Che a Flavio Tosi, sindaco di Verona, risultato in una recente ricerca il primo cittadino più amato d'Italia, la Lega cominciasse a stare un po' stretta, lo si era capito da tempo.Smessi i panni del leghista duro, puro ed estremista, indossati per anni, Tosi ha scoperto un'insospettabile vocazione pragmatica, mantenendo un linguaggio ruvido nella forma ma divenendo accomodante nei contenuti e compiendo atti pubblici che hanno contribuito a renderlo abbastanza inviso allo sgangherato "cerchio magico" che circonda il declinante senatur ma sempre più gradito alla gente veneta che, a ben vedere, non ha mai accettato fino in fondo l'egemonia dei lombardi nel movimento. Qualche esempio? Ha ricollocato nel suo ufficio il ritratto del Presidente della Repubblica, che aveva fatto rimuovere dopo la sua elezione a sindaco, ha costruito un dialogo con esponenti del centrosinistra della sua regione, da Zanonato a Cacciari, non si è fatto scrupolo nel palesare il fastidio per la promozione del Trota che considera un giovanotto bisognoso di maturare e di studiare (come dargli torto?), ha trascorso le sue vacanze nel Mezzogiorno, nel Salento dicendo un gran bene dei luoghi e degli abitanti, non ha nascosto la sua contrarietà al fatto che la Lega continui a sostenere acriticamente Berlusconi ed infine, è cronaca di queste ore, il supersindaco, fedele al detto "veronesi tutti matti", questa mattina in un'intervista radiofonica, ha di fatto demolito con il solito argomentare lapidario ma efficace la Padania, che è poi la ragion d'essere della Lega:" Io sono veronese, veneto, padano, italiano, europeo. Basta non c'è altro!".
Apriti cielo! Pota Calderoli, di cui non è difficile immaginare la irata reazione in privato, si è detto "amareggiato" e ha minacciato l'espulsione del reprobo per inosservanza dell'art.1 dello statuto della Lega nord.Bisogna comprenderlo il ministro, pittoresco discendente di Gioppino, la maschera bergamasca, fedelissimo di Bossi, che ha inferto in questi anni danni rilevantissimi all'Italia perché, fedele al mandato, ha cercato in queste settimane con le buone, più spesso con le cattive, di tenere unito lo stato maggiore del Carroccio. Tosi oggi gli ha fatto sapere a muso duro che non è aria, che il re è nudo.
Probabilmente, visto il clamore del caso, il Pota Gioppino, ha fatto, come al solito, la voce grossa in luogo del capo, nella speranza di provocare un'alzata di scudi dei militanti.
Che non risulta esserci stata perché lo strappo di Tosi, per ciò che ha sostenuto, è forse il segnale che, almeno nel Veneto, le cose per la Lega nord stanno messe davvero maluccio.
Zaia, il Governatore, è in caduta verticale di consensi, lo sceriffo di Treviso Gentilini sbatte la porta, la base è sempre più disorientata e insofferente....
E' molto più che un'impressione: l' attacco di Tosi, va dritto al cuore del Carroccio e, a mettersi nei panni dello stordito stato maggiore lumbard, alle prese con un Bossi che appare incapace di recuperare il carisma perduto, c'è da stare preoccupati, poiché, salvo sorprese, una ricucitura con Tosi appare improbabile.
E' solo l'inizio. Ne vedremo e ne ascolteremo delle belle.
EP
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lunedì 3 ottobre 2011
domenica 28 agosto 2011
QUELLI CHE...(di Del Bue-Jannacci)
"Quelli che vorrebbero tagliare le pensioni ed evitare il contributo di solidarietà ai ricchi perchè è più liberale, quelli che vorrebbero abolire le provincie... degli altri, oh ieh. Quelli che vorrebbero far pagare le tasse a tutti, ma se in un ristorante gli fanno il conto su un foglietto ringraziano, sorridono, poi vanno via convinti di aver pagato di meno, oh ieh. Quelli che "come dice Bossi", oh, ieh, "non mi rompete i coglioni", oh ieh. Quelli che vorrebbero vendere tutto lo stato ai privati, quelli che vorrebbero vendere solo le spiaggie, quelli che sono in spiaggia, oh ieh. Quelli che vorrebbero far pagare qualcosa anche al Vaticano, oh ieh, quelli che il Vaticano non si tocca, oh ieh. Quelli che vorrebbero abolire i comuni di 23 abitanti però se loro sono tra i 23 protestano perchè non si può abolire la democrazia. Quelli che... 1000 parlamentari sono troppi, che ne vorrebbero solo la metà, oh ieh. E quelli che vorrebbero continuare a fare i parlamentari e se ne resta solo la metà non sanno come fare, oh ieh. Quelli che quando Bossi cade in casa perdono ogni equlibrio, quelli che sono sempre stati senza equilibrio e se scioperano i calciatori e non vedono l'Inter o il Milan vanno a casa e picchiano i figli, oh ieh. Quelli che credono che Berlusconi sia Gesù Bambino da vecchio, oh ieh. Quelli che pensano che Di Pietro sia San Pietro e quelli che credono ai santi perchè Di Pietro è diventato un politico, quelli che quando parla Bersani pensano a Crozza, quelli che quando parla Tremonti pensano a Guzzanti, quelli che quando parla Di Pietro pensano al maestro Manzi, oh ieh. E quelli come noi, che non contano più un cazzo, e che pensano che da vent'anni in Italia non se n'è indovinata neanche una.... "
martedì 28 giugno 2011
GUIDO CROSETTO PSICHIATRA PERFETTO
Ma che ti tirino le cuoia. Così, perchè tirare a campare e per di più litigando su tutto, fanno del male all’Italia. L’ultima è di Crosetto, un nerboruto peso massimo (forse ex giocatore di basket), coordinatore di Forza Italia del Piemonte e oggi sottosegretario alla Difesa. Ha commentato con misura la manovra di Tremonti: “E’ roba da psichiatria”. E ha aggiunto che l’obiettivo di Tremonti è di far saltare il tavolo e il governo. Conosco Crosetto e non mi sembra che una dichiarazione di guerra di tal genere possa essere frutto solo del suo cervello. Naturalmente la tesi è stata subito condivisa dai giornali di Berlusconi. D’altronde c’è ormai una certa omogeneità di linguaggio. Prima Bossi aveva detto, a proposito degli extracomunitari che sbarcavano a Lampedusa: “Fora di ball”. E poi, ancora a proposito del decreto su Napoli e la munnezza: “Sono ca… loro”. E se Maroni preferiva un altro capogruppo e non Reguzzoni, Bossi non poteva che commentare : “Chi se ne frega di Maroni, nella Lega decide la base (cioè io)”. Che dibattito. Ma se stessero tutti zitti e lasciassero parlare Di Pietro che a parlar male del centro sinistra, di Vendola e di Bersani, è diventato specialista… Il Di Pietro uscito dall’ultimo campo di rieducazione è davvero impareggiabile.
MAURO DEL BUE
MAURO DEL BUE
sabato 25 giugno 2011
NAPOLI - ITALIA
Se mai ciò che sta avvenendo da mesi a Napoli, grande capitale, una delle icone della Bella Italia, che racchiude in sè certo mille contraddizioni e problemi, ma anche e soprattutto arte, storia, bellezze naturali e tradizioni culturali tali da renderla uno dei luoghi più affascinanti del pianeta, fosse accaduto in una qualunque altra città di un qualunque altro stato al mondo, si sarebbero rapidamente unite indignazione e solidarietà: tutti, dal governo locale e centrale, la "società civile" e i media avrebbero moltiplicato gli sforzi per salvare, chè di questo si tratta, una città e i suoi abitanti da un disastro di dimensioni inaudite.
Nulla di tutto questo è successo: a parte qualche voce isolata e i ripetuti e accorati appelli del Presidente Napolitano, tante chiacchiere e proclami e nessun fatto.
Un Premier che non conosce la dimensione della vergogna per sè stesso figurarsi per il suo Paese, classi dirigenti locali imbelli e colpevolmente incapaci, un neosindaco che si è segnalato per ora solo per le sue abituali guasconate puntualmente smentite dai fatti e finalmente un partito della maggioranza di governo, la Lega Nord, i cui ministri hanno giurato sulla Costituzione, che blocca qualsiasi tentativo di soluzione del drammatico problema dei rifiuti, minacciando addirittura, come affermato dal sinistro Pota Calderoli "di far volare le sedie in CdM".
A questo punto non resta che sperare che vi siano dei parlamentari della maggioranza, non necessariamente solo napoletani, campani o del Mezzogiorno d'Italia, capaci di porre in cima ai loro pensieri Napoli e l'Italia e non già la conservazione del loro scranno alla Camera o al Senato.
In altre parole che vi sia qualcuno che abbia il coraggio di far saltare il "pactum sceleris" tra B&B che sta mandando in malora il nostro Paese.
Si perchè la monnezza che, da mesi, sta uccidendo lentamente Napoli è la maleodorante metafora di un Paese (s)governato da ormai troppo tempo grazie ad un accordo tra due pessimi soggetti che sono guidati unicamente da motivazioni diverse ma convergenti ed eversive: il primo dalla messa in sicurezza di sè stesso e delle proprie ricchezze, il secondo dalle sue paranoiche ossessioni razziste, xenofobe e antitaliane.
Quando se ne andranno per la loro strada sarà tuttavia troppo tardi.
Perchè porre rimedio ai danni di cui portano per intero la responsabilità politica e morale non sarà facile.
EP
Nulla di tutto questo è successo: a parte qualche voce isolata e i ripetuti e accorati appelli del Presidente Napolitano, tante chiacchiere e proclami e nessun fatto.
Un Premier che non conosce la dimensione della vergogna per sè stesso figurarsi per il suo Paese, classi dirigenti locali imbelli e colpevolmente incapaci, un neosindaco che si è segnalato per ora solo per le sue abituali guasconate puntualmente smentite dai fatti e finalmente un partito della maggioranza di governo, la Lega Nord, i cui ministri hanno giurato sulla Costituzione, che blocca qualsiasi tentativo di soluzione del drammatico problema dei rifiuti, minacciando addirittura, come affermato dal sinistro Pota Calderoli "di far volare le sedie in CdM".
A questo punto non resta che sperare che vi siano dei parlamentari della maggioranza, non necessariamente solo napoletani, campani o del Mezzogiorno d'Italia, capaci di porre in cima ai loro pensieri Napoli e l'Italia e non già la conservazione del loro scranno alla Camera o al Senato.
In altre parole che vi sia qualcuno che abbia il coraggio di far saltare il "pactum sceleris" tra B&B che sta mandando in malora il nostro Paese.
Si perchè la monnezza che, da mesi, sta uccidendo lentamente Napoli è la maleodorante metafora di un Paese (s)governato da ormai troppo tempo grazie ad un accordo tra due pessimi soggetti che sono guidati unicamente da motivazioni diverse ma convergenti ed eversive: il primo dalla messa in sicurezza di sè stesso e delle proprie ricchezze, il secondo dalle sue paranoiche ossessioni razziste, xenofobe e antitaliane.
Quando se ne andranno per la loro strada sarà tuttavia troppo tardi.
Perchè porre rimedio ai danni di cui portano per intero la responsabilità politica e morale non sarà facile.
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martedì 21 giugno 2011
SOLO UN POLVERONE
Tutto resterà com’è: i ministeri a Roma e la Lega al governo.
Se gli esponenti ministeriali della Lega credessero davvero in quello che dicono davanti alle telecamere avrebbero dovuto per lo meno annunciare l’abbandono delle tante poltrone che occupano.
Siamo di fronte invece all’ennesimo polverone, alzato nel carnevale di Pontida con la complicità di Berlusconi, per nascondere l’estrema debolezza di un’alleanza politica che ha esaurito da tempo ogni risorsa e non è in grado di rispondere a nessuna delle reali necessità del Paese.
RICCARDO NENCINI
Se gli esponenti ministeriali della Lega credessero davvero in quello che dicono davanti alle telecamere avrebbero dovuto per lo meno annunciare l’abbandono delle tante poltrone che occupano.
Siamo di fronte invece all’ennesimo polverone, alzato nel carnevale di Pontida con la complicità di Berlusconi, per nascondere l’estrema debolezza di un’alleanza politica che ha esaurito da tempo ogni risorsa e non è in grado di rispondere a nessuna delle reali necessità del Paese.
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domenica 19 giugno 2011
B&B AL CREPUSCOLO
Grazie al web è stato possibile seguire l'evento di Pontida in diretta e ascoltare e osservare senza filtri le cose dette e i protagonisti della kermesse leghista costruita con i soliti ingredienti folkloristici, dagli spadoni agli elmi alla Obelix dal tripudio coreografico di soli padani e camice verdi, al ripristino, per dare una dignità simil culturale all'appuntamento, dell'improbabile accostamento con l'indipendentismo scozzese di Braveheart (che nessuno ha mai capito cosa c'entri).
Nonostante il gran fracasso e i riti grotteschi, le urla di un' improbabile speaker che cercava di galvanizzare il popolo leghista, in verità un pò freddino, l'agitarsi frenetico sul palco di Pota Calderoli, l'adunata è sembrata lo stanco e malinconico rendez vous di chi vuol farsi, nonostante tutto, tanto ma tanto coraggio.
Il capo, come lo chiamano i devoti pretoriani, nonostante abbia biascicato, rinverdendolo, il suo ben noto linguaggio da osteria della Bovisa, è apparso in tutta la sua debolezza, politica certo, ma soprattutto fisica, provato da uno stress al quale un uomo infermo che da anni convive con i postumi di un grave episodio ischemico, dovrebbe essere impedito di sottoporsi.
A fargli da corona il già citato e premuroso Pota, che peraltro, in soccorso del capo in palese stato di confusione e stanchezza, ha preso brevemente la parola per spararle grosse, il Bobo Maroni con il sempiterno sorrisetto stampato sul volto ma assai poco entusiasta, quel singolare personaggio che è la vicepresidente del Senato (come siamo messi male!) Rosi Mauro da S. Pietro Vernotico (Br), che urlava come un'invasata ballerina di taranta salentina "viva la Padania!", l'onnipresente Trota con l'espressione che il simpatico pesce d'acqua dolce assume dopo la bollitura e la ben nota e inquietante nomenklatura leghista, rappresentata dalla faccia terrea del viceministro Castelli.
Politicamente è successo poco, salvo il fatto che il Capo ha ammesso che il Governo ha commesso errori per poi rinnovare subito la prorogatio a un Premier bollito come e quanto lui, a meno che qualcuno non pensi, e magari ci creda pure, che la trovata propagandistica di trasferire ministeri a Monza abbia una qualche dignità politica.
La domanda da porsi è: con un governo sorretto da una presunta maggioranza imperniata su un leader in palese declino psicofisico e su un premier alle prese con le sue ossessioni e con i suoi processi c'è da stupirsi se, ad esempio, i brasiliani ci irridono per la faccenda Battisti, se Moody's ci declassa, se l'Europa ci considera una palla al piede?
Entrambi, B&B, sono al crepuscolo.
Se fossero i leader e non i padroni dei loro partiti, qualcuno, dall'interno, l'avrebbe già notificato ad entrambi.
Purtroppo, c'è da crederlo, non succederà.
C'è da augurare all'Italia che questo crepuscolo per niente malinconico arrivi rapidamente alla conclusione e non si trasformi in un lungo autunno desolato e desolante.
EP
Nonostante il gran fracasso e i riti grotteschi, le urla di un' improbabile speaker che cercava di galvanizzare il popolo leghista, in verità un pò freddino, l'agitarsi frenetico sul palco di Pota Calderoli, l'adunata è sembrata lo stanco e malinconico rendez vous di chi vuol farsi, nonostante tutto, tanto ma tanto coraggio.
Il capo, come lo chiamano i devoti pretoriani, nonostante abbia biascicato, rinverdendolo, il suo ben noto linguaggio da osteria della Bovisa, è apparso in tutta la sua debolezza, politica certo, ma soprattutto fisica, provato da uno stress al quale un uomo infermo che da anni convive con i postumi di un grave episodio ischemico, dovrebbe essere impedito di sottoporsi.
A fargli da corona il già citato e premuroso Pota, che peraltro, in soccorso del capo in palese stato di confusione e stanchezza, ha preso brevemente la parola per spararle grosse, il Bobo Maroni con il sempiterno sorrisetto stampato sul volto ma assai poco entusiasta, quel singolare personaggio che è la vicepresidente del Senato (come siamo messi male!) Rosi Mauro da S. Pietro Vernotico (Br), che urlava come un'invasata ballerina di taranta salentina "viva la Padania!", l'onnipresente Trota con l'espressione che il simpatico pesce d'acqua dolce assume dopo la bollitura e la ben nota e inquietante nomenklatura leghista, rappresentata dalla faccia terrea del viceministro Castelli.
Politicamente è successo poco, salvo il fatto che il Capo ha ammesso che il Governo ha commesso errori per poi rinnovare subito la prorogatio a un Premier bollito come e quanto lui, a meno che qualcuno non pensi, e magari ci creda pure, che la trovata propagandistica di trasferire ministeri a Monza abbia una qualche dignità politica.
La domanda da porsi è: con un governo sorretto da una presunta maggioranza imperniata su un leader in palese declino psicofisico e su un premier alle prese con le sue ossessioni e con i suoi processi c'è da stupirsi se, ad esempio, i brasiliani ci irridono per la faccenda Battisti, se Moody's ci declassa, se l'Europa ci considera una palla al piede?
Entrambi, B&B, sono al crepuscolo.
Se fossero i leader e non i padroni dei loro partiti, qualcuno, dall'interno, l'avrebbe già notificato ad entrambi.
Purtroppo, c'è da crederlo, non succederà.
C'è da augurare all'Italia che questo crepuscolo per niente malinconico arrivi rapidamente alla conclusione e non si trasformi in un lungo autunno desolato e desolante.
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lunedì 13 giugno 2011
I NUOVI SCONFITTI
Con il raggiungimento del quorum la gente si è riappropriata
di uno strumento che era stato reso inutile. Berlusconi e Bossi sono gli sconfitti, hanno scommesso sul fallimento, sull'astensione, hanno invitato a urne aperte a disertare il voto ma sono stati clamorosamente smentiti. Nel 1991 il referendum sulla preferenza unica segnò l'inizio della fine della prima repubblica. Venti anni dopo la parabola berlusconiana sta accelerando la sua fase discendente e lo splash down e il conseguente inabissamento è imminente. Ma inaspettatamente c'è un compagno di rovina. Quella Lega ritenuta forte e inossidabile ha perso la sintonia con il suo elettorato, il declino è iniziato e i suoi avversari possono affrettarlo.
I leader del centronistra che in questi anni sono stati sonoramente sconfitti da Berlusconi, che hanno permesso l'immonda legge elettorale del 2005 vedendone uno strumento della perpetuazione del loro potere, quei leader non possono guidare la rinascita del paese. Occorrono strumenti di coinvolgimento e partecipazione che non devono attivarsi solo se si è perdenti e ritirare quando ci si ritiene vincitori. Veltroni e i suoi epigoni scalpitano e tirano fuori la solita arroganza. Il popolo del centrosinistra, i dirigenti avveduti del Pd devono farli smettere. Infine una raccomandazione per il centrosinistra.
Gli avversari del referendum nei decenni scorsi hanno imparato a sommarsi all'astensionismo fisiologico rendendo inefficace la volontà popolare. Dopo Fukushima e il terrore nucleare, la partecipazione ha avuto un sussulto. Ma l'istituto su cui è stata edificata la Repubblica e resa più civile e moderna la società italiana non può vivere della notorietà dei disastri e della voglia di liberarsi di Berlusconi. Il centrosinistra vincitore alle amministrative e il centrodestra leale con lo spirito repubblicano, devono impegnarsi in una riforma semplice e virtuosa, risparmiando centinaia di milioni: abbinare sempre i referendum alle amministrative. Affermarlo ora per non dimenticarsene domani.
ALDO PENNA
di uno strumento che era stato reso inutile. Berlusconi e Bossi sono gli sconfitti, hanno scommesso sul fallimento, sull'astensione, hanno invitato a urne aperte a disertare il voto ma sono stati clamorosamente smentiti. Nel 1991 il referendum sulla preferenza unica segnò l'inizio della fine della prima repubblica. Venti anni dopo la parabola berlusconiana sta accelerando la sua fase discendente e lo splash down e il conseguente inabissamento è imminente. Ma inaspettatamente c'è un compagno di rovina. Quella Lega ritenuta forte e inossidabile ha perso la sintonia con il suo elettorato, il declino è iniziato e i suoi avversari possono affrettarlo.
I leader del centronistra che in questi anni sono stati sonoramente sconfitti da Berlusconi, che hanno permesso l'immonda legge elettorale del 2005 vedendone uno strumento della perpetuazione del loro potere, quei leader non possono guidare la rinascita del paese. Occorrono strumenti di coinvolgimento e partecipazione che non devono attivarsi solo se si è perdenti e ritirare quando ci si ritiene vincitori. Veltroni e i suoi epigoni scalpitano e tirano fuori la solita arroganza. Il popolo del centrosinistra, i dirigenti avveduti del Pd devono farli smettere. Infine una raccomandazione per il centrosinistra.
Gli avversari del referendum nei decenni scorsi hanno imparato a sommarsi all'astensionismo fisiologico rendendo inefficace la volontà popolare. Dopo Fukushima e il terrore nucleare, la partecipazione ha avuto un sussulto. Ma l'istituto su cui è stata edificata la Repubblica e resa più civile e moderna la società italiana non può vivere della notorietà dei disastri e della voglia di liberarsi di Berlusconi. Il centrosinistra vincitore alle amministrative e il centrodestra leale con lo spirito repubblicano, devono impegnarsi in una riforma semplice e virtuosa, risparmiando centinaia di milioni: abbinare sempre i referendum alle amministrative. Affermarlo ora per non dimenticarsene domani.
ALDO PENNA
lunedì 23 maggio 2011
NORMALITA'
Inizia l'ultima settimana di campagna elettorale a Milano e il re barbaro reindossa i panni dismessi di capo dei baluba rispolverando argomenti, lessico e gestualità che l'hanno reso popolare, nella speranza (che appare vana) di invertire il trend elettorale e di riaccendere l'orgoglio lumbard cloroformizzato da anni di servaggio al Cavaliere.
A Umberto Bossi, ministro della Repubblica Italiana, è concesso di tutto: gesti dell'ombrello, dito medio alzato, turpiloquio, proverbi da postribolo, infine anche le pernacchie agli alleati
http://video.corriere.it/bossi-pernacchia-formigoni/1e9fa698-84a6-11e0-8f6d-f05899f85374
Al contrario, una ragazza che apostrofa con un "fai ridere" il sindaco uscente e probabilmente non rientrante, viene sottoposta a un "normale controllo di polizia"
http://video.corriere.it/ragazza-urla-moratti-fai-ridere/3384129a-848a-11e0-8f6d-f05899f85374
Normale?
Milano, i milanesi meritano questo tipo di normalità?
EP
A Umberto Bossi, ministro della Repubblica Italiana, è concesso di tutto: gesti dell'ombrello, dito medio alzato, turpiloquio, proverbi da postribolo, infine anche le pernacchie agli alleati
http://video.corriere.it/bossi-pernacchia-formigoni/1e9fa698-84a6-11e0-8f6d-f05899f85374
Al contrario, una ragazza che apostrofa con un "fai ridere" il sindaco uscente e probabilmente non rientrante, viene sottoposta a un "normale controllo di polizia"
http://video.corriere.it/ragazza-urla-moratti-fai-ridere/3384129a-848a-11e0-8f6d-f05899f85374
Normale?
Milano, i milanesi meritano questo tipo di normalità?
EP
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martedì 29 marzo 2011
MARONI? FORA DA I BALL
'Fora da i ball Maroni’, non i profughi che cercano solo di vivere.Chi sbarca a Lampedusa fugge la miseria, la dittatura e la guerra; ragioni più che solide per cercare ospitalità in Italia e in Europa. Maroni invece non ha giustificazioni per restare al Viminale. Per questo l’ignobile invito di Umberto Bossi dovrebbe essere rivolto al suo ministro degli interni che di fronte all’emergenza, si è dimostrato totalmente incapace di gestirla. Purtroppo però Bossi conferma solo la volontà della Lega di utilizzare cinicamente il tema come spot per l’imminente campagna elettorale.
RICCARDO NENCINI
RICCARDO NENCINI
domenica 27 marzo 2011
LAMPEDUSA, PICCOLA ISOLA...
Viene da interrogarsi come una nazione come la nostra, possa assistere alla sconvolgente tragicommedia che, va in scena da giorni sull'isola di Lampedusa senza che alcuno, tra i nostri pessimi governanti, abbia ancora concepito e realizzato uno straccio di piano degno di questo nome per uscire da un'emergenza che poteva, se non essere evitata, almeno fronteggiata con standard da paese civile.
Le immagini che vediamo quotidianamente, protagonisti gli sventurati abitanti dell'isola, di fatto lasciati da soli con migliaia di disperati migranti, abbandonati all'adiaccio in compagnia dei loro rifiuti ed escrementi, in un paese civile suonerebbero come la campana a morto per il premier, i suoi ministri inadeguati e imbelli e soprattutto per un personaggio primitivo e xenofobo come Umberto Bossi che seguita a ripetere ottusamente, a guisa di disco rotto, che i migranti "vanno respinti; e se tornano, vanno respinti di nuovo" che altro non è che un modo meno brutale per dire: "io non sono razzista, ma i meridionali, i negri e i marocchini stiano a casa loro", nobile argomento che era e resta la ragione vera dell'esistenza e, ahinoi, del consenso della Lega Nord.
"In fondo - penseranno certamente Bossi e i suoi seguaci - Lampedusa, piccola isola, si trova a sud del sud no? Che si arrangino i terroni!".
Con gente così ai vertici dello stato, possiamo ancora considerarci una nazione civile?
EP
Le immagini che vediamo quotidianamente, protagonisti gli sventurati abitanti dell'isola, di fatto lasciati da soli con migliaia di disperati migranti, abbandonati all'adiaccio in compagnia dei loro rifiuti ed escrementi, in un paese civile suonerebbero come la campana a morto per il premier, i suoi ministri inadeguati e imbelli e soprattutto per un personaggio primitivo e xenofobo come Umberto Bossi che seguita a ripetere ottusamente, a guisa di disco rotto, che i migranti "vanno respinti; e se tornano, vanno respinti di nuovo" che altro non è che un modo meno brutale per dire: "io non sono razzista, ma i meridionali, i negri e i marocchini stiano a casa loro", nobile argomento che era e resta la ragione vera dell'esistenza e, ahinoi, del consenso della Lega Nord.
"In fondo - penseranno certamente Bossi e i suoi seguaci - Lampedusa, piccola isola, si trova a sud del sud no? Che si arrangino i terroni!".
Con gente così ai vertici dello stato, possiamo ancora considerarci una nazione civile?
EP
martedì 22 febbraio 2011
AL SIT IN AL PANTHEON PER LA LIBIA
Anche i socialisti saranno oggi in piazza del Pantheon a Roma, a partire dalle ore 18.00 per partecipare alla manifestazione ''Fermare la violenza, aiutare la democrazia'' in Libia.
Visto che il governo, nonostante la grande amicizia tra Berlusconi e Gheddafi, non si è accorto per nulla di quanto stava per accadere in Libia, invece di dire sciocchezze come fa Bossi sul destino degli immigrati, almeno si preoccupi di fare quanto in suo potere per difendere gli oppositori e la popolazione civile dalle inaudite violenze del regime. E’ giusto attendersi poi un impegno serio e concreto sul fronte della speculazione. Almeno per una volta dovrebbero impedire che le compagnie petrolifere si ingrassino come al solito a spese dei cittadini giustificandosi con i futuri aumenti del barile.
RICCARDO NENCINI
Visto che il governo, nonostante la grande amicizia tra Berlusconi e Gheddafi, non si è accorto per nulla di quanto stava per accadere in Libia, invece di dire sciocchezze come fa Bossi sul destino degli immigrati, almeno si preoccupi di fare quanto in suo potere per difendere gli oppositori e la popolazione civile dalle inaudite violenze del regime. E’ giusto attendersi poi un impegno serio e concreto sul fronte della speculazione. Almeno per una volta dovrebbero impedire che le compagnie petrolifere si ingrassino come al solito a spese dei cittadini giustificandosi con i futuri aumenti del barile.
RICCARDO NENCINI
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venerdì 18 febbraio 2011
CONFLITTO D'INTERESSI
La festa nazionale per il 150.mo dell’Unità boicottata in CDM da tre ministri leghisti, compreso quello degli interni, non è un incidente trascurabile e in un Paese normale sarebbe bastato per aprire una crisi”.
Se il ministro Calderoli vota contro e il leader della Lega Bossi e il ministro degli interni Maroni, escono per non votare, è perché inevitabilmente viene a galla l’insanabile conflitto di interessi tra il loro progetto secessionista per la cosiddetta Padania e il governo del Paese, qualunque sia la maggioranza politica che lo sostiene.
RICCARDO NENCINI
Se il ministro Calderoli vota contro e il leader della Lega Bossi e il ministro degli interni Maroni, escono per non votare, è perché inevitabilmente viene a galla l’insanabile conflitto di interessi tra il loro progetto secessionista per la cosiddetta Padania e il governo del Paese, qualunque sia la maggioranza politica che lo sostiene.
RICCARDO NENCINI
venerdì 11 febbraio 2011
GRILLO ZERO
Quando un programma televisivo come " Anno Zero " già di per se fazioso e giacobino, propina interviste come quelle rilasciate da Beppe Grillo, mi rendo conto che Berlusconi e questo Governo avranno vita lunga proprio a causa delle volgari performances di simili personaggi . Mettendo da parte tutte le proposte confuse che ieri sera il comico genovese ha presentato, la cosa che mi ha lasciato esterrefatto è stata la grottesca imitazione del leader della " Lega Nord " Umberto Bossi.
Credo che l' opposizione, per quanto dura possa essere, dovrebbe prendere chiaramente le distanze da simili volgari irrisioni verso chi è affetto da gravi patologie.
Se un militante di sinistra come me, resta basito da queste uscite infelici, figuriamoci cosa potrà mai pensare un elettore moderato, magari stanco del berlusconismo ed indeciso su come votare alle prossime elezioni.
LUIGI IORIO
Credo che l' opposizione, per quanto dura possa essere, dovrebbe prendere chiaramente le distanze da simili volgari irrisioni verso chi è affetto da gravi patologie.
Se un militante di sinistra come me, resta basito da queste uscite infelici, figuriamoci cosa potrà mai pensare un elettore moderato, magari stanco del berlusconismo ed indeciso su come votare alle prossime elezioni.
LUIGI IORIO
domenica 9 gennaio 2011
UNIRE LE OPPOSIZIONI
Le opposizioni devono dare prova di responsabilità e lungimiranza, preparandosi a far fronte a un precipitare della situazione, delineando subito programmi e alleanze.
La crisi economica ancora può fare danni gravi e noi abbiamo invece un governo tenuto al guinzaglio dalla Lega, che si limita a galleggiare, aggrappandosi ai cambi di casacca di un pugno di parlamentari. Di fronte a questo sfascio, bene ha fatto Bersani a sottolineare l’urgenza dell’unità delle opposizioni. Il Partito socialista sostiene da tempo il progetto di una coalizione di forze di centro-sinistra, che comprenda l’Udc, costruita per proporsi come alternativa di governo all’asse Berlusconi-Bossi. Un programma fatto di scelte nette, con un orizzonte politico chiaro e trasparente, è la base migliore per dare un futuro al Paese.
RICCARDO NENCINI
La crisi economica ancora può fare danni gravi e noi abbiamo invece un governo tenuto al guinzaglio dalla Lega, che si limita a galleggiare, aggrappandosi ai cambi di casacca di un pugno di parlamentari. Di fronte a questo sfascio, bene ha fatto Bersani a sottolineare l’urgenza dell’unità delle opposizioni. Il Partito socialista sostiene da tempo il progetto di una coalizione di forze di centro-sinistra, che comprenda l’Udc, costruita per proporsi come alternativa di governo all’asse Berlusconi-Bossi. Un programma fatto di scelte nette, con un orizzonte politico chiaro e trasparente, è la base migliore per dare un futuro al Paese.
RICCARDO NENCINI
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