giovedì 23 giugno 2011

IL TAVOLO DELLE OPPOSIZIONI

Tra una riedizione dell’Unione e ‘ognuno per sé’, c’è una bella differenza e Di Pietro non ha torto quando solleva il problema.

E' da vedere se il leader dell’IdV ha davvero rinunciato all’ossessione antiberlusconiana e smesso i panni del giustizialista oppure è solo alla ricerca di un po’ di visibilità nella gara con Vendola, ma intanto pensiamo anche a organizzarci per non farci prendere di sorpresa da un possibile collasso improvviso di questa maggioranza.
Il segretario del maggior partito dell’opposizione potrebbe convocare un tavolo di confronto delle opposizioni, come chiediamo da tempo, e cominciare a verificare la possibilità di dare vita a un’alleanza dei riformisti alternativa a questo governo.

RICCARDO NENCINI

1 commento:

  1. “ ma intanto pensiamo anche a organizzarci per non farci prendere di sorpresa da un possibile collasso improvviso di questa maggioranza “l’intervento di Nencini è perfettamente appropriato però non dovrebbe essere rivolto solo alla coalizione di centro sinistra ma in primis all’interno del nostro partito. Capisco che le difficoltà economiche del partito, in questi anni, abbiano potuto causare delle carenze organizzative sul territorio ma non capisco come altre formazioni più recenti e con gli stessi problemi abbiano una capacità di penetrazione, organizzazione e partecipazione sul territorio molto maggiore della nostra (penso ad esempio a SEL). Occorre farsi qualche domanda e darsi anche delle risposte. A mio parere occorre aumentare le occasioni di incontro, confronto e partecipazione tra gli iscritti e simpatizzanti almeno a livello regionale e provinciale creando tra gli stessi un rinnovato senso di appartenenza e partecipazione (non siamo rimasti in tanti ma almeno cerchiamo di essere ben motivati).
    Approfitto anche per segnalare, a quelli che sono registrati al sito del PES, che ho pubblicato una proposta nella sezione “Iniziative “, l’idea è semplice: l’adozione, in tutte le tessere d’iscrizione ai partiti aderenti al PES, di un lato comune (uguali per tutti) della tessera che rappresenti l’appartenenza al PES mentre l’altro lato rimarrà differenziato secondo il partito nazionale di riferimento. Chi vuole può sottoscriverla, a mio giudizio può essere un piccolo passo verso la creazione di
    grande partito socialista europeo .
    Marco B.

    RispondiElimina