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venerdì 8 aprile 2011

DEMATTEI SI DIMETTA

Dopo le ultime inaudite affermazioni dai microfoni di Radio Maria, il Vicepresidente del CNR Prof. Roberto De Mattei deve dimettersi.

Un personaggio come De Mattei che definisce la pillola abortiva e testamento biologico barbarie etiche, affermando inoltre il reato di omofobia inutile e superfluo, ideologicamente è in antitesi al ruolo che ricopre nel CNR.
Domani, a Roma, in concomitanza con la manifestazione sul precariato a cui i giovani socialisti parteciperanno, con Matteo Pugliese, Mattia Di Tommaso, Claudia Bastianelli e Umberto Vita consegneremo presso la sede del CNR, in Piazza Aldo Moro 7, una lettera con la richiesta di dimissioni indirizzata al Prof. De Mattei.

LUIGI IORIO



lunedì 7 marzo 2011

DONNE D’ITALIA: LA FORZA DEL PAESE

Le donne italiane sono la forza del nostro Paese. Non si tratta di una frase di circostanza, ma di una costatazione che, in coincidenza con i festeggiamenti dei 150 dall’Unità d’Italia, assume un valore ancora più rilevante. Dal quel 1861 la situazione delle donne italiane è molto cambiata, si è evoluta, c’è stata la conquista di importanti diritti: il suffragio universale, il diritto all’aborto ed al divorzio, le quote rosa con la conseguente maggiore partecipazione delle donne nella vita sociale, politica ed imprenditoriale del Paese; l’abolizione del delitto d’onore che vedeva come vittima principale il gentil sesso. In questi 150 anni le italiane hanno assunto sulle loro spalle anche responsabilità gravi da portare ed in occasione delle due guerre mondiali che ci hanno visti protagonisti, hanno lavorato sui campi e nelle cucine, crescendo da sole i loro figli e comportandosi da uomini e da donne contemporaneamente, come solo chi ha davvero coraggio sa fare. Hanno saputo scendere in piazza per gridare la loro volontà di riscossa verso gli uomini che per troppo tempo le hanno trattate solo come un mezzo di lavoro e riproduzione, ignorando verso di loro il significato della parola rispetto. Sono riuscite però anche ad apprendere dagli uomini la capacità di scendere ai più vigliacchi compromessi, a vendersi per raggiungere i loro obiettivi, ad arrendersi alle impari opportunità che affliggono la società del ventunesimo secolo. Tante conquiste dunque, ma anche tanti errori che rendono le donne italiane speciali nel loro saper essere contemporaneamente una, nessuna centomila, come direbbe il grande Pirandello. Cari uomini italiani dovreste solo ringraziare le vostre compagne, madri, sorelle e figlie per aver contribuito insieme a voi a creare questo splendido Paese in cui viviamo, un Paese con tanti problemi forse, dal quale però non riusciamo a slegare il cordone ombelicale dato dall’orgoglio vero di essere italiani. In occasione della ricorrenza dell’otto marzo, festa internazionale della donna, gli auguri sono doverosi ed arricchiti di un pizzico di fierezza per l’appartenenza a questo forte, gentile e combattivo genere femminile. L’augurio che mi faccio e che faccio a tutte le italiane è che tra cinquant’anni, in occasione del bicentenario dell’Unità d’Italia, non ci sia più violenza verso le donne, non ci sia più bisogno di quote rosa, non ci siano più donne pronte a vendersi per un risultato, non ci siano più discriminazioni sul lavoro, non ci sia più l’otto marzo così come concepito ora… solo se tutto ciò non esisterà più avremo davvero vinto la nostra battaglia, vivremo davvero nelle pari opportunità. Auguri a tutte le donne!


CLAUDIA BASTIANELLI
Responsabile Pari Opportunità FGS

mercoledì 24 novembre 2010

PRECARIO DAY

Anche la Fgs sarà in piazza con la CGIL il 27 novembre

Ma staremo insieme al popolo dei precari.
Perchè li dobbiamo stare: con le ragazze e i ragazzi del terzo popolo.
Contestualmente alla manifestazione della Cgil di sabato infatti abbiamo indetto insieme a molte associazioni il " Precario Day " grazie anche all'aiuto della rete e di Facebook (http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=154660071241580 ) dove è nato un gruppo spontaneo, costituito proprio dal mondo del precariato, che non sièsente tutelato dall'attuale mercato del lavoro. Il fine del "Precario Day" all'interno della mobilitazione della CGIL, è coinvolgere il sindacato che troppo spesso dimentica il terzo popolo: migliaia di lavoratori giovani,sfruttati quotidianamente e composto da  precari, stagisti e sottopagati figli della pseudo-legge 30 che non offre loro nè garanzie nè ammortizzatori sociali.
LUIGI IORIO