domenica 9 gennaio 2011

VENDOLA E LE PRIMARIE

Mi pare che si faccia fatica a vedere della sostanza socialista dietro gli slogan e l'affabulazione di Vendola, che in certi passaggi pare rivelare più una sensibilità berlusconiana per la fascinazione mediatica, che una tensione riformatrice autentica.

Quanto alle primarie, sono uno strumento, non un totem.
Uno strumento da adottare quando non c'è convergenza politica su una candidatura, ma superabile se l'elaborazione dei partiti perviene al risultato dell'individuazione del leader. Il partito è il vero e indispensabile mezzo per tradurre democraticamente, e quotidianamente, in azione politica la somma delle istanze della parte del paese che vi si riconosce.
Il ricorso alle primarie, in un certo senso, attesta la momentanea incapacità dei partiti di svolgere pienamente ed efficacemente il loro compito politico e costituzionale. Più che per l'adozione delle primarie sempre, in ogni caso e a ogni livello, lavorerei per rafforzare i partiti e la loro concezione più moderna, anche lavorando per dare attuazione al dettato costituzionale.
Il rapporto diretto leader/popolo che è implicito nelle primarie, dietro l'apparenza della massima espressione democratica, cela un deficit di democrazia, perchè tende a sostituire alla consultazione permanente e al controllo democratico realizzabili attraverso i partiti, la consultazione estemporanea mediante voto della base. Il risultato di tale pratica è che il leader di turno, forte della legittimazione derivante dal voto diretto, tende ad agire sciolto da ogni obbligo di verifica attuale della linea politica. Il "non parlare al manovratore" più tipicamente berlusconiano, insomma.

LORENZO CINQUEPALMI





1 commento:

  1. e lo so...brucia quando c'è un leader carismatico! Svegliatevi

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