Nichi Vendola, qualche giorno fa, in una delle sue frequenti, torrenziali esternazioni (o narrazioni), ospite dell'italo-thailandese Goffredo Bettini (un altro ex-post che, a suon di libri che nessuno legge e genialate strategiche, ha affossato la sinistra riformista, prima a Roma, poi a livello nazionale con il suo amichetto Walter), se ne è uscito con una stravagante teoria sull'uso del termine compagno, almanaccando con il ben noto aulico e incomprensibile lessico, sull' inadeguatezza (diciamo così) del termine relativamente alla sua lirica e onirica dimensione della sinistra. Pareva che la cosa passasse sotto silenzio e invece Repubblica, qualche giorno dopo, ha inserito nell' infinito e sfinente dibattito sulla nuova identità nel quale si esercita il pezzo di sinistra di provenienza comunista (come eravamo, chi siamo, dove andiamo), causa (non l'unica, certo) del grave ritardo culturale che segna le sorti del riformismo italiano, la notizia che dava conto delle affermazioni del logorroico Vendola, che, da quando occupa il proscenio mediatico dev'essersi convinto di avere acquisito titoli e competenze per porsi alla testa del campo progressista fino al punto di sparale grosse, nella vana speranza che le sue radici e la sua cultura terzinternazionalista, possano essere messe sotto il tappeto e/o rimosse.In casa Sel e sul web è scoppiato il finimondo e in soccorso del leader è corso il solito, fedelissimo Luca Telese, altro bell'esemplare di ex post, che gli ha offerto l'ennesima ospitata (si è perso il conto di quante volte Vendola è già stato attore protagonista della trasmissione) nel suo programma "In Onda" su La7, affinchè Nichi tentasse di rendere digeribile alla sua adorante ma smarrita tribù il concetto che, tuttavia, alla fine è rimasto contorto e banale, supportato da un fastidioso corredo a base di ipocrite omissioni non foss'altro perchè qualcuno in quella sede avrebbe almeno dovuto spiegare che il termine "compagno" appartiene alla cultura e al lessico socialista, in Italia e nel mondo e che soprattutto la storia della sinistra italiana non iniziò nè nel 1917 nè, meno che mai, nel 1921 con la nascita del Pci.L'unico che ci ha provato è stato il columnist del Corsera Pigi Battista, ospite in studio ma il suo argomento è stato rapidamente fatto cadere.
Da poche ore è on line sul sito del Psi (con annesso evento su Facebook) un sondaggio che domanda come la pensino sul tema non solo i socialisti. Manterremo il sondaggio aperto fino alla vigilia dell'inizio della festa socialista di Bologna nella quale forniremo il dato definitivo, senza ovviamente avere la pretesa di affermarne alcuna scientificità. Tuttavia, scorrendo i primi commenti sulla pagina FB suscita qualche interesse l'affiorare qua e la dell'antico vizio-esercizio del "benaltrismo" a cui alcuni fanno ricorso, o per abitudine consolidata o per tentare, svicolando, di coprire il sole con una rete da pesca, sostenendo la tesi che " i problemi sono ben altri".
Certo, nessuno lo nega: se il vocabolo "compagno/a" mantenga intero il suo valore è questione non certo dirimente ma siccome, ciclicamente, qualche ex post la pone quasi fosse propedeutica al superamento delle ideologie e delle prassi del 900, da un lato non dovrebbe suscitare ironie o censure, dall' altro segnala ancora, l'imbarazzo dei pasdaran di uno che poco meno di tre anni fa concorse (perdendo) alla carica di segretario del Partito della rifondazione comunista e che oggi pretende, a suon di "coup de theatre" mediatici, di essere il campione della "nuova politica".
EP
PS. Per chi non avesse votato e intende farlo, ecco il link del sondaggio
http://www.partitosocialista.it/site/partecipa_sondaggio/432/sondaggio.aspx
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sabato 16 luglio 2011
BENALTRISMO
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sabato 2 luglio 2011
IS: NO AL NUCLEARE E AI POTERI FINANZIARI INCONTROLLABILI
Atene. Seconda giornata dei lavori del Consiglio dell' Internazionale socialista che termineranno questa sera con una sessione dedicata al nucleare con l'annunciata approvazione di una risoluzione sostegno dei socialisti giapponesi che chiedono di terminare con il nucleare nel Paese del Sol Levante entro il 2020. Lo stesso documento invita l'Europa a terminare l'esperienza del nucleare nel medio periodo.Nel suo applaudito intervento Luca Cefisi, della presidenza del Pse, che con la Presidente dell'IS donne Pia Locatelli e il responsabile esteri Bobo Craxi ha partecipato ai lavori in rappresentanza del Psi, unico partito italiano membro dell'IS, ha ricordato come "nelle scorse settimane il 95% degli italiani con il referendum si è espressa per l'abolizione del nucleare". Cefisi ha inoltre auspicato che Austria ed Italia estendano l'area 'nuclear free' in Europa".
All'appello dell'esponente del Psi si sono uniti i socialisti austriaci che hanno preannunciato la volonta' del cancelliere Werner Faymann di proporre alla Ue di abolire l'energia nucleare in tutto il continente
Il consiglio dell'IS si è occupato anche della crisi finanziaria.
"Ci sono poteri finanziari che sono incontrollabili da parte dei cittadini e degli Stati. I poteri legislativi, esecutivi e giudiziari sono completamente scavalcati" ha affermato Poul Nyrup Rasmussen, Presidente del Pse, che ha suonato la carica dei socialisti contro il potere delle agenzie di rating che decidono le sorti dei Governi.I delegati hanno calorisamente applaudito l'intervento del premier greco e presidente dell'IS, Georges Papandreou, sotto pressione nel suo Paese per i drastici tagli a cui e' costretto dalla Ue e dai mercati finanziari.
Papandreou non ha citato espressamente Merkel, Sarkozy e Cameron, ma ha affermato che "La maggioranza conservatrice sta creando in Europa una politica della paura e non una politica della solidarieta'.
L'Europa conservatrice non realizza la forza che il continente nel suo insieme potrebbe avere. Dobbiamo umanizzare l'economia globale. L'Europa ha una moneta comune - ha concluso il leader dell'IS ma non abbiamo in comune un forte Governo dell'economia".
Bobo Craxi, responsabile esteri del Psi, nel corso del suo intervento, molto apprezzato dai delegati giunti nella capitale greca per l'assise socialista, ha affermato che: “le tre priorità dei socialisti per padroneggiare le nuove sfide aperte con le rivoluzioni arabe sono: 1) una ‘governance’ delle transizioni democratiche, con un impegno europeo più efficace e assertivo; 2) spingere per una soluzione pacifica e negoziata dei conflitti regionali aperti in Libia, un’efficace azione di persuasione per evitare la guerra civile in Siria e una soluzione definitiva e convincente della questione palestinese; 3) un’efficace azione di cooperazione internazionale per ridurre il fenomeno dell’immigrazione e per alleviare le sofferenze dei milioni di profughi presenti in Nord Africa, in fuga da guerre e miserie. L’Internazionale - ha aggiunto Craxi - è stata colta di sorpresa dalle novità della rivoluzione, ma può e deve costituire un punto di riferimento essenziale per le aree deboli del continente africano, operando per un futuro di pace e prosperità. Solo la sinistra e solo i socialisti”, ha concluso il responsabile della politica estera del Psi, “sono in condizione di farlo”.
All'appello dell'esponente del Psi si sono uniti i socialisti austriaci che hanno preannunciato la volonta' del cancelliere Werner Faymann di proporre alla Ue di abolire l'energia nucleare in tutto il continente
Il consiglio dell'IS si è occupato anche della crisi finanziaria.
"Ci sono poteri finanziari che sono incontrollabili da parte dei cittadini e degli Stati. I poteri legislativi, esecutivi e giudiziari sono completamente scavalcati" ha affermato Poul Nyrup Rasmussen, Presidente del Pse, che ha suonato la carica dei socialisti contro il potere delle agenzie di rating che decidono le sorti dei Governi.I delegati hanno calorisamente applaudito l'intervento del premier greco e presidente dell'IS, Georges Papandreou, sotto pressione nel suo Paese per i drastici tagli a cui e' costretto dalla Ue e dai mercati finanziari.
Papandreou non ha citato espressamente Merkel, Sarkozy e Cameron, ma ha affermato che "La maggioranza conservatrice sta creando in Europa una politica della paura e non una politica della solidarieta'.
L'Europa conservatrice non realizza la forza che il continente nel suo insieme potrebbe avere. Dobbiamo umanizzare l'economia globale. L'Europa ha una moneta comune - ha concluso il leader dell'IS ma non abbiamo in comune un forte Governo dell'economia".
Bobo Craxi, responsabile esteri del Psi, nel corso del suo intervento, molto apprezzato dai delegati giunti nella capitale greca per l'assise socialista, ha affermato che: “le tre priorità dei socialisti per padroneggiare le nuove sfide aperte con le rivoluzioni arabe sono: 1) una ‘governance’ delle transizioni democratiche, con un impegno europeo più efficace e assertivo; 2) spingere per una soluzione pacifica e negoziata dei conflitti regionali aperti in Libia, un’efficace azione di persuasione per evitare la guerra civile in Siria e una soluzione definitiva e convincente della questione palestinese; 3) un’efficace azione di cooperazione internazionale per ridurre il fenomeno dell’immigrazione e per alleviare le sofferenze dei milioni di profughi presenti in Nord Africa, in fuga da guerre e miserie. L’Internazionale - ha aggiunto Craxi - è stata colta di sorpresa dalle novità della rivoluzione, ma può e deve costituire un punto di riferimento essenziale per le aree deboli del continente africano, operando per un futuro di pace e prosperità. Solo la sinistra e solo i socialisti”, ha concluso il responsabile della politica estera del Psi, “sono in condizione di farlo”.
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