Sembrava una nottata elettorale con tanto di risultati parziali, con sondaggi, con urla di vittoria e sberleffi di sconfitta (com’è stata stonata quella presenza di Luca Telese dinnanzi ai cancelli di Mirafiori…), mentre gli operai montavano i turni di notte alla catena di montaggio. Era imprevedibilmente davanti il no quando la trasmissione di Paragone si è spenta a tarda ora. Poi il risultato si è capovolto e il sì ha vinto, sia pur con solo il 54% dei voti. Mi sono chiesto se i sindacalisti del no si fossero augurati davvero di vincere. Mi ricordo quel che disse Togliatti durante le elezioni del 1948 (“Credo che perderemo perchè semmai dovessimo vincere non so come faremmo a governare”). E i risultati gli diedero ragione. Se il no avesse superato il 50% sarebbero stati attribuiti ai suoi sostenitori i mancati investimenti e forse la chiusura di Mirafiori. Così i fautori del no possono celebrare il loro parziale successo e cercare di condizionare, con la forza conseguita, i futuri sviluppi della situazione. Anche se adesso si porrà la questione che la Camusso ha posto alla Fiom. Cioè firmare l’accordo che la maggioranza dei lavoratori ha approvato, sia pur di misura. E che è stata approvata anche dagli operai ove il sì è prevalso di nove voti (non è vero che la vittoria del sì, come ha detto Vendola, è stata procurata dal voto determinante degli impiegati, che pure non sono dei lavoratori di serie B). Mi auguro che la linea della Camusso venga accettata dalla Fiom. Adesso è evidente che tutti devono far sì che gli impegni assunti da Marchionne vengano immediatamente mantenuti e spero che su questo la battaglia sia unanime nel mondo del lavoro.
MAURO DEL BUE
Visualizzazione post con etichetta marchionne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta marchionne. Mostra tutti i post
martedì 18 gennaio 2011
sabato 15 gennaio 2011
FIAT. UN VOTO PIU’ CHE GIUSTO
Un voto più che giusto. Vincono i lavoratori della Fiat, vince la democrazia, vince una posizione riformista nel sindacato e in fabbrica. Vincono i Sì ma non vince Marchionne, che con la Fiom e con la Cgil dovrà fare i conti.
Come spesso accade, quando lo scontro si fa duro, sono gli elettori che sanno mettere le cose in equilibrio.
ROBERTO BISCARDINI
Come spesso accade, quando lo scontro si fa duro, sono gli elettori che sanno mettere le cose in equilibrio.
ROBERTO BISCARDINI
Etichette:
biscardini,
cgil,
fiat,
fiom,
marchionne,
riformista,
sindacato
giovedì 13 gennaio 2011
BERLUSCONI/VENDOLA
C’è chi cavalca la tigre della protesta, come Vendola, e chi quella della deregulation, come Berlusconi.
Buttarla non in politica, che sarebbe legittimo e comprensibile, ma nel solito scontro viscerale tra comunismo e anticomunismo, è un danno per tutti, a cominciare dagli operai della Fiat. Comunque noi al posto della Fiom, avremmo firmato quell’accordo e ci saremmo risparmiati questo harakiri del sindacato e anche questa nuova gazzarra.
RICCARDO NENCINI
Buttarla non in politica, che sarebbe legittimo e comprensibile, ma nel solito scontro viscerale tra comunismo e anticomunismo, è un danno per tutti, a cominciare dagli operai della Fiat. Comunque noi al posto della Fiom, avremmo firmato quell’accordo e ci saremmo risparmiati questo harakiri del sindacato e anche questa nuova gazzarra.
RICCARDO NENCINI
Etichette:
berlusconi,
fiat,
fiom,
marchionne,
nencini,
news. politica,
PSI,
socialista,
vendola
giovedì 30 dicembre 2010
FIAT
Il muro contro muro non è mai servito a nessuno, alla Fiat come in qualunque altra fabbrica, perché produce tensioni inutili e pericolose per tutti.
L’accordo andava firmato perché non c’erano alternative migliori praticabili e sbaglia la Fiom a credere che la crisi dell’industria dell’auto, con le fabbriche e gli operai, si possa risolvere sbarrando la strada a Marchionne. Questa crisi non ha confini nazionali e una autentica soluzione riformista va cercata a livello globale. Da domani però bisogna augurarsi che tutti, a cominciare dall’amministratore delegato della Fiat, governo compreso, si dimostrino fino in fondo all’altezza della situazione facendo un passo avanti sulla questione delle rappresentanze sindacali, un nodo che va sciolto per non permettere la radicalizzazione delle posizioni.
RICCARDO NENCINI
L’accordo andava firmato perché non c’erano alternative migliori praticabili e sbaglia la Fiom a credere che la crisi dell’industria dell’auto, con le fabbriche e gli operai, si possa risolvere sbarrando la strada a Marchionne. Questa crisi non ha confini nazionali e una autentica soluzione riformista va cercata a livello globale. Da domani però bisogna augurarsi che tutti, a cominciare dall’amministratore delegato della Fiat, governo compreso, si dimostrino fino in fondo all’altezza della situazione facendo un passo avanti sulla questione delle rappresentanze sindacali, un nodo che va sciolto per non permettere la radicalizzazione delle posizioni.
RICCARDO NENCINI
Etichette:
fiat,
fiom,
marchionne,
nencini,
news,
politica,
PSI,
sindacato,
socialista
Iscriviti a:
Post (Atom)



