Non gliene andava bene una. Sembrava l’Erodiani, quello del calcioscommesse. Quando Bisignani ti dava un consiglio, finiva male. Disse alla Santanchè nel 2008 di andare con Storace, che sarebbe stata la sua fortuna. E’ finita come sappiamo con La Destra fuori dal Parlamento. Sponsorizzò Papa per un posto di sottosegretario che non si nega nemmeno a Catone, e invece niente. Volle sincerarsi dall’amico Ronchi che non sarebbe nato un governo Tremonti e Ronchi lo rassicurò: ”O il Berlusconi bis o le urne”. E infatti restò il Berlusconi uno. Superbo anche il consiglio a Mauro Masi: “Manda via Santoro o dimetitti dalla Rai”. Restarono entrambi per mesi. Ma il capolavoro massimo è la nomina della Santanchè a sottosegretario. Commenta Briatore, che dovrebbe essere amicissimo della guerrigliera di Arcore: “Quel che mi fa strano è che il presidente l’ha messa lì”. E Bisignani confessa che ce l’ha messa lui. Pronta per l’uso delle dèbacles milanese e napoletane. Dopo questi ottimi risultati bisognerebbe anche porre uno sbarramento ai mandati di Bisignani. Non più di due legislature. Bis-ignani e poi a casa.
MAURO DEL BUE
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giovedì 23 giugno 2011
venerdì 20 maggio 2011
TELETRAVAGLIO
E' di ieri l'annuncio che l'emittente satellitare Current Tv, fondata da Al Gore, probabilmente tra qualche settimana, in assenza di fatti nuovi, sparirà dal bouquet dell'offerta agli abbonati di Sky Italia.
Nata nel 2008, questa emittente aveva all'inizio mantenuto le promesse del suo fondatore ed era divenuta una preziosa fonte d'informazione alternativa schizzando in alto nei contatti e negli ascolti, poichè forniva un'informazione davvero libera e soprattutto planetaria.
Da qualche mese a questa parte, tuttavia, a qualunque ora del giorno o della notte l'abbonato Sky voglia sintonizzarsi sul canale 130, può star sicuro che vedrà comparire il faccino del Saint-Just de noantri impegnato nei suoi sermoni monotematici e forcaioli.
Insomma l' icona del canale 130 recita ancora Current ma la corretta lettura è Teletravaglio.
Si legge in un comunicato di Sky Italia che " l'ascolto medio giornaliero di Current TV nel 2011 è stato finora di un totale di 2952 telespettatori, con una perdita del 20% rispetto ai 3.600 spettatori medi del 2010. Se poi si analizza il prime time, tra il 2011 ed il 2010, la perdita di ascolti di Current TV è prossima al 40%".
Nel gergo televisivo simili performances si chiamano flop.
Nel medesimo comunicato si legge pure che per il rinnovo del contratto con Sky Italia, Current TV ha "richiesto un aumento dei corrispettivi da parte di Sky pari al doppio di quelli attuali".
In altre parole, c'è stata, verosimilmente grazie alla sovraesposizione sull'emittente di Marco Travaglio, una più che sensibile flessione degli ascolti e il management di Current cosa fa? Cambia il palinsesto? Neppure per sogno anzi, chiede a Sky più soldi di quanti ne incassa ora e annucia pure la new entry del genero di Berlinguer, Luca Vendolino Telese, che sta già facendo discreti danni agli ascolti de La7.
Naturalmente sono già cominciati i bla-bla e i piagnistei, le accuse oblique al perfido Murdoch, pronto ad inciuciare con Berlusconi, il tutto a casa del Mentore di Travaglio, Michele Santoro il quale, ospita Al Gore e riesce nell'impresa di snocciolare i dati dello share e degli introiti pubblicitari della Rai (e dunque appellandosi al mercato) per difendere Annozero per poi fare un'inversione di 360° per promuovere la derelitta Teletravaglio che Sky non intende strapagare perchè gli ascolti sono in caduta libera.
Fantastico!
Che cosa c'entri in tutto questo la "libera informazione" non è dato saperlo.
EP
Nata nel 2008, questa emittente aveva all'inizio mantenuto le promesse del suo fondatore ed era divenuta una preziosa fonte d'informazione alternativa schizzando in alto nei contatti e negli ascolti, poichè forniva un'informazione davvero libera e soprattutto planetaria.
Da qualche mese a questa parte, tuttavia, a qualunque ora del giorno o della notte l'abbonato Sky voglia sintonizzarsi sul canale 130, può star sicuro che vedrà comparire il faccino del Saint-Just de noantri impegnato nei suoi sermoni monotematici e forcaioli.
Insomma l' icona del canale 130 recita ancora Current ma la corretta lettura è Teletravaglio.
Si legge in un comunicato di Sky Italia che " l'ascolto medio giornaliero di Current TV nel 2011 è stato finora di un totale di 2952 telespettatori, con una perdita del 20% rispetto ai 3.600 spettatori medi del 2010. Se poi si analizza il prime time, tra il 2011 ed il 2010, la perdita di ascolti di Current TV è prossima al 40%".
Nel gergo televisivo simili performances si chiamano flop.
Nel medesimo comunicato si legge pure che per il rinnovo del contratto con Sky Italia, Current TV ha "richiesto un aumento dei corrispettivi da parte di Sky pari al doppio di quelli attuali".
In altre parole, c'è stata, verosimilmente grazie alla sovraesposizione sull'emittente di Marco Travaglio, una più che sensibile flessione degli ascolti e il management di Current cosa fa? Cambia il palinsesto? Neppure per sogno anzi, chiede a Sky più soldi di quanti ne incassa ora e annucia pure la new entry del genero di Berlinguer, Luca Vendolino Telese, che sta già facendo discreti danni agli ascolti de La7.
Naturalmente sono già cominciati i bla-bla e i piagnistei, le accuse oblique al perfido Murdoch, pronto ad inciuciare con Berlusconi, il tutto a casa del Mentore di Travaglio, Michele Santoro il quale, ospita Al Gore e riesce nell'impresa di snocciolare i dati dello share e degli introiti pubblicitari della Rai (e dunque appellandosi al mercato) per difendere Annozero per poi fare un'inversione di 360° per promuovere la derelitta Teletravaglio che Sky non intende strapagare perchè gli ascolti sono in caduta libera.
Fantastico!
Che cosa c'entri in tutto questo la "libera informazione" non è dato saperlo.
EP
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venerdì 18 marzo 2011
UNA SUONERIA PER IL PLURALISMO
"Io devo guardare la televisione e dire 'ecco, le mie idee sono minoritarie, però li ci sono e domani potrebbero diventare maggioritarie".
Sono le parole di Michele Santoro, pronunciate nel corso della puntata di Annozero del 3 Marzo scorso.
Parole condivisibili una ad una, oro colato, ma che non trovano riscontro nei fatti né da parte del conduttore di Annozero né presso nessun altro talkshow politico/informativo lasciando ancora il Partito Socialista Italiano, e non solo, fuori dal sistema mediatico.
Alle parole di Santoro, così giuste, ho dedicato una suoneria mp3 per cellulari scaricabile gratuitamente dal sito
www.andreanesi.it/pluralismo
Invito tutti coloro che hanno a cuore la realizzazione in Italia di un sistema mediatico realmente pluralista a scaricarla ed impostarla come suoneria del proprio cellulare.
ANDREA NESI
Sono le parole di Michele Santoro, pronunciate nel corso della puntata di Annozero del 3 Marzo scorso.
Parole condivisibili una ad una, oro colato, ma che non trovano riscontro nei fatti né da parte del conduttore di Annozero né presso nessun altro talkshow politico/informativo lasciando ancora il Partito Socialista Italiano, e non solo, fuori dal sistema mediatico.
Alle parole di Santoro, così giuste, ho dedicato una suoneria mp3 per cellulari scaricabile gratuitamente dal sito
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Invito tutti coloro che hanno a cuore la realizzazione in Italia di un sistema mediatico realmente pluralista a scaricarla ed impostarla come suoneria del proprio cellulare.
ANDREA NESI
venerdì 4 marzo 2011
EN ATTENDENT.....
Michele Santoro ha aperto la puntata di Annozero di ieri parlando di pluralismo dell'informazione quale opportunità per le minoranze di accrescere il proprio consenso e un domani, perchè no, divenire maggioranza.
Ne siamo lieti: attendiamo dunque l'invito di un esponente del Psi per una delle prossime puntate di Annozero, così come lo attendono tutte le forze non rappresentate in Parlamento, fatta eccezione per Sel e La Destra che egli ha più volte ammesso nel suo salotto, escluse sistematicamente dal sistema mediatico.
O forse per Santoro le minoranze hanno diritto alla rappresentanza solo in Libia?
ANDREA NESI
Ne siamo lieti: attendiamo dunque l'invito di un esponente del Psi per una delle prossime puntate di Annozero, così come lo attendono tutte le forze non rappresentate in Parlamento, fatta eccezione per Sel e La Destra che egli ha più volte ammesso nel suo salotto, escluse sistematicamente dal sistema mediatico.
O forse per Santoro le minoranze hanno diritto alla rappresentanza solo in Libia?
ANDREA NESI
sabato 12 febbraio 2011
IL VERO SCANDALO
La Commissione di Vigilanza RAI di nuovo al centro della scena con l'atto di indirizzo che il PDL vorrebbe farle approvare. Numerose le novità che questo porterebbe: si va dall'obbligo di doppia opinione nei talk-show, alla par condicio quasi permanente negli spazi dedicati ai politici, al divieto di trattare lo stesso argomento nella medesima settimana e via dicendo.
Dunque il PDL si sente poco rappresentato (sulle reti RAI s'intende!).
E' utile ricordare che le trasmissioni condotte da Santoro, Fazio, Dandini, Floris, da sempre sul libro nero del PDL (o più precisamente di Silvio Berlusconi), non hanno influito, lo dicono i fatti, sugli esiti elettorali.
Il tutto mentre restano invece ancora esclusi dall'informazione 5 milioni di elettori che, grazie all'attuale legge elettorale, non sono rappresentati nè in Parlamento né dalla Tv di stat
Ma su questo, il vero scandalo, non s'odono voci nè da destra nè da sinistra
ANDREA NESI
Dunque il PDL si sente poco rappresentato (sulle reti RAI s'intende!).
E' utile ricordare che le trasmissioni condotte da Santoro, Fazio, Dandini, Floris, da sempre sul libro nero del PDL (o più precisamente di Silvio Berlusconi), non hanno influito, lo dicono i fatti, sugli esiti elettorali.
Il tutto mentre restano invece ancora esclusi dall'informazione 5 milioni di elettori che, grazie all'attuale legge elettorale, non sono rappresentati nè in Parlamento né dalla Tv di stat
Ma su questo, il vero scandalo, non s'odono voci nè da destra nè da sinistra
ANDREA NESI
sabato 5 febbraio 2011
IL GIUSTIZIALISMO CONTINUA A FAR PAURA
Non so se e per quanto tempo i sondaggi indicheranno che gli scandali non disgregano affatto la base elettorale del centro destra. Certo è che tra le molte (e credibili) spiegazioni del fenomeno, i commentatori ne hanno sottovalutate due. La prima è quasi ovvia. Moltissimi italiani non leggono i giornali e guardano distrattamente una televisione che certo non è interessata a dare spazio agli scandali. Quindi, semplicemente, sono per il momento poco informati. La seconda spiegazione, più duratura e più politicamente importante, è la repulsione verso il giustizialismo.
Senza approfondire il fatto che l’oggetto delle indagini è ben diverso, molti elettori vedono nell’azione della magistratura milanese il replay del 1992-94. Anche se, come diceva Lenin, quando la storia si ripete, la tragedia si trasforma in farsa. Come allora, vedono il protagonismo di una magistratura politicizzata (sempre la stessa e sempre con Di Pietro come paladino); assistono al circo “mediatico giudiziario” (il giornalista più visibile è ancora Santoro), all’uso “border line” con la legalità degli strumenti di indagine, a un enorme dispiegamento di mezzi finalizzato a raggiungere l’obbiettivo prefissato. Anche i vescovi se ne sono accorti. Lo avessero fatto nel 1993! Parlano adesso, ma tacevano quando la farsa di oggi era, appunto, tragedia e gli innocenti si suicidavano in carcere, dove venivano rinchiusi allo scopo di estorcere la confessione.
Nell’immaginario collettivo, c’è la percezione (che la destra lavora a rafforzare) di uno scontro esclusivamente a due, dove da una parte sta Berlusconi, dall’altra non un centro sinistra confuso, bensì la procura di Milano, che come nel 1992-93, assume il ruolo politico e mediatico di guida.
Tutto questo non piace a quegli elettori che per reazione a Mani Pulite già una volta hanno fatto vincere Berlusconi. Non piace ai molti che da una parte vedono un presidente del Consiglio screditato e penoso; dall’altra, una magistratura che fa loro non pena ma paura. E che per questo continuano a preferire Berlusconi come il male minore. L’handicap per il centro sinistra è aggravato dal fatto che i “neo giustizialisti”, mentre ritrovano nella Procura di Milano la loro guida, non cessano di offendere gli ex elettori socialisti e democristiani (in “non faciendo” e “in faciendo”): non recuperando la cultura socialista e democristiana in nome dell’inconcludente “nuovismo” del PD; riproponendo, come nella emblematica manifestazione di Lissone, gli insulti e le sceneggiate di vent’anni fa contro i leader simbolo, come Craxi, di questa cultura.
In tal modo, si assiste a una polarizzazione devastante, dove i due poli estremi si sostengono a vicenda. Da una parte, il fronte degli “impuniti” legittima, con la sua impermeabilità al senso del limite e del decoro, il fronte della procura di Milano. Dall’altra, questo fronte (più perché evoca il dipietrismo che per i comportamenti attuali) spaventa una parte degli elettori i quali vengono così spinti a difendere in pratica l’impunità stessa. Le posizioni intermedie sono sovrastate dallo schiamazzo assordante delle due fazioni in rissa, ma non per questo scompaiono. Anzi, silenziosamente aumentano i cittadini che le condividono, sino a poter diventare una maggioranza per il momento silenziosa, appunto, ma non per sempre:silenziosa soltanto sino a quando qualcuno non la guiderà e non le darà voce. Sempre di più,gli italiani, disgustati, non vogliono ascoltare le bocche spalancate nell’invettiva: né quelle dell’una, né quelle dell’altra fazione. Sempre di più hanno un sogno: veder sparire finalmente il giustizialismo e il populismo di destra (da vent’anni figli l’uno dell’altro), veder tornare la politica e i partiti di stile europeo al posto delle urla, della personalizzazione e dei demagoghi di stile sudamericano. Tra i leader politici, forse Casini è quello che più percepisce questo stato d’animo e si appresta a intercettarlo.
In una minoranza consapevole e sofisticata, si affaccia infine ormai anche un’altra considerazione. Tale è il disastro provocato da quasi vent’anni di anti politica che, senza una adeguata preparazione, la scomparsa di Berlusconi rischia di aggravare, non di risolvere la crisi italiana. Lo spiegava una fonte non sospetta di Berlusconismo: Ilvio Diamanti su La Repubblica. A Nord,dilagherà la Lega. Il PD rischierà di trasformarsi, a mio parere, in una “Lega del centro”, guidata da amministratori (vedi Renzi) che ripetono in sostanza la retorica populista, anti politica e localista inventata in Padania. Il Sud (hic sunt leones) sarà terra di conquista per le bande clientelari. Non più frenate neppure da una sembianza di partiti organizzati, magari alimentate da una “retorica sudista” contrapposta a quella leghista.
Il centro sinistra ha flirtato con la Lega e con un “federalismo” di cui tutti si riempiono la bocca senza sapere in realtà quali effetti pratici possa avere. Se si continua così, il risultato finale è facilmente prevedibile. Più o meno lenta disgregazione dello Stato.”
Amministratori di condominio” e “amministratori termiti” a livello locale, che accompagneranno pochezza a presunzione, provincialismo a demagogia, potere illimitato a limitatezza di orizzonti, che moltiplicheranno il debito pubblico complessivo e aumenteranno le imposte o apertamente o surrettiziamente (gonfiando le tariffe dei servizi). Governi centrali senza più né i mezzi, né la “vision” per grandi progetti e investimenti infrastrutturali che arrestino il declino del Paese.
UGO INTINI
Senza approfondire il fatto che l’oggetto delle indagini è ben diverso, molti elettori vedono nell’azione della magistratura milanese il replay del 1992-94. Anche se, come diceva Lenin, quando la storia si ripete, la tragedia si trasforma in farsa. Come allora, vedono il protagonismo di una magistratura politicizzata (sempre la stessa e sempre con Di Pietro come paladino); assistono al circo “mediatico giudiziario” (il giornalista più visibile è ancora Santoro), all’uso “border line” con la legalità degli strumenti di indagine, a un enorme dispiegamento di mezzi finalizzato a raggiungere l’obbiettivo prefissato. Anche i vescovi se ne sono accorti. Lo avessero fatto nel 1993! Parlano adesso, ma tacevano quando la farsa di oggi era, appunto, tragedia e gli innocenti si suicidavano in carcere, dove venivano rinchiusi allo scopo di estorcere la confessione.
Nell’immaginario collettivo, c’è la percezione (che la destra lavora a rafforzare) di uno scontro esclusivamente a due, dove da una parte sta Berlusconi, dall’altra non un centro sinistra confuso, bensì la procura di Milano, che come nel 1992-93, assume il ruolo politico e mediatico di guida.
Tutto questo non piace a quegli elettori che per reazione a Mani Pulite già una volta hanno fatto vincere Berlusconi. Non piace ai molti che da una parte vedono un presidente del Consiglio screditato e penoso; dall’altra, una magistratura che fa loro non pena ma paura. E che per questo continuano a preferire Berlusconi come il male minore. L’handicap per il centro sinistra è aggravato dal fatto che i “neo giustizialisti”, mentre ritrovano nella Procura di Milano la loro guida, non cessano di offendere gli ex elettori socialisti e democristiani (in “non faciendo” e “in faciendo”): non recuperando la cultura socialista e democristiana in nome dell’inconcludente “nuovismo” del PD; riproponendo, come nella emblematica manifestazione di Lissone, gli insulti e le sceneggiate di vent’anni fa contro i leader simbolo, come Craxi, di questa cultura.
In tal modo, si assiste a una polarizzazione devastante, dove i due poli estremi si sostengono a vicenda. Da una parte, il fronte degli “impuniti” legittima, con la sua impermeabilità al senso del limite e del decoro, il fronte della procura di Milano. Dall’altra, questo fronte (più perché evoca il dipietrismo che per i comportamenti attuali) spaventa una parte degli elettori i quali vengono così spinti a difendere in pratica l’impunità stessa. Le posizioni intermedie sono sovrastate dallo schiamazzo assordante delle due fazioni in rissa, ma non per questo scompaiono. Anzi, silenziosamente aumentano i cittadini che le condividono, sino a poter diventare una maggioranza per il momento silenziosa, appunto, ma non per sempre:silenziosa soltanto sino a quando qualcuno non la guiderà e non le darà voce. Sempre di più,gli italiani, disgustati, non vogliono ascoltare le bocche spalancate nell’invettiva: né quelle dell’una, né quelle dell’altra fazione. Sempre di più hanno un sogno: veder sparire finalmente il giustizialismo e il populismo di destra (da vent’anni figli l’uno dell’altro), veder tornare la politica e i partiti di stile europeo al posto delle urla, della personalizzazione e dei demagoghi di stile sudamericano. Tra i leader politici, forse Casini è quello che più percepisce questo stato d’animo e si appresta a intercettarlo.
In una minoranza consapevole e sofisticata, si affaccia infine ormai anche un’altra considerazione. Tale è il disastro provocato da quasi vent’anni di anti politica che, senza una adeguata preparazione, la scomparsa di Berlusconi rischia di aggravare, non di risolvere la crisi italiana. Lo spiegava una fonte non sospetta di Berlusconismo: Ilvio Diamanti su La Repubblica. A Nord,dilagherà la Lega. Il PD rischierà di trasformarsi, a mio parere, in una “Lega del centro”, guidata da amministratori (vedi Renzi) che ripetono in sostanza la retorica populista, anti politica e localista inventata in Padania. Il Sud (hic sunt leones) sarà terra di conquista per le bande clientelari. Non più frenate neppure da una sembianza di partiti organizzati, magari alimentate da una “retorica sudista” contrapposta a quella leghista.
Il centro sinistra ha flirtato con la Lega e con un “federalismo” di cui tutti si riempiono la bocca senza sapere in realtà quali effetti pratici possa avere. Se si continua così, il risultato finale è facilmente prevedibile. Più o meno lenta disgregazione dello Stato.”
Amministratori di condominio” e “amministratori termiti” a livello locale, che accompagneranno pochezza a presunzione, provincialismo a demagogia, potere illimitato a limitatezza di orizzonti, che moltiplicheranno il debito pubblico complessivo e aumenteranno le imposte o apertamente o surrettiziamente (gonfiando le tariffe dei servizi). Governi centrali senza più né i mezzi, né la “vision” per grandi progetti e investimenti infrastrutturali che arrestino il declino del Paese.
UGO INTINI
sabato 22 gennaio 2011
A PEOPLE SHOW. CONSIDERAZIONI SUL RUBYGATE
L'intera vicenda riflette quanto segue:
- La società italiana è meschina e povera intellettualmente e la classe dirigente è solo la sua fedele rappresentazione;
- Del resto, siamo marci geneticamente discendendo dagli antichi romani ma quelli, almeno, avevano rispetto per la res publica;
- Andreotti si è fatto tutti i processi per mafia, partecipando a tutte le udienze, rispettando procure, magistrati e sentenze;
- Dc e Psi sono spariti per la vicenda tangentopoli, che messa a confronto con le mille tangentopoli di oggi fa ridere;
- Il puttanaio di Berlusconi, in verità, rappresenta un grande alibi per maggioranza e opposizione: nel perfetto schema panem et circenses, il governo, aiutato dai grandi media di questo nobile paese, distrae il popolo (rectius pubblico) italiano con le escort (leggi mignotte o, come si diceva un tempo, puttane d'alto bordo) distogliendolo dai veri problemi (crisi economica, occupazione, riforme, ricerca e bla bla bla) che maggioranza e opposizione sono incapaci non solo di risolvere ma semplicemente di affrontare;
- Insomma, per un governo che non ha voglia di governare - perché a questo punto non si tratta più di (in)capacità - e un'opposizione inetta ossessionata solo dal berlusconismo, la faccenda del bunga bunga è una manna dal cielo: pagati perché eletti ma con svolgimento della mansione nei salotti televisivi dei vari Vespa, Santoro, Floris, Matrix...
Quale la mansione? Non la cura della cosa pubblica bensì la figa.
Per dirla alla Aldo Grasso, è un people show, con l'immancabile giuria, che non può neanche essere criticato in quanto privo di qualsivoglia format.
ROBERTA CUCCIARI
- La società italiana è meschina e povera intellettualmente e la classe dirigente è solo la sua fedele rappresentazione;
- Del resto, siamo marci geneticamente discendendo dagli antichi romani ma quelli, almeno, avevano rispetto per la res publica;
- Andreotti si è fatto tutti i processi per mafia, partecipando a tutte le udienze, rispettando procure, magistrati e sentenze;
- Dc e Psi sono spariti per la vicenda tangentopoli, che messa a confronto con le mille tangentopoli di oggi fa ridere;
- Il puttanaio di Berlusconi, in verità, rappresenta un grande alibi per maggioranza e opposizione: nel perfetto schema panem et circenses, il governo, aiutato dai grandi media di questo nobile paese, distrae il popolo (rectius pubblico) italiano con le escort (leggi mignotte o, come si diceva un tempo, puttane d'alto bordo) distogliendolo dai veri problemi (crisi economica, occupazione, riforme, ricerca e bla bla bla) che maggioranza e opposizione sono incapaci non solo di risolvere ma semplicemente di affrontare;
- Insomma, per un governo che non ha voglia di governare - perché a questo punto non si tratta più di (in)capacità - e un'opposizione inetta ossessionata solo dal berlusconismo, la faccenda del bunga bunga è una manna dal cielo: pagati perché eletti ma con svolgimento della mansione nei salotti televisivi dei vari Vespa, Santoro, Floris, Matrix...
Quale la mansione? Non la cura della cosa pubblica bensì la figa.
Per dirla alla Aldo Grasso, è un people show, con l'immancabile giuria, che non può neanche essere criticato in quanto privo di qualsivoglia format.
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venerdì 21 gennaio 2011
GUITTI DA OSTERIA
Pochi giorni fa Mauro Del Bue, con un intervento su questo blog, invitava il centro sinistra a non scivolare sulla vicenda che vede il Presidente del consiglio all'onore (si fa per dire) delle cronache.
Qualcuno tra i soliti noti, com'era prevedibile, non se n'è dato per inteso.
La puntata di Anno Zero, organo televisivo del giustizialismo giacobino, dedicata al tema del giorno, ha visto farla da padrona la pasdaran del cavaliere, madama Daniela Santanchè che ha rilanciato, con puntuale, mendace e aggressiva arroganza, il solito mantra volto a santificare l'immagine dell'uomo delle provvidenze, sporcata da perfidi discepoli della Stasi travestiti da magistrati. A farle da contraltare suor Conchita De Gregorio che con puntuto sussiego e l'abituale albagìa ha tentato, non riuscendoci appieno, sovrastata com'era dalle urla della scatenata madama, di impostare un fervorino di stampo moralistico che, francamente si e ci poteva risparmiare.
Comprimari Pierluigi Battista, Maurizio Belpietro e Vittorio Zucconi da Washington, i soli, nei pochi minuti a loro concessi, a cercare faticosamente, considerata l'atmosfera al calor bianco, di articolare argomenti comprensibili e che avessero un senso compiuto, si fosse o meno d'accordo con le loro tesi.
Per il resto, urla, strepiti, vaffanculeggiamenti, pessime interpretazioni di intercettazioni, ragazze inseguite dalla solita petulante inviata on the road e poi Travaglio, la Innocenti e soprattutto, of course, il capocomico Santoro: gongolante, verosimilmente perchè stava pensando allo share, l'unico motivo per il quale va ancora in onda su una rete della tv pubblica.
Tuttavia il climax della pruderie e del voyerismo catodico lo si è raggiunto con l'intervista di Guido Ruotolo alla Nadia da Reggio Emilia, di professione escort, che ha narrato, nell'ultimo segmento della sfiancante serata, minuto per minuto la cronaca di un'orgia a cui avrebbe partecipato come protagonista a Villa San Martino in quel di Arcore.
Il sordido contesto di tutta la vicenda Ruby, al netto dei risvolti penali annessi, è ben chiaro da giorni e dunque sfugge ad un cittadino dotato di sufficiente senso del buon gusto e della misura, la necessità di costruire una pantomima televisiva con un botto finale costituito da una descrizione delle supposte performances del Premier che, a sentire la bella e disinibita Nadia avrebbe (lui uomo di 75 anni, operato di prostata, con qualche problemino coronarico) consumato ad intevalli di 5 minuti un numero impressionante di rapporti sessuali completi (ben 6 come ha precisato in diretta l'informatissimo Travaglio).
Roba che neppure Rocco Siffredi, al culmine della sua carriera!
E' sufficiente parlare con un medico di base, neppure urologo e andrologo, per capire che una siffatta tempesta testosteronica magari supportata da una massiccia dose di Viagra, porterebbe il protagonista dritto al Creatore.
I professionisti dell'antiberlusconismo militante continuano a far finta di non capire che, alzando il tiro con simili levate d'ingegno rischiano di far passare come vittima un personaggio che al contrario, non solo non è tale ma ha portato questo Paese, ormai mitridatizzato contro ogni nefandezza che digerisce con allarmente noncuranza, a stare seduto sull'orlo di un vulcano.
Costoro fanno il gioco non solo di Berlusconi ma anche della sua sguaiata corte dei miracoli mediatica da lui messa in pista e composta dalle Santanchè, dagli Stracquadanio e dai Signorini.
Berlusconi ne deve andare rapidamente. Perchè la misura è davvero colma.
Certo, lascerà in gramaglie gli estremisti dell'antiberlusconismo.
Dove lo trovano un altro così su cui costruire le proprie e altrui fortune televisive mediante simili sceneggiate da guitti da osteria?
EP
Qualcuno tra i soliti noti, com'era prevedibile, non se n'è dato per inteso.
La puntata di Anno Zero, organo televisivo del giustizialismo giacobino, dedicata al tema del giorno, ha visto farla da padrona la pasdaran del cavaliere, madama Daniela Santanchè che ha rilanciato, con puntuale, mendace e aggressiva arroganza, il solito mantra volto a santificare l'immagine dell'uomo delle provvidenze, sporcata da perfidi discepoli della Stasi travestiti da magistrati. A farle da contraltare suor Conchita De Gregorio che con puntuto sussiego e l'abituale albagìa ha tentato, non riuscendoci appieno, sovrastata com'era dalle urla della scatenata madama, di impostare un fervorino di stampo moralistico che, francamente si e ci poteva risparmiare.
Comprimari Pierluigi Battista, Maurizio Belpietro e Vittorio Zucconi da Washington, i soli, nei pochi minuti a loro concessi, a cercare faticosamente, considerata l'atmosfera al calor bianco, di articolare argomenti comprensibili e che avessero un senso compiuto, si fosse o meno d'accordo con le loro tesi.
Per il resto, urla, strepiti, vaffanculeggiamenti, pessime interpretazioni di intercettazioni, ragazze inseguite dalla solita petulante inviata on the road e poi Travaglio, la Innocenti e soprattutto, of course, il capocomico Santoro: gongolante, verosimilmente perchè stava pensando allo share, l'unico motivo per il quale va ancora in onda su una rete della tv pubblica.
Tuttavia il climax della pruderie e del voyerismo catodico lo si è raggiunto con l'intervista di Guido Ruotolo alla Nadia da Reggio Emilia, di professione escort, che ha narrato, nell'ultimo segmento della sfiancante serata, minuto per minuto la cronaca di un'orgia a cui avrebbe partecipato come protagonista a Villa San Martino in quel di Arcore.
Il sordido contesto di tutta la vicenda Ruby, al netto dei risvolti penali annessi, è ben chiaro da giorni e dunque sfugge ad un cittadino dotato di sufficiente senso del buon gusto e della misura, la necessità di costruire una pantomima televisiva con un botto finale costituito da una descrizione delle supposte performances del Premier che, a sentire la bella e disinibita Nadia avrebbe (lui uomo di 75 anni, operato di prostata, con qualche problemino coronarico) consumato ad intevalli di 5 minuti un numero impressionante di rapporti sessuali completi (ben 6 come ha precisato in diretta l'informatissimo Travaglio).
Roba che neppure Rocco Siffredi, al culmine della sua carriera!
E' sufficiente parlare con un medico di base, neppure urologo e andrologo, per capire che una siffatta tempesta testosteronica magari supportata da una massiccia dose di Viagra, porterebbe il protagonista dritto al Creatore.
I professionisti dell'antiberlusconismo militante continuano a far finta di non capire che, alzando il tiro con simili levate d'ingegno rischiano di far passare come vittima un personaggio che al contrario, non solo non è tale ma ha portato questo Paese, ormai mitridatizzato contro ogni nefandezza che digerisce con allarmente noncuranza, a stare seduto sull'orlo di un vulcano.
Costoro fanno il gioco non solo di Berlusconi ma anche della sua sguaiata corte dei miracoli mediatica da lui messa in pista e composta dalle Santanchè, dagli Stracquadanio e dai Signorini.
Berlusconi ne deve andare rapidamente. Perchè la misura è davvero colma.
Certo, lascerà in gramaglie gli estremisti dell'antiberlusconismo.
Dove lo trovano un altro così su cui costruire le proprie e altrui fortune televisive mediante simili sceneggiate da guitti da osteria?
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