domenica 23 gennaio 2011

ANCORA LUI

I sondaggi non sono il vangelo ma segnalano con sufficiente precisione gli orientamenti dell'elettorato.

La sordida vicenda del Rubygate, ci raccontano i guru delle rilevazioni (un pò troppi e alcuni peraltro molto poco credibili, vero Mannheimer?), non causerebbe spostamenti significativi nelle intenzioni di voto, assegando al PDL una più che rassicurante maggioranza relativa.
In altre parole, l'opposizione non trarrebbe alcun giovamento dalla deflagrazione di una vicenda che in altre latitudini sarebbe già stata risolta con l'uscita di scena del protagonista principale, con tanto di scuse ai cittadini.
Nel Belpaese non funziona così.
Berlusconi si può permettere di comportarsi esattamente all'opposto e, almeno in teoria, giovarsi di sondaggi favorevoli.
Non c'è da stupirsi, se si considera che da un lato furoreggia la consueta, velleitaria jacquerie mediatica montata dai soliti noti, dall'altro perchè a guidare quella che dovrebbe essere una campagna di "moral persuasion" politica per un'uscita dignitosa da una situazione che imbarazza il nostro Paese innanzi all'opinione pubblica mondiale, si è insediato Walter Veltroni ( ancora e sempre lui!) tornato purtroppo al centro della scena, al quale non sarà sembrato vero di riesumare dal Lingotto l' abituale armamentario lessicale fatto di nessuna idea e tanti luoghi comuni ispirati al nulla politico e valoriale di cui è, da sempre, espressione.
Il perenne problema del Pd è che, nonostante gli sforzi di Pier Luigi Bersani, continua ad essere avvertito da un potenziale segmento di elettorato, che scaricherebbe volentieri l'imbarazzante e inconcludente Cavaliere per spostarsi nel centrosinistra, come il partito di Veltroni e di gente come Rosy Bindi con il suo inquietante profilo subculturale da stagionata suffragetta da sacrestia il cui permanere sulla scena non consentirà mai al Pd di andare oltre il perimetro dei già ultrafidelizzati elettori la cui provenienza, peraltro, è ben nota a tutti, cedendo anzi quote di elettorato all' aulico affabulatore cattopostcomunista Nichi Vendola.
Che costoro, continuino a concorrere a determinare i futuri indirizzi della coalizione, non promette nulla di buono per i destini del centrosinistra.
Prima nel Pd lo capiranno, meglio sarà per tutti.
EP

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