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martedì 27 settembre 2011

OBSOLETO A CHI?

Parlando ieri a un convegno organizzato dal Pd, Massimo D'Alema ha sostenuto che  "Una nuova stagione progressista non sara’ piu’ secondo i modelli classici della social democrazia e che l’Internazionale socialista riflette un mondo che non c’e’ piu perchè le grandi forze progressiste al governo non hanno matrice socialista”.
Da New York, dove si trova per un ciclo di conferenze e di incontri con la comunità italiana, il segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini, risponde a D' Alema a stretto giro: "Le organizzazioni politiche alle quali aderiscono i partiti socialisti dell'Europa e del mondo non  sono  nè passate nè obsolete.In esse - afferma il leader socialista - trovano spazio e ragione d'essere i valori e il pensiero socialista libeale e riformista e restano il ceppo attorno a cui si possono costruire nuove esperienze di governo."
"Da sole non sono più sufficienti - commenta ancora Nencini - perché la società dell’800-900 ha subìto profonde trasformazioni, ma è la vena dalla quale partire per creare una classe politica ed una società adeguate ad affrontare questa crisi epocale."
"Peraltro- osserva Nencini- già negli anni novanta furono proprio i socialisti a proporre di cambiare  nome all'Internazionale socialista in  “Internazionale socialista e democratica”, per accogliere altri partiti che altrove non avrebbero trovato collocazione e ascolto".
Secondo Luca Cefisi, responsabile politiche europee del Psi: "I giudizi di Massimo D’Alema sul socialismo europeo in un momento in cui la sinistra europea è tutta alla ricerca di nuovevie, sono rispettabili e in parte sensati, per esempio quando osserva che il modello socialdemocratico del Ventesimo secolo, squisitamente nazionale, non regge alla prova della globalizzazione; però proprio per questo il Partito del Socialismo Europeo sta lavorando da anni ad una vera e propria europeizzazione dei programmi socialisti". Per Cefisi, che è anche membro italiano della presidenza del PSE (Partito del socialismo Europeo), "i valori del socialismo europeo non sono obsoleti, ma anzi ce n’è più bisogno che mai in quest'epoca di crisi del capitalismo finanziario, il problema è di trovare i programmi adeguati ai tempi, e anche i gruppi dirigenti: e qui bisogna dire francamente che il primo a doversi mettere in discussione è il gruppo dirigente del centrosinistra italiano di cui D’Alema è una delle massime espressioni, un gruppo dirigente che ha quasi sempre perso e che ad ogni sconfitta ha dichiarato la necessità di rifondare le identità politiche, cambiare nomi, cambiare tutto, tutto meno la cosa più ovvia, cambiare i dirigenti, per trovarne altri all’altezza dei valori e degliideali, che non devono essere cambiati ma interpretati adeguatamente”
Per Bobo Craxi, responsabile esteri del Psi: “Il vicepresidente dell’Internazionale socialista, Massimo D’Alema, propone un allargamento alle aree progressiste e democratiche europee e mondiali, un principio e un concetto giusto, peraltro sottolineato, a suo tempo, anche dai socialisti italiani, al fine di agevolare l’adesione di movimenti e Partiti che fuoriuscivano dall’esperienza comunista”.
“Quanto al superamento identitario del Partito socialista”, prosegue Craxi, “questo lo considero assai difficile: in Europa, per esempio, i democratici italiani sono un’eccezione, non la regola. Lavorare riqualificando un’azione riformista e progressista in Europa, per fronteggiare la crisi economica e costruire un’alternativa fondata sull’unione delle forze riformiste, laiche, democratiche e ambientaliste, è dunque il compito comune”, conclude, “di chi si ispira alla medesima famiglia del socialismo internazionale”.
Per Gerardo Labelalrte, della segreteria nazionale del Psi: "Che Massimo D'Alema parli di sciogliere una organizzazione, l'Internazionale Socialista, di cui è vicepresidente, in condizioni normali desterebbe stupore.
In realtà - osserva Labellarte - è solo l'aggiornamento della ricerca della cosiddetta "terza via" tra capitalismo e socialdemocrazia di antica belingueriana memoria.
Ricerca che viene condotta da anni nel nostro Paese con grande impegno ma senza alcun esito concreto.
Alle sue estemporanee affermazioni tra le quali spicca che "il socialismo europeo deve prendere atto che si è conclusa una storia" è sufficiente rispondere ricordandogli che i socialisti tedeschi, francesi, spagnoli e inglesi non prendono atto, bensì combattono e spesso vincono. Il PD invece prende atto - conclude Labellarte, e i risultati si vedono.
Roberto Biscardini, della segreteria nazionale del Psi, osserva che:"Può essere che per storia e per cultura non ci sia alcun legame tra Massimo D'Alema e il socialismo, ma non c'è bisogno di annunciare la fine del socialismo internazionale per offrire a Casini uno strapaesano terreno per una coalizione tra sinistra e centro.
Proprio nel momento in cui a livello internazionale - sottolinea l'esponente socialista - c'è una grande riscoperta del socialismo e della socialdemocrazia come gli unici modelli ancora credibili in grado di affrontare la crisi economica in un quadro di giustizia sociale, dalla parte del lavoro e dei lavoratori, D'Alema "sbarella".
Peraltro, l'alternativa a Berlusconi, per un'Italia normale - conclude Biscardini - non potrà che essere un programma di rinascita nazionale sostanzialmente socialdemocratico.

sabato 2 luglio 2011

IS: NO AL NUCLEARE E AI POTERI FINANZIARI INCONTROLLABILI

Atene. Seconda giornata dei lavori del Consiglio dell' Internazionale socialista che termineranno questa sera con una sessione dedicata al nucleare con l'annunciata approvazione di una risoluzione sostegno dei socialisti giapponesi che chiedono di terminare con il nucleare nel Paese del Sol Levante entro il 2020. Lo stesso documento invita l'Europa a terminare l'esperienza del nucleare nel medio periodo.Nel suo applaudito intervento Luca Cefisi, della presidenza del Pse, che con la Presidente dell'IS donne Pia Locatelli e il responsabile esteri Bobo Craxi ha partecipato ai lavori in rappresentanza del Psi, unico partito italiano membro dell'IS, ha ricordato come "nelle scorse settimane il 95% degli italiani con il referendum si è espressa per l'abolizione del nucleare". Cefisi ha inoltre auspicato che Austria ed Italia estendano l'area 'nuclear free' in Europa".
All'appello dell'esponente del Psi si sono uniti i socialisti austriaci che hanno preannunciato la volonta' del cancelliere Werner Faymann di proporre alla Ue di abolire l'energia nucleare in tutto il continente
Il consiglio dell'IS si è occupato anche della crisi finanziaria.
"Ci sono poteri finanziari che sono incontrollabili da parte dei cittadini e degli Stati. I poteri legislativi, esecutivi e giudiziari sono completamente scavalcati" ha affermato Poul Nyrup Rasmussen, Presidente del Pse, che ha suonato la carica dei socialisti contro il potere delle agenzie di rating che decidono le sorti dei Governi.I delegati hanno calorisamente applaudito l'intervento del premier greco e presidente dell'IS, Georges Papandreou, sotto pressione nel suo Paese per i drastici tagli a cui e' costretto dalla Ue e dai mercati finanziari.
Papandreou non ha citato espressamente Merkel, Sarkozy e Cameron, ma ha affermato che "La maggioranza conservatrice sta creando in Europa una politica della paura e non una politica della solidarieta'.
L'Europa conservatrice non realizza la forza che il continente nel suo insieme potrebbe avere. Dobbiamo umanizzare l'economia globale. L'Europa ha una moneta comune - ha concluso il leader dell'IS ma non abbiamo in comune un forte Governo dell'economia".
Bobo Craxi, responsabile esteri del Psi, nel corso del suo intervento, molto apprezzato dai delegati giunti nella capitale greca per l'assise socialista, ha affermato che: “le tre priorità dei socialisti per padroneggiare le nuove sfide aperte con le rivoluzioni arabe sono: 1) una ‘governance’ delle transizioni democratiche, con un impegno europeo più efficace e assertivo; 2) spingere per una soluzione pacifica e negoziata dei conflitti regionali aperti in Libia, un’efficace azione di persuasione per evitare la guerra civile in Siria e una soluzione definitiva e convincente della questione palestinese; 3) un’efficace azione di cooperazione internazionale per ridurre il fenomeno dell’immigrazione e per alleviare le sofferenze dei milioni di profughi presenti in Nord Africa, in fuga da guerre e miserie. L’Internazionale - ha aggiunto Craxi - è stata colta di sorpresa dalle novità della rivoluzione, ma può e deve costituire un punto di riferimento essenziale per le aree deboli del continente africano, operando per un futuro di pace e prosperità. Solo la sinistra e solo i socialisti”, ha concluso il responsabile della politica estera del Psi, “sono in condizione di farlo”.




domenica 10 aprile 2011

LA BARZELLETTA DEL PPE

Il governo italiano ha fallito di fronte al compito, impegnativo ma non impossibile, di dare un’accoglienza da paese civile ad alcune migliaia di profughi e di migranti, e di dimostrare solidarietà e responsabilità, recuperando nel Mediterraneo un minimo di autorevolezza, dopo i baciamano a Gheddafi.

I tre governi di centrodestra di Francia, Germania e Italia sembrano dar vita ad una barzelletta: l’italiano fa il furbo, il francese cerca di fregare l’italiano, e tutti e due il tedesco. Questa caos immigrazione è anche un evidente fallimento del Partito popolare europeo e dei governi di centrodestra, litigiosi e incapaci di coordinarsi, anche perchè il loro preteso moderatismo è preso in ostaggio dell’estrema destra xenofoba, Sarkozy di Le Pen, Berlusconi di Bossi.
LUCA CEFISI

lunedì 14 marzo 2011

PIEDI D'ARGILLA

Come già fu per Chernobyl, anche dal disastro di Fukushima ci arriva una terribile lezione: il sistema di produzione dell'energia attraverso megacentrali che impattano sul territorio e l'ambiente è il passato, non il futuro.

Noi socialisti italiani abbiamo indicato questi temi almeno dal 1987 e siamo dunque in piena sintonia con i socialisti europei quando affermano che ‘l'impiego dell'energia nucleare non è sostenibile e deve essere gradualmente ridotto in tutta l'Unione Europea’.
Le grandi centrali nucleari, in particolare, sono giganti dai piedi d'argilla.
Il futuro è nelle energie rinnovabili e in tecnologie governabili in maniera democratica, senza quei problemi di trasparenza, sicurezza e verifica delle informazioni a cui stiamo assistendo in queste ore.

LUCA CEFISI



I SOCIALISTI E L'ITALIA

INTERVISTA A RICCARDO NENCINI DI CARLO CORRER

http://www.youtube.com/user/PartitoSocialistaPSE

martedì 8 marzo 2011

CONTINUONS LE COMBAT

Ieri sera, il direttore dell'EMG Fabrizio Masia, uno che di sondaggi e di flussi elettorali ne capisce come pochi (e quasi sempre "ci prende"), commentando il suo consueto report sulle intenzioni di voto del lunedì per il TgLa7 di Enrico Mentana, osservava, a proposito del "rimbalzo" verso l'alto di Fli, Udc e Sel, come sia fondamentale, per aumentare i
consensi, ancorchè virtuali, la presenza  nei talk show e nei notiziari televisivi, dei leader di partito.
L' EMG, con Digis uno dei pochi istituti di ricerca che testa il Psi, nello stesso sondaggio, ha stimato il Psi all'1.2%, con una crescita di 3 punti decimali in 15 giorni.
Sapete quante volte il leader del Psi in queste 3 settimane è apparso in talk show o nei tg?
Neppure una, mentre, Fini e Vendola, per citarne solo due, tra Rai e Tv commerciali, sono stati costantemente sotto l'occhio delle telecamere.
Ecco, di seguito, tre esempi che la dicono lunga sul modo singolare che adottano le redazioni e i conduttori dei talk show televisivi nel decidere chi partecipa alle trasmissioni.
1) A Ballarò di Giovanni Floris, sedicente liberalsocialista (sic!), tra gli assidui frequentatori della trasmissione troviamo spessissimo esponenti di partiti e movimenti che tutti i sondaggi danno ben al di sotto della soglia dell' 1%.
Nencini non è mai stato invitato.
2) In Onda, talk show serale del week-end de La7 condotto dall' àlgida giornalista santoriana Luisella Costamagna e dal genero del fu Enrico Berlinguer, Luca Telese, ha ospitato, in poco più di 6 mesi Nichi Vendola e le sue bizantine narrazioni per ben 10 volte.
Nencini, neanche a dirlo, mai.
3) Il 4 e 5 marzo si è svolta ad Atene la riunione dei leaders del Pse, la seconda formazione politica europea, a cui ha partecipato il Leader del Psi, unico partito italiano aderente.
Nessun telegiornale italiano, neppure nelle edizioni antelucane del mattino o della notte ne ha dato conto.
Si potrebbe proseguire a lungo con altri esempi, legati magari alla carta stampata, che vi (e ci) risparmiamo.
Nelle condizioni descritte, oltretutto in presenza di istituti di ricerca che, per compiacere le committenze, o non testano il Psi o lo fanno in modo generico, inesatto o approssimativo, i dati dell'EMG (1.2%) e di Digis (1.4%), che collocano il Psi ben al di sopra del risultato ottenuto nelle politiche del 2008 (poco meno dell' 1%), stante l'oscuramento mediatico e la non presenza dei socialisti in Parlamento, assumono il valore di un viatico che incoraggia i socialisti a proseguire con sempre maggiore impegno nel loro difficile cammino.
Non adagiandosi certo su effimeri allori.
Continuons le combat.
EP









domenica 6 marzo 2011

LA (SOLITA) DOPPIEZZA

Non è per la solita tigna che ci accompagna ma è inevitabile osservare come nell' importante riunione dei leaders del Pse di Atene nella quale si è discusso di strategie per uscire dalla crisi si è nuovamente registrata l'imbarazzante e surreale situazione in cui a rappresentare l'Italia vi fossero, oltre al segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini e il tesoriere Oreste Pastorelli, in rappresentanza dell'unico partito italiano che aderisce al Pse e all'Internazionale socialista, anche il leader del Pd Pier Luigi Bersani e Massimo D'Alema, quest'ultimo probabilmente nella veste di presidente della Feps.

Vedere il leader del Pd e con lui l'ex "lider Maximo" dei Ds, entrambi con all'occhiello della giacca ben visibile il simbolo del Pse, posare per la tradizionale foto di famiglia, a noi socialisti fa piacere e speriamo sinceramente che possa essere il primo passo nella direzione di consentire al Pd di uscire dall'equivoco della propria collocazione europea, con il quale convive sin dalla sua nascita.
Certo, una rondine non fa primavera: mentre si svolgeva nella capitale greca un evento di assoluto interesse per la sinistra riformista europea (che si chiama solamente "socialista"), il sistema mediatico nostrano, lo ignorava del tutto, verosimilmente per evitare imbarazzi a Bersani e D'Alema o meglio, per dirla con Claudio Cerasa del Foglio, per evitare la probabile "grande indignazione dei cattolici del Pd".
Inoltre il sito web del Pd ha fatto il resto, confezionando, all' uopo, una notiziuola che è un piccolo capolavoro che ricorda la solita e ben nota "doppiezza" e che, se non fosse una cosa terribilmente seria, oggi farebbe solo sorridere.
Leggete un pò.....
http://beta.partitodemocratico.it/doc/204229/pier-luigi-bersani-ad-atene-per-riunione-progressisti-europei.htm

EP

sabato 5 marzo 2011

PSE: L' EUROPA NELLE MANI SBAGLIATE


ATENE. IL CORDIALE INCONTRO TRA GEORGE PAPANDREU, PRIMO MINISTRO GRECO E PRESIDENTE DELL'INTERNAZIONALE SOCIALISTA E RICCARDO NENCINI, SEGRETARIO DEL PSI

 http://www.partitosocialista.it/site/artId__3403/306/604-PSE__L__EUROPA_NELLE_MANI_SBAGLIATE.aspx

ATENE 4-5 MARZO 2011

LA FOTO DI FAMIGLIA DEI LEADER SOCIALISTI EUROPEI CONVENUTI AD ATENE

sabato 26 febbraio 2011

SE BERTINOTTI E VENDOLA....

Non è senza soddisfazione che si deve commentare, da parte di un socialista italiano ed europeo, l’affermazione di Bertinotti a Livorno. Secondo l’ex presidente della Camera sono fallite sia l’alternativa di sinistra stile 2008, sia il progetto del Partito democratico. E dunque non resterebbe che accostarsi al socialismo europeo. Noi siamo sempre stati parte della famiglia socialista europea ma, è inutile negarlo, siamo anche stati da sempre socialisti italiani, cioè quella specie particolare di socialisti europei che ha saputo coniugare, con Craxi e poi, su scala europea, con Blair, il riformismo con il liberalismo. Dunque ancora piuttosto lontani da quell’idea di socialismo di Bertinotti, che dal Psi non a caso proviene, ma che poi lo lasciò in nome di un massimalismo sconfitto dalla storia. Conosco personalmente Bertinotti ed ho anche collaborato per due anni con lui nell’ufficio di presidenza della Camera e conosco anche la propensione dell’ex presidente al dialogo, la sua forte curiosità intellettuale, il suo atteggiamento sempre disponibile e mai settario. Scherzando gli dissi una volta “Ma tu in realtà sei un liberale di sinistra”. Il che contrastava certo con la sua identità politica. Un comportamento e un’identità che mi apparivano inconciliabili. Non mi stupirei dunque che Bertinotti arrivasse anche a sposare il socialismo liberale, dopo aver sposato prima il socialismo massimalista, poi il comunismo più o meno libertario, l’Unione de la gauche e adesso il socialismo europeo. E lo dico senza dietrologie. E non mi stupirei neppure che questa ammissione di Bertinotti, come è stato già scritto, preludesse ad analoga e anche più diretta e significativa adesione al socialismo europeo da parte di Vendola e del suo partito. Non so cosa farebbero a quel punto coloro che finora l’hanno osteggiata, nonostante noi del Psi avessimo sempre condizionato, ma invano, quella scelta alla nostra adesione al progetto politico di Sel. Certo rimarrebbero profonde divisioni in politica interna. Penso alla politica economica e industriale, al tema di Mirafiori. Penso a molti giudizi sulla magistratura italiana, penso ad alcuni affondi in tema di politica estera (ad esempio l’Afghanistan). Non si cancellerebbero le diverse impostazioni semplicemente con l’adesione a una cornice europea. Ma sarebbe anche assurdo considerare queste adesioni ininfluenti sulle nostre scelte. In fondo la nostra pervicace resistenza, la nostra insistenza, nonostante le condizioni così sfavorevoli, sul panorama politico italiano, dipendono soprattutto dall’adesione a una identità che nessuno in Italia finora rappresenta. Se anche altri la vogliono sposare non possiamo certo continuare a fare la vita da singoli, come se nulla fosse.
MAURO DEL BUE


mercoledì 23 febbraio 2011

SI ALLA TASSA EUROPEA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE

Lo scorso 2 febbraio l’ala destra del Parlamento Europeo invece di sottoscrivere l’appello per la creazione di una nuova fonte di entrate, la cosiddetta tassa sulle transazioni finanziarie (TTF), ha preferito continuare a strangolare le economie europee imponendo tagli selvaggi ai loro bilanci.
La destra opera allo scopo di scaricare sui cittadini comuni il conto per le conseguenze della crisi finanziaria.
Con 21 voti a favore e 21 voti contro, la maggioranza della Commissione per gli Affari Economici e Monetari del PE, formata da conservatori e liberali, ha respinto l’appello per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie.
L’appello è stato ritirato dalla relazione d’iniziativa della deputata del Pse Anni Podimata.
Tuttavia la lotta continua: il gruppo S&D rilancerà la proposta relativa a una TTF europea nella sessione plenaria di Marzo.
Scrivendo una semplice e-mail, puoi fare la differenza: I conservatori e i liberali sono divisi sulla questione. E' fondamentale che i cittadini continuino a scrivere lettere a tutti i deputati conservatori e liberali prima che intervenga il voto decisivo in plenaria.
Se volete aiutarci a costituire una lobbying a favore della tassa TTF, leggete le procedure da adottare su come far pressione sui deputati di destra del PE.
Una tassa europea dello 0,05% su ciascuna transazione finanziaria darebbe un gettito di 200 miliardi di Euro.
Senza pesare sui cittadini comuni, essa farebbe contribuire gli speculatori a ripianare gli effetti della loro crisi finanziaria.
Il PSE lancia un appello a tutti i cittadini perché scrivano ai loro deputati al Parlamento Europeo (PE) per mostrare il loro sostegno all'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie (TTF):
http://www.pes.org/en/blogs/pes-blog/save-ftt-act-now-or-let-conservatives-vote-down-robin-hood-tax.
I conservatori ed i liberali sono in realtà divisi su questo tema. Per far loro cambiare parere prima della prossima sessione plenaria scrivete ai deputati del Partito Popolare Europeo
http://www.eppgroup.eu/members/it/ByCountryList.asp?MemberCountry=it
e dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa
http://www.alde.eu/alde-group/alde-meps-list-member-european-parliament/
del vostro paese. Il voto di ogni deputato europeo è determinante per salvare la TTF ed ogni lettera può fare la differenza.

Per maggiori informazioni visitate il sito degli Europei per la riforma finanziaria
http://europeansforfinancialreform.org/en
e il sito degli attivisti Pse
http://www.pes.org/pes-action/political-initiatives/financial-reform-economic-policy/financial-transaction-tax

(a cura di Carmine Iuliano)

lunedì 21 febbraio 2011

LETTERA DI UN SOCIALISTA A NICHI VENDOLA

Cambiare la sinistra...caro Vendola, tu eri comunista, tu eri in Rifondazione comunista, tu eri in quella parte della sinistra di estrazione totalitaria, conservatrice, poco laica che ha impedito uno sviluppo con prospettive di governo,nel suo complesso alla sinistra italiana.

Tu provieni da quella scuola, spesso illiberale che ha difeso nel passato le invasioni di Ungheria e Cecoslovacchia.
Tu eri tra coloro i quali, durante le partite tra Italia e Urss si commuovevano si' ma ascoltando l'inno dell'Urss. Naturalmente è tutta acqua passata ma il nostro passato serve anche a definire chi siamo.
Con grande piacere noto il tuo avvicinarsi al socialismo ma allora, scusami, vale anche per te quello che ha scritto Di Lello a Bertinotti.
In questa marcia salutare di avvicinamento al socialismo non è che voi che (Bertinotti si' tu no) socialisti non siete mai stati potete scegliervi gli interlocutori oppure avere la scellerata arroganza, come hai tu, di porvi alla testa dei socialisti.
No caro mio, non funziona cosi'.
Il Partito socialista europeo,l'Internazionale socialista non sono entità astratte ma ben reali che, in Italia, hanno un referente ben preciso che si chiama Partito Socialista Italiano .
Superare le divisioni che lacerano la sinistra italiana, la scissione tra riformisti e massimalisti sarebbe veramente una bella cosa ma sono sbagliate le basi che tu poni.
Non puoi pretendere, dopo non averne azzeccata una storicamente, di porti come leader dei socialisti che forse, storicamente, politicamente di errori ne hanno fatti un po' meno, in ogni caso mai tali da richiedere, come nel vostro caso, la condanna della storia.
Sii un po' piu' umile e sarai il benvenuto e chissà, nelle dinamiche interne del Psi potresti pure trovare una posizione da leader (sinceramente non penso con il mio voto).
Vendola,ridimensionati un attimo: stai galleggiando su una nuvola che puo' dissolversi in un attimo.
Non pensare di essere il condottiero della nuova sinistra come la chiami tu perchè poi potresti avere un brutto risveglio.
GIOVANNIBATTISTA FERRARI

domenica 20 febbraio 2011

BERTINOTTI E I SOCIALISTI

Quanto affermato da Fausto Bertinotti in occasione dell'anniversario della scissione di Livorno è certamente importante e va accolto positivamente.

D' altra parte, il fondatore di Rifondazione comunista iniziò la sua esperienza politica come socialista e dunque il suo si potrebbe definire un ritorno alle origini.
Ciò che è francamente inaccettabile e lascia più di un dubbio sulle sue intenzioni è che Bertinotti parli di socialismo europeo e non già di socialismo italiano, rispolverando la già vista parte nella ultraventennale commedia degli equivoci che gli ex comunisti italiani hanno interpretato con alterne fortune.
Se Bertinotti, riconoscendo gli errori di decenni di militanza politica, vuole interloquire con i socialisti si deve rivolgere al Psi che del Partito socialista Europeo fa parte essendone stato tra i fondatori.
Così come l'expresidente della camera se ne facciano finalmente una ragione coloro che si riscoprono socialisti ma che, antico vizio dei comunisti italiani pretendono di scegliersi gli interlocutori.
In ogni caso che il protagonista del tentativo di rifondare in Italia un partito comunista abbia compreso che non c'e' sinistra riformista moderna e di governo se non nell'alveo del socialismo e', per chiunque abbia a cuore la sinistra italiana, una buona notizia.
MARCO DI LELLO

lunedì 10 gennaio 2011

RASMUSSEN: COSTRUIRE UN'ALTERNATIVA SOCIALDEMOCRATICA IN EUROPA

Il danese Poul Nyrup Rasmussen, presidente del Pse


Il presidente del Partito Socialista Europeo ha inviato, nei giorni precedenti la pausa per le festività, una lettera al segretario del Psi, Riccardo Nencini.
Per leggere il testo integrale della lettera clicca il link sottostante

http://www.partitosocialista.it/site/artId__3241/306/797-RASMUSSEN-_

mercoledì 1 dicembre 2010

CONSIGLIO DEL PSE A VARSAVIA

Inizia domani a Varsavia Consiglio del Pse nel quale prenderà l'avvio un ampio dibattito sul futuro della società progressista.

Il dibattito si articolerà sulla discussione dei seguenti documenti:
Una risoluzione generale su "Costruire l'Europa per la gente"
Un documento programmatico sul tema "Un' Europa per l'occupazione per il progresso sociale e per la crescita equa"
Un documento programmatico sul tema "Crescita Fare Verde diventare una realtà"
La delegazione del Psi è composta da Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale del partito, Luca Cefisi dell'ufficio di presidenza del PSE , Pia Locatelli presidente dell'IS donne e Carmine Iuliano rappresentante di Pes@ctivists.
Per partecipare al forum on line:
http://www.pes.org/en/renew/council-2010


venerdì 12 novembre 2010

UN' IDIOZIA ASSOLUTA LA CONTESTAZIONE DI FREE PALESTINE AD AMOS OZ

La madre degli sciocchi è sempre incinta, e raramente si sono visti degli sciocchi come i militanti di Free Palestine che hanno contestato Amos Oz a Torino. L'idea di protestare per la politica israeliana nei territori occupati attaccando Amos Oz è un'idiozia assoluta. Oz è uno scrittore e un intellettuale vicino alle idee socialiste e democratiche, sostenitore del partito Meretz, partito dell'Internazionale Socialista oggi all'opposizione in Israele. Davvero questi militanti che credono di aiutare la causa palestinese non fanno altro che danneggiare il dialogo e la pace e mettono in imbarazzo il mondo della cultura e della politica impegnato nel favorire la causa della pace in Medio Oriente. LUCA CEFISI