei partiti "maggiori", gli unici che il servile Vespa e i suoi soci in malefatte televisive prendono in considerazione, riesca a lagnarsi, con una faccia di bronzo che farebbe meglio a utilizzare in altre occasioni, per i supposti torti subiti, per il semplice fatto che il presidente della Lombardia "occupa" gli spazi televisivi che intrattengono il telespettatore, non solo per ragioni legate al suo ruolo ma persino per mostrare e commentare lo stravagante look che ha adottato recentemente.
Va bene la bulimìa da comparsate televisive ma un pò di decenza non guasterebbe.
Resta comunque ancora senza risposta la domanda che molti cominciano a porsi: i governatori di Piemonte, Lombardia e Puglia, veri stakanovisti dei talk show, non farebbero meglio a svolgere con maggiore assidutà il compito per il quale sono stati eletti, restandosene nelle loro regioni?
EP