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venerdì 28 ottobre 2011

CHI BEN COMINCIA....

Chi ben comincia è a metà dell'opera.Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, nell' intervista al Messaggero di oggi
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=164SXF
indica con chiarezza i protagonisti, le linee guida e le scadenze che attendono la coalizione riformista di centro sinistra nelle prossime settimane e soprattutto disegna un definitivo profilo riformista, cosi come noi socialisti da tempo sollecitiamo, del nucleo da cui ci si muoverà per indirizzare la coalizione verso la definizione di un chiaro progetto di risanamento e ricostruzione dell'Italia.Si tratta ora di passare rapidamente dalle parole ai fatti, lavorando contemporaneamente per rendere partecipi di una road map politico-programmatica condivisa, altre formazioni di ispirazione liberaldemocratica e in particolare il partito di Pier Ferdinando Casini. Anche da questo punto di vista, il contributo politico e programmatico dei socialisti, che sarà definito nell' Assemblea congressuale di Fiuggi del prossimo dicembre sarà certamente un utile e importante tassello per il consolidamento del processo avviato.
RICCARDO NENCINI

domenica 28 agosto 2011

QUELLI CHE...(di Del Bue-Jannacci)

"Quelli che vorrebbero tagliare le pensioni ed evitare il contributo di solidarietà ai ricchi perchè è più liberale, quelli che vorrebbero abolire le provincie... degli altri, oh ieh. Quelli che vorrebbero far pagare le tasse a tutti, ma se in un ristorante gli fanno il conto su un foglietto ringraziano, sorridono, poi vanno via convinti di aver pagato di meno, oh ieh. Quelli che "come dice Bossi", oh, ieh, "non mi rompete i coglioni", oh ieh. Quelli che vorrebbero vendere tutto lo stato ai privati, quelli che vorrebbero vendere solo le spiaggie, quelli che sono in spiaggia, oh ieh. Quelli che vorrebbero far pagare qualcosa anche al Vaticano, oh ieh, quelli che il Vaticano non si tocca, oh ieh. Quelli che vorrebbero abolire i comuni di 23 abitanti però se loro sono tra i 23 protestano perchè non si può abolire la democrazia. Quelli che... 1000 parlamentari sono troppi, che ne vorrebbero solo la metà, oh ieh. E quelli che vorrebbero continuare a fare i parlamentari e se ne resta solo la metà non sanno come fare, oh ieh. Quelli che quando Bossi cade in casa perdono ogni equlibrio, quelli che sono sempre stati senza equilibrio e se scioperano i calciatori e non vedono l'Inter o il Milan vanno a casa e picchiano i figli, oh ieh. Quelli che credono che Berlusconi sia Gesù Bambino da vecchio, oh ieh. Quelli che pensano che Di Pietro sia San Pietro e quelli che credono ai santi perchè Di Pietro è diventato un politico, quelli che quando parla Bersani pensano a Crozza, quelli che quando parla Tremonti pensano a Guzzanti, quelli che quando parla Di Pietro pensano al maestro Manzi, oh ieh. E quelli come noi, che non contano più un cazzo, e che pensano che da vent'anni in Italia non se n'è indovinata neanche una.... "

domenica 21 agosto 2011

L'IRCOCERVO

I neo cattocomunisti: Bindi e Vendola
Se, per caso, in giro ci fosse ancora qualcuno che dubita che l'operazione PD voluta da Veltroni nel 2008 non è stata altro che una miope alchimia costruita sulle macerie del compromesso storico, i fatti, le parole di questi giorni, nei quali si intrecciano ansie e timori per il futuro dell'Italia, sgangherate pseudoanalisi con annesse stravaganti proposte demagogiche figlie del mostro (sempre desto) dell'antipolitica, ipocrite prese di posizione ma pure ipotesi di lavoro meritevoli di attenzione e approfondimento, è servito.
Il colpo di maglio al già traballante e instabile equilibrio politico del Pd, alla sua credibilità come partito inteso come felice e feconda sintesi tra i diversi riformismi italiani, l'ha inferto la signora Rosaria Bindi che, con poche battute ha disvelato le profonde e non rimediabili contraddizioni che stanno alla base della costruzione di quello che si può tranquillamente definire alla stregua di un ircocervo, animale che non è mai esistito in natura.
Già, perchè quanto affermato dalla Presidente del Pd,che qualcuno tra i suoi fans, vorrebbe nientepopodimenoche capo della coalizione di csx (Dio ci scampi!),
(http://www.lettera43.it/politica/23858/bihttndi-contraria-all-ici-sui-beni-vaticani.htm), è la plastica dimostrazione di come all'interno del Pd, (partito al quale, a suo tempo, i socialisti non vollero aderire a difesa della propria autonomia e a tutela di valori identitari tra cui spicca la laicità dello stato, pagando il salatissimo presso di venire esclusi dal parlamento), su questioni che danno la cifra dellla capacità di essere laici e riformisti e non piegati ai desiderata del mondo clericale, le contraddizioni esplodano fragororsamente, dando la misura del permanere di un'irresolutezza devastante sui grandi temi che sono dirimenti per l'esistenza stessa di un partito della sinistra riformista.
Non a caso la Rosy, sul tema, si dichiara perfettamente d'accordo con Casini, al quale, per la verità, va almeno riconosciuta una coerenza di fondo che, piaccia o no,lo rende un'interlocutore credibile non fosse altro perchè rivendica con forza il suo essere democristiano e non certo un cattocomunista di nuovo conio come
la Rosy da Sinalunga o certi altri esponenti di scuola democristiana (e antisocialista) che ricoprono ruoli apicali nel Pd come, tanto per fare un cognome, Dario Franceschini o peggio i predicatori di narrazioni da nulla catodico.
Per "dare un senso a questa storia" (Vasco Rossi), per non dare l'impressione "di stare a spalmare l'Autan sulle zanzare" (Maurizio Crozza), per rendere davvero il Pd altra cosa dall'attuale immagine dell'ircocervo che di sè consegna il Pd, a Pier Luigi Bersani non sarà sufficiente sperare che passi anche questa tempesta estiva in attesa di collocarla sotto il tappeto delle tante contraddizioni del suo partito.
Dovrà, inevitabilmente scegliere se continuare il viaggio verso una sinistra contemporanea e laica in compagnia chi è per sua stessa natura funzionale a tale disegno o, al contrario, seguitare ad essere condizionato dagli avanzi di sacrestia che ha in casa  e che sono i principali frenatori di un qualsivoglia disegno strategico che consideri Santa Romana Chiesa non un dante causa, neppure un avversario, ma semplicemente un segmento della nostra Italia, importante fin che si vuole, ma con eguali diritti e pari doveri.
EP

martedì 19 luglio 2011

10 PROPOSTE

Riccardo Nencini ha inviato una lettera aperta ai segretari dei partiti di opposizione



“Il preoccupante perdurare della crisi economica che colpisce l'Italia e il varo della manovra licenziata dal Parlamento la scorsa settimana, esigono che i partiti dell'opposizione si assegnino il compito della direzione istituzionale del Paese affrontando insieme, rapidamente e senza differimenti negli anni futuri, l'annoso tema dei costi della politica, indicando unitariamente soluzioni eque, chiare e strutturali”. Così Riccardo Nencini, segretario nazionale del PSI, in una lettera aperta inviata ai segretari dei partiti all’opposizione in Parlamento, Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini, Antonio Di Pietro, Nichi Vendola, Mario Staderini.

“Sottopongo alla vostra attenzione alcune misure che mi auguro possano trovare la vostra condivisione”- si legge nella nota di Nencini. “Conferimento dei rimborsi elettorali unicamente ai partiti, in regola con l'art. 49 della Costituzione, relativamente all'attuazione dei principi di democrazia interna; taglio delle indennità dei consiglieri regionali al livello più basso (come in Umbria e in Toscana); soppressione dei benefits non riconducibili alla mera attività istituzionale;
abbassamento delle indennità dei parlamentari mediante l'adeguamento alla media dei paesi europei; soppressione del Senato della Repubblica e costituzione del Senato delle Autonomie e delle Regioni con 100 componenti eletti e conseguente riduzione del numero dei Deputati; accorpamento dei comuni con meno di 3000 abitanti con l'attivazione delle unioni comunali e superamento delle Comunità Montane e delle Province con un disegno di riordino istituzionale del Paese; introduzione della norma che preveda l'elettorato attivo a 16 anni e quello passivo a 21; divieto dei doppi incarichi politico istituzionali; istituzione di norme di valutazione di merito e competenza per le nomine negli enti pubblici; adozione di leggi per rendere palesi le lobby e la loro attività”.
“E' necessario che queste proposte –prosegue Nencini - siano da voi recepite e fatte proprie dai gruppi dell'opposizione parlamentare e da tutti i gruppi nei consigli regionali”
“Desidero infine informarvi – si legge in conclusione nella lettera del Segretario - che domenica prossima, 24 luglio, in tutti i capoluoghi di regione, il Psi ha indetto una mobilitazione straordinaria per campagna di raccolta firme per le 4 petizioni popolari per cambiare l'Italia, una delle quali è legata al tema della trasparenza della politica”.

Il Testo integrale della lettera
http://www.partitosocialista.it/Portals/PartitoSocialista/Documents/LetteraCostiPolitica.pdf


La tabella allegata
http://www.partitosocialista.it/Portals/PartitoSocialista/Documents/tabellasinottica_emolumenti_2011.pdf

giovedì 23 giugno 2011

IL TAVOLO DELLE OPPOSIZIONI

Tra una riedizione dell’Unione e ‘ognuno per sé’, c’è una bella differenza e Di Pietro non ha torto quando solleva il problema.

E' da vedere se il leader dell’IdV ha davvero rinunciato all’ossessione antiberlusconiana e smesso i panni del giustizialista oppure è solo alla ricerca di un po’ di visibilità nella gara con Vendola, ma intanto pensiamo anche a organizzarci per non farci prendere di sorpresa da un possibile collasso improvviso di questa maggioranza.
Il segretario del maggior partito dell’opposizione potrebbe convocare un tavolo di confronto delle opposizioni, come chiediamo da tempo, e cominciare a verificare la possibilità di dare vita a un’alleanza dei riformisti alternativa a questo governo.

RICCARDO NENCINI

venerdì 6 maggio 2011

UN'EPINAY ITALIANA

Come si fa – prendendo in prestito le parole di Antonio Giolitti - a costruire in Italia una sinistra “credibile, affidabile e praticabile”?

Io aggiungerei: a chi dar retta, a Veltroni o a Napolitano?
Il primo ripropone dopo il test elettorale di Milano e Napoli la riapertura del confronto interno al Pd, ovvero la messa in discussione del segretario attuale, per ripercorrere la strada fallimentare dell’autosufficienza del Pd, negando l’alleanza elettorale con i riformisti, ma accettando il cappio estremista di Di Pietro.
Il Presidente della Repubblica suggerisce invece un’analisi impietosa degli ultimi quindici anni, che non si limiti al solo Pd, ma a tutti i partiti dell’opposizione che si richiamano alla sinistra.
Inneggiare però all’intervento di Napolitano senza mettere mano a ‘questa’ sinistra sarebbe un comportamento da sciocchi.
La risposta la devono dare per primi i partiti della sinistra riformista, Pd e socialisti, con la mossa del cavallo, da fare subito dopo queste amministrative.
Evitiamo di ricadere nelle polemiche autoreferenziali e passiamo direttamente a dare vita ad un movimento nuovo di zecca che si richiami al socialismo liberale; un “partito per l’Italia” legato al Pse e che si batta per allargare l’Internazionale socialista all’area democratica, dialogando con Obama, ma anche con i leader laici che possono emergere dalla stagione di rivolgimenti che sta interessando alcuni Paesi africani.
Noi siamo pronti a una costituente che riprenda la strada interrotta nel 2005, quella della coalizione riformista, a partire da Pd e socialisti.
Quella coalizione segnò una duplice vittoria, nelle europee del 2004 e nelle regionali del 2005 vinse perché era “credibile, affidabile e praticabile”; e furono le ultime vittorie.
Ci serve un’Epinay italiana.

RICCARDO NENCINI

giovedì 31 marzo 2011

DEGRADO E CENSURA

Ho scritto oggi una lettera a Bersani, Bocchino, Casini, Di Pietro e Rutelli , segretari dei partiti d'opposizione presenti in Parlamento:




Condividiamo pienamente l’allarme lanciato per lo stato di degrado in cui versa l’informazione pubblica e il rischio, alla vigilia di queste elezioni amministrative, di un’ulteriore scadimento a tutto vantaggio della maggioranza di governo.
L’oscuramento assoluto è per noi socialisti una realtà quotidiana. In questi ultimi anni abbiamo subito una censura pressoché totale con qualche rarissima eccezione per i telegiornali e un’assenza totale dai contenitori informativi e dai programmi di intrattenimento. Un’unica intervista in due anni a Porta a Porta di Bruno Vespa, mai ospiti da Giovanni Floris mentre l’assenza dalle diverse trasmissioni Rai condotte da Michele Santoro, dura ininterrottamente, e scandalosamente, da oltre 15 anni.
Tutto questo non è normale. Non è democratico. Non è informazione pubblica.
Il Psi, escluso dal Parlamento in virtù della peggior legge elettorale che l’Italia repubblicana abbia mai avuto, continua ad essere presente nei consigli comunali e regionali e a rappresentare alcune centinaia di migliaia di cittadini, eppure la Rai, che per contratto dà conto anche delle minoranze linguistiche e religiose, se ne infischia e attua nei nostri confronti una censura settaria, ideologica, immotivata e ingiustificabile.
Chiediamo allora a voi, che avete rappresentanza parlamentare, dopo averlo ripetutamente e inutilmente chiesto alle Istituzioni, di essere anche la nostra voce e che la vostra protesta non si esaurisca nella legittima soddisfazione delle vostre richieste, ma tenga conto del diritto di tutti gli elettori a un’informazione completa ed equilibrata. Grazie.

RICCARDO NENCINI

domenica 6 marzo 2011

LA (SOLITA) DOPPIEZZA

Non è per la solita tigna che ci accompagna ma è inevitabile osservare come nell' importante riunione dei leaders del Pse di Atene nella quale si è discusso di strategie per uscire dalla crisi si è nuovamente registrata l'imbarazzante e surreale situazione in cui a rappresentare l'Italia vi fossero, oltre al segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini e il tesoriere Oreste Pastorelli, in rappresentanza dell'unico partito italiano che aderisce al Pse e all'Internazionale socialista, anche il leader del Pd Pier Luigi Bersani e Massimo D'Alema, quest'ultimo probabilmente nella veste di presidente della Feps.

Vedere il leader del Pd e con lui l'ex "lider Maximo" dei Ds, entrambi con all'occhiello della giacca ben visibile il simbolo del Pse, posare per la tradizionale foto di famiglia, a noi socialisti fa piacere e speriamo sinceramente che possa essere il primo passo nella direzione di consentire al Pd di uscire dall'equivoco della propria collocazione europea, con il quale convive sin dalla sua nascita.
Certo, una rondine non fa primavera: mentre si svolgeva nella capitale greca un evento di assoluto interesse per la sinistra riformista europea (che si chiama solamente "socialista"), il sistema mediatico nostrano, lo ignorava del tutto, verosimilmente per evitare imbarazzi a Bersani e D'Alema o meglio, per dirla con Claudio Cerasa del Foglio, per evitare la probabile "grande indignazione dei cattolici del Pd".
Inoltre il sito web del Pd ha fatto il resto, confezionando, all' uopo, una notiziuola che è un piccolo capolavoro che ricorda la solita e ben nota "doppiezza" e che, se non fosse una cosa terribilmente seria, oggi farebbe solo sorridere.
Leggete un pò.....
http://beta.partitodemocratico.it/doc/204229/pier-luigi-bersani-ad-atene-per-riunione-progressisti-europei.htm

EP

giovedì 20 gennaio 2011

NENCINI E BERSANI: BERLUSCONI SI DIMETTA

Il Segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini ha incontrato questa mattina il leader del Pd Pier Luigi Bersani.

Nel corso del cordiale colloquio si è registrata un' ampia identità di vedute circa la valutazione dello stato dell'economia del Paese drammaticamente in stallo, con le preoccupanti conseguenze relative alla crescita della disoccupazione, in particolare giovanile, e con la inevitabile crescita esponenziale di un diffuso disagio sociale.
Appaiono evidenti le responsabilità del governo Berlusconi che si è dimostrato e si dimostra incapace di affrontare le emergenze nazionali anche a causa dei ripetuti episodi che hanno come protagonista il Presidente del Consiglio che inoltre pongono l'Italia in un'imbarazzante condizione nell'ambito della comunità internazionale.
Nencini e Bersani hanno concordato sulla necessità delle immediate dimissioni del presidente Silvio Berlusconi che con i suoi comportamenti privati e pubblici costituisce un fattore costante di destabilizzazione e di ripetuti conflitti istituzionali che il Paese, stante la gravità della situazione, non può sopportare ulteriormente.
Nencini ha infine comunicato a Bersani, che è in stato di significativo avanzamento la costruzione, nell'ambito del centrosinistra, di un' area laica e riformista a cui il Psi sta lavorando con altre forze politiche e per la quale il segretario del Pd ha riaffermato il proprio accordo e sostegno.



domenica 9 gennaio 2011

UNIRE LE OPPOSIZIONI

Le opposizioni devono dare prova di responsabilità e lungimiranza, preparandosi a far fronte a un precipitare della situazione, delineando subito programmi e alleanze.

La crisi economica ancora può fare danni gravi e noi abbiamo invece un governo tenuto al guinzaglio dalla Lega, che si limita a galleggiare, aggrappandosi ai cambi di casacca di un pugno di parlamentari. Di fronte a questo sfascio, bene ha fatto Bersani a sottolineare l’urgenza dell’unità delle opposizioni. Il Partito socialista sostiene da tempo il progetto di una coalizione di forze di centro-sinistra, che comprenda l’Udc, costruita per proporsi come alternativa di governo all’asse Berlusconi-Bossi. Un programma fatto di scelte nette, con un orizzonte politico chiaro e trasparente, è la base migliore per dare un futuro al Paese.
RICCARDO NENCINI

sabato 18 dicembre 2010

CHIAREZZA

Bersani ha dato con la sua intervista a Repubblica un positivo contributo alla chiarezza e alla definizione di una strategia per il centrosinistra.


Con la doppia presa di distanza dalla vocazione maggioritaria e dalle primarie, si sgombra il campo da due ostacoli che minavano alla base una possibile coalizione dele forze riformiste e che in passato avevano già portato il centrosinistra di Veltroni a una clamorosa sconfitta. Nello stesso tempo, come avevamo ripetutamente auspicato ancora ieri, la sottolineatura della stagione costituente per una vera e propria riforma della Repubblica assieme alla sollecitazione al confronto col nascente terzo polo, traccia una rotta possibile e percorribile per arrivare a sfidare l’attuale maggioranza di governo con idee e programmi, senza farsi imprigionare nell’ennesimo sterile referendum pro o contro Berlusconi.

RICCARDO NENCINI