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mercoledì 13 aprile 2011

GRANDI SPECCHI PER LE POVERE ALLODOLE

La riforma costituzionale della giustizia (separazione delle carriere, doppio Csm, obbligatorietà dell'azione penale, corte di disciplina per i magistrati, inappellabilità delle sentenze di assoluzione, rapporto Pm e polizia giudiziaria, eleggibilità delle toghe ordinarie) approvato in tutta fretta dal Consiglio dei Ministri, più che tendere all'approvazione del testo per il quale occorre una procedura rinforzata (doppia lettura, maggioranza dei due terzi per evitare il referendum), serve a creare la giustificazione mediatica dello scontro tra l'attuale Presidente del Consiglio e la Magistratura.In sospetta coincidenza con i processi primaverili che lo vedono imputato per reati disonorevoli si è voluto creare il pretesto (la prevedibile reazione dei vertici della magistratura e delle opposizioni) per rappresentare agli occhi del pubblico televisivo una nuova puntata della fiction in onda da anni a canali riuniti. Non dunque un illustre imputato per reati commessi al di fuori delle proprie pubbliche mansioni, ma il paladino della riforma, il fustigatore degli eccessi, assalito dai poteri che si vogliono sottoporre a controllo. Non il potere personale che da quasi venti anni piega le istituzioni a privati interessi, ma l'uomo nuovo che sconfiggerà l'eterno suo nemico.Ma le fiction per essere rappresentate non hanno solo bisogno di un protagonista. Ci sono autori ma soprattutto narratori che si incaricano giorno dopo giorno di manipolare la realtà come la trama di un romanzo a puntate. Agiscono solo su comando, ordine preciso o nella quotidiana demolizione di ogni verità e di ogni percezione reale dei problemi c'è il compiacimento dell'artista che vede materializzarsi il suo capolavoro? Gli uomini e le donne, professionisti raffinati, che diffondono il veleno della menzogna sono soltanto esecutori o colpevoli a loro volta? Chi tra le opposizioni ha fatto da sponda godendo di inimmaginabili ritorni mediatici è vittima o complice della perfetta macchina di propaganda in azione in questi anni?Il Sultano è lontano, dentro i suoi palazzi, esce per strada tra gli osanna di un pubblico plaudente, è nudo ma nessuno osa dirlo.
ALDO PENNA
http://www.aldopenna.it/





sabato 29 gennaio 2011

IDENTICO CLIMA

Una considerazione sullo stato delle cose e una sulla possibile conseguenza. La magistratura ha nelle mani il presidente del Consiglio, il quale si difende con un attacco senza precedenti alle toghe rosse in diretta televisiva. Un noto giornalista televisivo, intelligente, ma schierato politicamente, annuncia di scendere in piazza con un altro famoso predicatore per inneggiare alla procura di Milano, mentre il presidente della Camera è oggetto di un’offensiva politica sulla vendita di una casa a Montecarlo alla quale si prestano il ministro degli Esteri e il presidente del Senato. Dal canto loro il Csm e l’Anm gridano alla violazione della Costituzione. Siamo di fronte alla più grave crisi istituzionale e di poteri della storia repubblicana, solo paragonabile a quella del cosiddetto biennio giudiziario del 1992-94. E ci sono anche gli stessi protagonisti di allora, le stesse accuse, gli stessi slogan, le stesse chiamate in piazza, lo stesso identico clima. Con una sola non marginale differenza. E cioè che mentre i partiti di allora erano ormai alla frutta, Berlusconi e la sua coalizione tengono ancora e pare riescano a convincere, ancora, la parte prevalente degli italiani. La possibile conseguenza della fine del berlusconismo (se ci sarà, ma prima o poi ci sarà) la vedo chiara. Non ci sarà un’alternativa politica di sistema al berlusconismo. Ci sarà il crollo di un sistema. Come avenne allora, a seguito del crollo del muro di Berlino e della fine, in Italia, del Pci. Questo sistema è nato in quelle circostanze e fu accellerato dell’indagine di Mani pulite. Come il vecchio sistema politico, che era fondato sull’alternativa tra comunismo e anticomunismo, si sgretolò dopo la fine del comunismo, questo sistema, che è fondato sul contrasto tra berlusconismo e antiberlusconismo, si sfalderà con la fine del berlusconismo. E forse, solo allora, si capirà tutto il tempo perduto. E si comprenderà che le identità politiche italiane ed europee non erano da affossare, ma solo da rinnovare. Che l’Italia è un paese europeo e non americano o africano. Che c’è bisogno di soggetti democratici che rappresentino delle storie. E che l’eterna anomalia italiana, prima costituita dalla mancanza di un’alternativa democratica per la presenza del più forte partito comunista d’Europa in Italia, e poi da soggetti politici inesistenti altrove e dal doppio conflitto d’interessi di Berlusconi e della magistratura, dovrà lasciare il posto, finalmente, alla politica.


MAURO DEL BUE









venerdì 14 gennaio 2011

BOLLA DI SAPONE

Non so se esista il reato. Una minorenne pagata per le feste ad Arcore? Può anche darsi. E per di più per concedersi anche a Fede e a Mora (a Mora no, perchè preferiva Fabrizio Corona). Veronica l’aveva scritto. “Lui non sta bene e gli amici lo devono aiutare” e aveva scritto anche a proposito di Noemi: “Con una minorenne è troppo”. Probabilmente sapeva quel che diceva anche se una moglie gelosa può dire cose non vere. La magistratura milanese adesso interviene a gamba tesa e il giorno dopo la mezza sconfitta sul legittimo impedimento arriva l’inchiesta formalizzata ipotizzando due reati berlusconiani: lo sfruttamento della prostituzione e la concussione. Quest’ultima non la capisco proprio e sarebbe difficile da motivare se il concussore fosse proprio Berlusconi. Ma al di là di tutto occorre sempre ricordare il lungo silenzio sulla vita privata dei vari leader politici della democrazia italiana. Rumor e Colombo erano omosessuali e quest’ultimo pare avesse confidenza anche con ragazzi piuttosto giovani. Leone aveva una moglie di notevole prestanza che dicevano si concedesse spesso ai corazzieri del Quirinale, mentre Gronchi aveva un’amante che dicono andasse a prelevare quasi sempre coi mezzi dello Stato. Craxi di amanti ne ha avute parecchie e una di queste, certa Ania Pieroni, divenne anche direttrice di una televisione romana che dicevano fosse del partito. Del rapporto tra Togliatti e Nilde Iotti, anche quando il migliore era sposato con la Montagnana, si sapeva tutto e anche che esso fu oggetto di numerose scomuniche della periferia (allora Coppi e la dama bianca vennero inquisiti). Dicono che un dirigente reggiano sia andato personalmente da Togliatti per manifestargli la contrarietà dei compagni di base. Su Mussolini e la sua vita privata è stato fatto un film drammatico e su Clinton e Mitterand basta e avanza quel che si scritto recentemente. Mai in nessun caso su nessuno di loro è stato aperto un fascicolo e mai l’opposizione ha tentato di approfittarne. Resta la vecchia massima cristiana: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Certo qui si tratterbbe di una minorenne. E questa è l’unica differenza. Ma attenzione. Secondo la legge, il reato esisterebbe solo per una ragazza al di sotto dei 16 anni, qualora fosse consenziente. E dimostrare che Ruby fosse vittima è piuttosto difficile. Che abbia avuto dei soldi può anche essere. Ma sarà facile poi dimostrare che li ha avuti per partecipare a feste e non per concedersi a qualcuno. Finirà tutto in una bolla di sapone. Attenzione, compagni e amici del centro sinistra, a non scivolarci sopra.


MAURO DEL BUE