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martedì 23 novembre 2010

I TRASFORMISTI 5

23 novembre 2010



I nomi che girano oggi sono sempre quelli con poche new entry: Pionati, il solito Grassano, Tanoni, Romano a cui si aggiunge oggi Catia Polidori, già Pdl oggi (almeno per ora) Fli, che è l'icona raffigurante l'angoscia dei finiani che tengono famiglia  e temono di essersi messi in un bell'impiccio lasciando il certo per l'incerto.
Emma Bonino, come aveva previsto Maurizio Turco, sbatte la porta in faccia agli emissari del PDL. I radicali non si muovono.
La Carfagna sfoglia la margherita e la Mussolini urla e strepita.Più che un'ammuina sembra una sceneggiata....
In compenso è l'On. Ing. Aurelio Misiti la star del momento.
Il suo curriculum è quello del vero camaleonte d.o.c.: inizia a Melicucco (Rc) nel Pci, poi l'ingegnere ascende ai vertici della Cgil, successivamente diviene grand commis di stato, ricoprendo vari (e lautamente remunerati) incarichi sotto diverse bandiere. Nel giro di due lustri compie il seguente percorso: FI (assessore regionale in Calabria), poi passa all'IDV, nelle cui liste viene eletto ben 2 volte deputato, infine nel 2010 transita nell'Mpa di Raffaele Lombardo.
Un vero monopoli umano.
I bene informati lo danno in questi giorni sulla strada del ritorno alla casa del padre (Berlusconi) perchè, sostiene: "è meglio andare avanti con questo governo".
Si, magari con lui nella veste di sottosegretario, ça va sans dir.....
A 75 anni suonati, come insegna il Cav, è presto per pensare alla pensione.

THE CHAMALEON







lunedì 22 novembre 2010

I TRASFORMISTI 4

Il fantasma di Agostino De Pretis lavora incessantemente e non solo dalle parti di Montecitorio.

Dalla Sicilia il coordinatore Fli Pippo Scalia ipotizza una tregua con il PDL, con i buoni uffici del concittadino Angelino Alfano per il ripristino del Mattarellum ("faremmo di nuovo un bel 61 a 0" afferma sognante).
Il ministro agrigentino è descritto come uno dei più attivi tessitori di accordi. Con i radicali ha un continuo dialogo su temi che riguardano il suo dicastero ai quali la pattuglia pannelliana ascrive importanza assoluta. Saverio Romano, già UDC oggi PDL, sbandiera che l'accordo con i 6 deputati radicali è cosa fatta. Il deputato radicale Maurizio Turco, considerato interprete ed esegeta del pensiero del leader radicale, sostiene l'esatto contrario.
La neopasionaria Santanchè, che solo due anni era candidata premier da Storace e diceva peste e corna del PDL, è segnalata alle costole dell'ineffabile Maurizio Grassano il quale sembra nicchiare gettando nello sconforto Maurizio Pionati.
Fini farebbe bene a preoccuparsi non solo per le tentazioni entriste di Casini: Giampiero Catone (omen, nomen) teorizza la sua permanenza in Fli ma annuncia che mai e poi mai voterà la sfiducia al governo. La stessa musica sembrano suonare Consolo, Menia, Consolo ecc.

Ma che ci sono andati a fare in Fli?



(domani le ultime)



The Chamaleon

domenica 21 novembre 2010

I TRASFORMISTI 3

21 novembre 2010

Si descriveva ieri Maurizio Grassano, già Lega Nord poi Libdem poi Gruppo misto, in arrivo nel PDL . Oggi il buon Caporale gli dedica un'intervistina esilarante, tutta da leggere. Se non si parlasse di un Paese, di un governo di un parlamento, per le stravaganze che il deputato recita ci sarebbe solo da ridere sguaiatamente.
Massimo L. Salvadori, storico di chiara (e meritata) fama ha ricordato un frammento di un discorso di Agostino De Pretis, datato 1876 nel quale l'allora presidente del consiglio dell'Italia unita da soli 15 anni auspicava " una feconda trasformazione dei partiti" e dichiarava la disponibilità del governo ad accogliere "le buone idee, le vere utili esperienze" provenienti anche dagli avversari, invitati a convergere con esso.
Altro lessico, altro stile rispetto a quello dell'attuale premier.
Ma identica sostanza.
Con quelle poche, eleganti parole De Pretis diede l'avvio al trasformismo, disciplina politico-sportiva nazionale praticata come e forse più del  gioco del calcio (e non solo in politica e in parlamento).
Ci sarebbe da parlare di Mara Carfagna.
Il giudizio è sospeso, in attesa di capire se ha ragione Paolo Guzzanti, già PDL ora nel gruppo misto PLI, (però si e ci chiarisca idee, concetti e definizioni: o la Carfagna è un prodotto della mignottocrazia o è una zarina), cosa di cui c'è da dubitare visto il pulpito da cui viene la predica, o siamo in presenza di un remake in chiave politica di Casa di bambola di Henrik Ibsen con la Carfagna nel ruolo di Nora, o c'è sotto un' "ammuina" (come dicono a Napoli) trasformistica.
Lo sapremo in meno di un mese. O forse prima, chissà.

A domani (forse)



The Chamaleon

sabato 20 novembre 2010

I TRASFORMISTI 2

20 novembre 2010
Esilarante dialogo tra Antonello Caporale e Giampiero Catone (ex PDL oggi Fli, domani non si sa) su Repubblica. Da leggere per farsi un'idea dei valori che determinano le scelte di alcuni parlamentari.
Come Francesco Pionati, già telegiornalistarai avellinese di scuola demitiana, ex Udc ora Adc (cos'è?) che, poichè aspira a una potrona governativa tra quelle disponibili dopo le tante defezioni, è tra i protagonisti più attivi del mercato pro premier.
Che vede protagonisti, tra i tanti carneade, Daniela Melchiorre, già ben nota nell'ambiente per l'insopprimibile tendenza alle contorsioni e, tra i suoi sodali, Maurizio Grassano, eletto nella Lega nord poi passato ai Libdem, oggi tornato all'ovile del PDL e Italo Tanoni (ex Rinnovamento Italiano, poi Udc, poi Pdl). Il profilo politico di quest'ultimo, recordman dell' assenteismo in aula (74,01%, complimenti!) è desumibile in un dialogo-intervista risalente allo scorso settembre con il solito Caporale (http://www.repubblica.it/politica/2010/09/22/news/tanoni_addio_dini_e_udc_ora_passo_con_il_premier-7301267/)
Fli, grazie anche alle titubanze di Fini, è sotto assedio. C'è chi scommette sulla scarsa tenuta dei signori Consolo, Polidori, Paglia, Moffa, Menia, quest'ultimo appena dimessosi da sottosegretario.

I "bene informati" dicono che tra costoro almeno due sarebbero già pronti a fare retromarcia, tornando con il cappello (o il portafoglio) in mano alla corte del sovrano.
Peraltro si segnalano mal di pancia non ancora riassorbiti anche nel PDL. Caso Carfagna a parte, che avrebbe giurato, nel corso di una drammatica telefonata (ma al telefono si possono anche incrociare le dita) al suo méntore: "mai con Fini e i finiani" ,anche Dore Misuraca e Maurizio Scelli sono in attesa di segnali rassicuranti e tangibili da parte di Berlusconi.
Se no....

Alla prossima (probabilmente domani).

THECHAMALEON