giovedì 30 dicembre 2010

FIAT

Il muro contro muro non è mai servito a nessuno, alla Fiat come in qualunque altra fabbrica, perché produce tensioni inutili e pericolose per tutti.


L’accordo andava firmato perché non c’erano alternative migliori praticabili e sbaglia la Fiom a credere che la crisi dell’industria dell’auto, con le fabbriche e gli operai, si possa risolvere sbarrando la strada a Marchionne. Questa crisi non ha confini nazionali e una autentica soluzione riformista va cercata a livello globale. Da domani però bisogna augurarsi che tutti, a cominciare dall’amministratore delegato della Fiat, governo compreso, si dimostrino fino in fondo all’altezza della situazione facendo un passo avanti sulla questione delle rappresentanze sindacali, un nodo che va sciolto per non permettere la radicalizzazione delle posizioni.
RICCARDO NENCINI

2 commenti:

  1. ....certamente fa un certo effetto leggere certe affermazioni fatte dal segretario del partito che fu,tra gli altri,del padre dello statuto dei lavoratori...................................

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  2. Questa crisi sta procurando danni non solo economici,ma quello che è più grave,nel campo dei diritti sacrosanti dei lavoratori costati anni di dure lotte.C'era da aspettarselo che i cosiddetti"padroni" ne avrebbero approfittato.Segretario la tua dichiarazione,ad essere sincero non mi piace.

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