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venerdì 28 ottobre 2011

CHI BEN COMINCIA....

Chi ben comincia è a metà dell'opera.Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, nell' intervista al Messaggero di oggi
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=164SXF
indica con chiarezza i protagonisti, le linee guida e le scadenze che attendono la coalizione riformista di centro sinistra nelle prossime settimane e soprattutto disegna un definitivo profilo riformista, cosi come noi socialisti da tempo sollecitiamo, del nucleo da cui ci si muoverà per indirizzare la coalizione verso la definizione di un chiaro progetto di risanamento e ricostruzione dell'Italia.Si tratta ora di passare rapidamente dalle parole ai fatti, lavorando contemporaneamente per rendere partecipi di una road map politico-programmatica condivisa, altre formazioni di ispirazione liberaldemocratica e in particolare il partito di Pier Ferdinando Casini. Anche da questo punto di vista, il contributo politico e programmatico dei socialisti, che sarà definito nell' Assemblea congressuale di Fiuggi del prossimo dicembre sarà certamente un utile e importante tassello per il consolidamento del processo avviato.
RICCARDO NENCINI

martedì 19 luglio 2011

10 PROPOSTE

Riccardo Nencini ha inviato una lettera aperta ai segretari dei partiti di opposizione



“Il preoccupante perdurare della crisi economica che colpisce l'Italia e il varo della manovra licenziata dal Parlamento la scorsa settimana, esigono che i partiti dell'opposizione si assegnino il compito della direzione istituzionale del Paese affrontando insieme, rapidamente e senza differimenti negli anni futuri, l'annoso tema dei costi della politica, indicando unitariamente soluzioni eque, chiare e strutturali”. Così Riccardo Nencini, segretario nazionale del PSI, in una lettera aperta inviata ai segretari dei partiti all’opposizione in Parlamento, Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini, Antonio Di Pietro, Nichi Vendola, Mario Staderini.

“Sottopongo alla vostra attenzione alcune misure che mi auguro possano trovare la vostra condivisione”- si legge nella nota di Nencini. “Conferimento dei rimborsi elettorali unicamente ai partiti, in regola con l'art. 49 della Costituzione, relativamente all'attuazione dei principi di democrazia interna; taglio delle indennità dei consiglieri regionali al livello più basso (come in Umbria e in Toscana); soppressione dei benefits non riconducibili alla mera attività istituzionale;
abbassamento delle indennità dei parlamentari mediante l'adeguamento alla media dei paesi europei; soppressione del Senato della Repubblica e costituzione del Senato delle Autonomie e delle Regioni con 100 componenti eletti e conseguente riduzione del numero dei Deputati; accorpamento dei comuni con meno di 3000 abitanti con l'attivazione delle unioni comunali e superamento delle Comunità Montane e delle Province con un disegno di riordino istituzionale del Paese; introduzione della norma che preveda l'elettorato attivo a 16 anni e quello passivo a 21; divieto dei doppi incarichi politico istituzionali; istituzione di norme di valutazione di merito e competenza per le nomine negli enti pubblici; adozione di leggi per rendere palesi le lobby e la loro attività”.
“E' necessario che queste proposte –prosegue Nencini - siano da voi recepite e fatte proprie dai gruppi dell'opposizione parlamentare e da tutti i gruppi nei consigli regionali”
“Desidero infine informarvi – si legge in conclusione nella lettera del Segretario - che domenica prossima, 24 luglio, in tutti i capoluoghi di regione, il Psi ha indetto una mobilitazione straordinaria per campagna di raccolta firme per le 4 petizioni popolari per cambiare l'Italia, una delle quali è legata al tema della trasparenza della politica”.

Il Testo integrale della lettera
http://www.partitosocialista.it/Portals/PartitoSocialista/Documents/LetteraCostiPolitica.pdf


La tabella allegata
http://www.partitosocialista.it/Portals/PartitoSocialista/Documents/tabellasinottica_emolumenti_2011.pdf

domenica 26 giugno 2011

NEC TECUM NEC SINE VIVERE POSSUM

Era evidente una cosa. La fine di Berlusconi si sarebbe portata con sè anchE la fine di Di Pietro. I due sono stati legati indissolubilmente l'uno all'altro. Di Pietro è il genitore di Berlusconi. Senza la sua Mani pulite ci sarebbero stati ancora Craxi e Andreotti, magari con Martinazzoli, Tabacci, e La Malfa figlio. Ma certamente Berlusconi non sarebbe sceso in politica. Quel che Di Pietro ha distrutto Berlusconi ha tentato di ricostruire. In questi anni Di Pietro ha svolto il ruolo del Torquemada antiberlusconiano per eccellenza. Ma come, io distriggo e tu ricostruisci? E' tutto qui il conflittto. Così un uomo tradizionalmente di destra (della Dc andreottiana, lo ha ricordato anche recentemete l'uomo di Tangentopoli) ha ricoperto una funzione innaturalemente estremista che si è poi dilatata in molti campi, dalla Fiat, alla Libia, al nucleare, all'acqua pubblica. Ma adesso, si dev'essere chiesto opportunamente Di Pietro, adesso che Berlusconi appare sul viale del tramonto, io come faccio a sopravvivere? Catullianamente dev'essersi interrogato: "Nec tecum nec sine te vivere possum?". E ha cambiato linea. Battuto Berlusconi dove andiamo a finire con Vendola e Bindi? C'è bisogno di un forte centro nel centro-sinistra (oltre tutto senza Casini il centro non ci sarebbe neanche più) e voilà, eccco il nuvo Tonino che sembra uno di quelli appena usciti da un campo di rieducazione cambogiano. Dice esattamente il contrario di quel che aveva sostenuto prima. E ci sarebbe anche da dargli ragione, perchè le cose che dice oggi sono tutte giuste. Ma se poi rientra nel campo di rieducazione ed esce quello di prima?

MAURO DEL BUE

lunedì 14 marzo 2011

RIFARE L'ITALIA. ORA. ROMA, 13 MARZO 2011

IL DIBATTITO ALLA FESTA DEL SOCIALISMO TRICOLORE CON RICCARDO NENCINI, ROSY BINDI, PIER FERDINANDO CASINI

lunedì 20 dicembre 2010

VENDOLA

Non ci vuole la zingara per pronosticare che Vendola non sarà mai in grado di strappare un solo voto non solo al centrodestra, ma anche al nascente terzo polo di Casini, Fini e Rutelli.

La pretesa dunque di imporsi con le primarie come possibile candidato dell’opposizione e per di più prima ancora di aver sottoscritto un programma e aver valutato la possibilità di un’alleanza con l’annunciato Polo della nazione, significa solo alimentare la confusione e concorrere attivamente a una riedizione dello schianto elettorale del 1994, quello della ‘gioiosa macchina da guerra’. Ogni partito può legittimamente decidere di usare le primarie al suo interno, ma non può certo imporle agli altri e tantomeno a un’intera coalizione.

RICCARDO NENCINI

martedì 14 dicembre 2010

IL NUOVO CENTROSINISTRA

Berlusconi è campione d'inverno, ma è un titolo virtuale: il suo ciclo è ormai finito. I numeri di oggi dicono che l'Italia è destinata a vivere un'altra stagione di instabilità e che il pallino della maggioranza è sempre più nelle mani di Bossi.

E' finito il tempo dei tatticismi.
Si proponga subito un'alleanza di governo al partito di Casini e su questo asse si crei il nuovo centrosinistra.
                                      RICCARDO NENCINI

lunedì 22 novembre 2010

I TRASFORMISTI 4

Il fantasma di Agostino De Pretis lavora incessantemente e non solo dalle parti di Montecitorio.

Dalla Sicilia il coordinatore Fli Pippo Scalia ipotizza una tregua con il PDL, con i buoni uffici del concittadino Angelino Alfano per il ripristino del Mattarellum ("faremmo di nuovo un bel 61 a 0" afferma sognante).
Il ministro agrigentino è descritto come uno dei più attivi tessitori di accordi. Con i radicali ha un continuo dialogo su temi che riguardano il suo dicastero ai quali la pattuglia pannelliana ascrive importanza assoluta. Saverio Romano, già UDC oggi PDL, sbandiera che l'accordo con i 6 deputati radicali è cosa fatta. Il deputato radicale Maurizio Turco, considerato interprete ed esegeta del pensiero del leader radicale, sostiene l'esatto contrario.
La neopasionaria Santanchè, che solo due anni era candidata premier da Storace e diceva peste e corna del PDL, è segnalata alle costole dell'ineffabile Maurizio Grassano il quale sembra nicchiare gettando nello sconforto Maurizio Pionati.
Fini farebbe bene a preoccuparsi non solo per le tentazioni entriste di Casini: Giampiero Catone (omen, nomen) teorizza la sua permanenza in Fli ma annuncia che mai e poi mai voterà la sfiducia al governo. La stessa musica sembrano suonare Consolo, Menia, Consolo ecc.

Ma che ci sono andati a fare in Fli?



(domani le ultime)



The Chamaleon